Che fine ha fatto il Batman di Anagni? Francone Fiorito promuove una alleanza Pdl-Pd in Ciociaria

L'ex primo cittadino, condannato a tre anni, è tornato sulla scena politica. I cittadini lo amano: "Questa città ora è morta, gli unici anni in cui si muoveva qualcosa sono stati quelli in cui era sindaco lui”

Franco Fiorito
Franco Fiorito
di PSO

Ed eccolo di nuovo, scheggia non più impazzita, planare ad Anagni, nella città che lo ama.  Batman, ovvero Franco Fiorito, già primo cittadino della città dei quattro papi, ex capogruppo del Pdl nelle grigie giornate della gestione della Regione Lazio di Renata Polverini, ha ripreso a volare libero e splendente nelle sue amate lande: Er Federale (a causa dei suoi trascorsi missini) il suo conto con la giustizia l’ha pagato tutto. Un pizzico di ironia è però pur sempre necessaria se si desidera raccontare la vecchia e la nuova vita di un personaggio divenuto famoso per essere stato il primo vero protagonista di una ‘Rimborsopoli’ in salsa italica.

Quando le forze dell’ordine cominciarono a indagare su di lui volevano capire in che modo venisse utilizzato il denaro pubblico che per legge sarebbe dovuto servire alle spese di rappresentanza istituzionale e di promozione dell'attività politica. Furono così passati al setaccio dalla polizia - in base ai dati delle cronache - giustificativi di spesa per oltre 20 milioni di euro, utilizzati per l'acquisto di Suv, tinture per capelli, viaggi di lusso, cene pantagrueliche e quant'altro nel segno di una "casta di periferia" che, con rare eccezioni, ha messo in conto spese al contribuente fino all'ultima tazzina di caffè.

Un indagine che ha fatto di Fiorito un’icona, il segno percepibile di un modo di far politica nel nostro Paese. Partendo da quell’imprinting, le forze dell’ordine hanno poi potuto svolgere indagini analoghe mettendo in evidenza quello che in tanti sapevano per sentito dire o che avevano intuito; e cioè che molti partiti e molti politici stavano utilizzando risorse pubbliche per fatti propri. Fra tutti questi Francone era stato il prototipo: “Accumulò – si legge sul Fatto - tre stipendi in un solo incarico (le indennità di consigliere regionale, di capogruppo e di presidente della commissione Bilancio) e mise le mani su oltre un milione di euro dei fondi del Pdl, distribuiti in un buon numero di conti correnti italiani ed esteri. Vacanze, immobili e varie comodità, tra cui la famosa Jeep da 35mila euro acquistata nei giorni dell’emergenza neve a Roma. Una storiaccia che gli è costata un periodo in carcere a Regina Coeli e poi una condanna in appello a tre anni per peculato (la sentenza è di novembre 2017, il suo avvocato Carlo Taormina ha fatto ricorso in Cassazione) e cinque di interdizione dai pubblici uffici”.

Ad Anagni, il Nostro è sempre uno che conta. Forse più di prima. “Per la gente da un punto di vista affettivo Franco è un amicone – ha spiegato al Fatto Quotidiano Guglielmo Rosatella, segretario locale di Forza Italia e vicesindaco di Fiorito dal 2001 al 2005 –. È uno che sa farsi volere bene, ci si va a cena volentieri, ci si diverte”. E poi “ha fatto anche cose buone” (come il Duce, di cui Francone è sempre stato ammiratore dichiarato). “Ma ora non ha ambizioni personali, anche perché non può essere candidato”. Batman padre nobile, il federatore per antonomasia. “D’altronde, dalla passione politica”, chiude Rosatella, “non si guarisce mai”. Fiorito è stato visto prima delle lezioni perorare Forza Italia (“applausi scrocianti”). Batman avrebbe patrocinato una “alleanza trasversale” Pd-FI per eleggere il prossimo sindaco.

C’è riuscito a metà (il Pd si è spaccato): il segretario locale Francesco Sordo si sarebbe detto pronto a dare una mano al forzista Daniele Natalia (ex batmaniano doc) già assessore con Fiorito. Natalia è già stato nei guai: ha subito una indagine per tentata concussione, archiviata nel 2013: era stato intercettato – ha scritto Tommaso Rodano – “mentre chiedeva a un imprenditore un generoso contributo alla campagna di Batman per le Regionali. In cambio c’era in ballo un permesso a edificare”. Accusa non provata: furono prosciolti dall’accusa. Dice ora Natalia al fatto: “… lo sa che la famosa Jeep gli è stata restituita con tante scuse, perché se l’era comprata con i soldi suoi? … Ora Franco non ha nessun interesse diretto verso l’attività politica. Certo qui ci sono tante persone che lo stimano e gli vogliono bene. Non è escluso che quelle persone possano seguire le sue indicazioni e le sue riflessioni…”.  

I commercianti della Ciociaria credono ancora in Francone Fiorito: “questa città ora è morta, gli unici anni in cui si muoveva qualcosa sono stati quelli in cui era sindaco lui”. Poi c’è stato lo scandalo nazionale: “Di Anagni si parlava per la storia, i Papi, il borgo storico. Ma a un certo punto era diventata solo la città de Batman”. Inutile chiedere una intervista a Fiorito: non risponde. L’unico impiego ufficiale ora è quello da opinionista sul sito di Alessio Porcu, una delle testate più informate sui fatti anagnini. Sotto la firma, Fiorito si definisce un “Ulisse della Politica”. Con lui è tornato in auge anche il suo slogan politico preferito: "Il futuro è Fiorito”.