Record negativo per la CO2: raggiunto il picco più alto degli ultimi 800mila anni

La soglia di sicurezza era di 350 ppm (parti per milione). Gli esperti: colpa dell'uso dei combustibili fossili

Record negativo per la CO2: raggiunto il picco più alto degli ultimi 800mila anni
di R.Z.

Nell’atmosfera terrestre non c’è mai stata così tanta CO2 come in questo periodo. I livelli attuali, fanno sapere dal Mauna Loa Observatory delle Hawaii, che ha condotto le rilevazioni, superano le  415 parti per milione (ppm). Un valore da record, che si colloca sul gradino più alto degli ultimi 800mila anni, e ben oltre la soglia di sicurezza fissata a 350 ppm. Agli inizi del '900 il livello si assestava sulle 300 ppm, mentre il muro delle 400 ppm è stato infranto nel 2016. L’ultimo rilevamento importante risale infine al mese di aprile del 2017, quando venne superata quota 410 ppm.

Dire addio ai combustibili fossili

Dall'inizio delle registrazioni, intorno agli anni '60, il valore è stato sempre in aumento. "Stiamo continuando a bruciare combustibili fossili - aveva affermato all'epoca Ralph Keeling, che dirige il programma dell'osservatorio gestito dalla Scripps Institution of Oceanography - e questo aumenta la quantità di CO2 nell'atmosfera". Ma il dato, preoccupante, era stato ampiamente previsto. Un team di scienziati britannici del Met Office Hadley Centre formula ogni anno una stima del livello a partire dai dati sulla produzione dei fattori che influenzano la quantità in atmosfera. Secondo il rapporto di quest'anno il valore doveva toccare i 415 ppm proprio a maggio. Il tasso è destinato a ridimensionarsi tra qualche mese, a seguito della crescita delle piante, ma tornerà a salire in autunno e inverno: e si teme un nuovo record.

I rischi per l'uomo e, più in generale, per la vita

Ma cosa si rischia con una sempre maggiore concentrazione di CO2 nell’atmosfera? L’anidride carbonica è uno dei principali gas serra. Con l’aumento dei livelli i cambiamenti climatici saranno più repentini e violenti. Ad essere in pericolo sono tutti gli organismi viventi. I cambiamenti più evidenti saranno: lo scioglimento dei ghiacci; il conseguente innalzamento del livello dei mari, con l’inevitabile sommersione di aree costiere popolate; una maggiore diffusione delle malattie e migrazioni di massa. Gli ecosistemi, inoltre, rischiano stravolgimenti epocali, con specie condannate all’estinzione. Rispetto a 900 mila anni fa, infatti, quando l’incremento del gas fu graduale e comunque legato ad eventi naturali, l’influenza delle attività umane ha costretto flora e fauna a seguire ritmi rapidissimi, spesso insostenibili… L’intera umanità dovrà dunque trovare la soluzione ai problemi che lei stessa sta creando, e dovrà farlo rapidamente, prima di autodistruggersi.

Riferimenti