Risarcimenti a rischio, la discoteca Lanterna Azzurra non era assicurata per danni ai clienti

Torna libero il 17enne accusato di aver spruzzato lo spray nel locale: “Ho la coscienza pulita”

Risarcimenti a rischio, la discoteca Lanterna Azzurra non era assicurata per danni ai clienti
TiscaliNews

Nessuna polizza per la responsabilità civile in caso di danni alle persone. La discoteca Lanterna Azzurra Clubbing di Corinaldo non aveva stipulato alcun tipo di assicurazione. Sebbene non sia obbligatoria per legge il fatto creerà inevitabilmente dei “problemi” a tutte le persone coinvolte nei drammatici fatti accaduti lo scorso 8 dicembre. Al dramma dei cinque ragazzini e della donna morti nella calca del locale di Corinaldo, adesso va sommato lo sconcerto di sapere che sarà difficilissimo, anche in caso di processo e di condanna, ottenere dei risarcimenti per le vite perdute, per le ferite subite come anche per lo shock patito. Stando a quanto hanno scoperto Fabrizio Caccia e Giusi Fasano, giornalisti de Il Corriere, l’ultima polizza stipulata dai titolari del locale era di durata semestrale, ma risulta scaduta 12 mesi fa. Da quel momento il locale è privo di una assicurazione per i cosiddetti danni contro terzi. Nonostante i numerosi eventi organizzati, nessuno aveva ritenuto opportuno attivare una copertura di questo tipo: del resto era sempre andata bene. Probabilmente i gestori hanno ritenuto la spesa inutile… ma adesso cosa accadrà?

Risarcimenti a rischio

Secondo quanto riferisce Il Corriere i presenti al momento della strage difficilmente otterranno un risarcimento, “perché le cifre ipotizzabili per fatti così gravi sono astronomiche, e le condizioni economiche dei tre gestori non garantiscono alcuna copertura”, e non lo diciamo tanto per dire. Dalle visure camerali della Magic Srl, la società di Francesco Bertazzi (indagato) che ha in gestione la struttura dal 2016 e che ha come soci Carlantonio Capone e Quinto Cecchini (anche loro indagati), risultano diversi protesti. “Fra le carte della Procura di Ancona, che ipotizza per i gestori l’omicidio colposo plurimo aggravato - evidenziano i due giornalisti - c’è anche il contratto di affitto fra i proprietari del locale (in quattro, tutti inquisiti) e i tre soci di Magic Srl. Con una clausola di quel contratto la proprietà, per tutelarsi da eventuali danni, ha preteso che la Magic avesse l’obbligo di assicurarsi, sì, ma a garanzia della struttura, non delle persone, e non è chiaro se poi la società abbia onorato o no quella clausola. Così come non è chiaro se la polizza per i danni alle persone, stipulata con la Unipol fino a un anno fa, fosse un’altra delle clausole del contratto oppure un’iniziativa autonoma della Magic Srl”.

Libero il 17enne che ha usato lo spray

Nel frattempo il 17enne accusato di aver creato il panico con uno spray al peperoncino è tornato in libertà, come un adolescente qualunque, a parte il fatto che è stato affidato alla madre. Il ragazzo sospettato di aver innescato il panico che ha portato alla calca all'uscita della discoteca in cui sono morte sei persone, è stato rimesso in libertà dopo l'udienza di convalida di un arresto per una storia di droga. Il gip minorile ha ritenuto che non sussistessero gli estremi per la custodia cautelare. E lui, indagato a piede libero per omicidio preterintenzionale, lesioni dolose e lesioni colpose per i fatti della discoteca, è tornato a casa insieme alla madre, che ha assistito all'udienza. La casa per altro potrebbe essere quella della nonna, in una frazione di Senigallia, o quella della madre in un'altra borgata. Ma in tutte e due il campanello squilla vuoto: in una si accende una luce dietro una porta a vetri. Ma è solo un'accensione automatica legata al campanello. "Non c'è nessuno" conferma una vicina, che per altro non conosce bene la famiglia "arrivata da poco dalla Romagna". Il minorenne - raccontano gli avvocati Andrea Mone e Martina Zambelli - è "contento" di essere libero, un ragazzo "sensibile, intelligente", ma "provato" da un'avventura "pesante", e anche dal dispiacere per i ragazzi più o meno suoi coetanei morti o feriti fuori della discoteca. Un fatto di cui comunque nega di essere coinvolto, pur avendo fornito "elementi significativi" alla Procura minorile, che ora dovranno essere supportati da "prove concrete", dicono i difensori.

Trovato in possesso di droga

Il 17enne è stato trovato in un residence di Senigallia con due etti di stupefacenti tra cocaina e hascisc e due adulti: "la droga non era la sua" spiegano i legali. Mentre i due adulti, per i quali è stato convalidato l'arresto, negano ogni responsabilità per quello che è avvenuto nella discoteca. A portare i carabinieri sulle sue tracce sarebbero stati dei precedenti, in particolare una denuncia per rapina ai danni di alcuni coetanei. Da allora le forze dell'ordine lo hanno sempre tenuto d'occhio e dopo la notte della Lanterna azzurra, dopo che tre ragazzi hanno detto di averlo riconosciuto, sono andati a cercarlo al residenza, dove era ospite occasionale. La sua posizione è ancora tutta da chiarire. Intanto le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica che ha indagato 7 persone, vanno avanti. E tanto per dare un'idea della complessità degli accertamenti da svolgere torna alla ribalta la questione del numero dei biglietti venduti. O meglio, delle presenze all'interno della discoteca: le due sale aperte potevano contenere 731 persone, ma da vari approfondimenti risulta che le presenze all'interno fossero molto più di quello consentito dalle norme: lo dimostrerebbero i biglietti "regolari", ma anche i tanti braccialetti e tagliandi per la consumazione che molti ragazzi hanno portato spontaneamente ai carabinieri. Buone notizie arrivano dagli Ospedali Riuniti di Ancona: sono saliti a tre i ragazzi per cui è stata sciolta la prognosi.