Ponte Morandi, delegazione Aspi-Atlantia allontanata dalla cerimonia su richiesta dei familiari delle vittime

Nel capannone della nuova Pila 9 del viadotto Polcevera il Comune di Genova ha organizzato la cerimonia per ricordare la tragedia e manifestare il cordoglio e la solidarietà della città ai parenti delle vittime

TiscaliNews

Alle 11.36, nel momento esatto del crollo del Ponte Morandi, Genova si è fermata per un minuto di raccoglimento. A rompere il silenzio è stato il suono delle campane delle chiese della città e il fischio delle sirene delle navi attraccate al porto. A Genova è stato il giorno della cerimonia commemorativa per ricordare le 43 vittime del crollo del Ponte Morandi, il 14 agosto dello scorso anno. Nel capannone della nuova Pila 9 del viadotto Polcevera il Comune di Genova ha organizzato la cerimonia per ricordare la tragedia e manifestare il cordoglio e la solidarietà della città ai parenti delle vittime.

Il capo dello Stato

Presenti il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, rappresentanti del governo, delle istituzioni e dei familiari delle vittime. Anche se molti familiari non partecipano alla commemorazione istituzionale. Il capo dello Stato ha incontrato una delegazione dei parenti delle vittime. La crisi di governo "non ostacolerà la ricostruzione. Ho avuto nei giorni scorsi la rassicurazione dal governo che ci sarà e che avremo il loro supporto e che sarà continuo" ha detto il sindaco di Genova e commissario alla ricostruzione, Marco Bucci, a margine della cerimonia. I lavori per la ricostruzione "procedono e sono convinto che a fine aprile ci sarà il nuovo ponte".

I familiari vittime allontanano Aspi

Alla cerimonia sono arrivati anche Fabio Cerchiai e Giovanni Castellucci, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Atlantia. Atlantia è la holding che controlla Autostrade per l’Italia, concessionaria del tratto autostradale su cui si trovava il ponte. Alcuni parenti delle vittime hanno chiesto al premier Conte che i vertici di Autostrade per l’Italia lasciassero la cerimonia. Il premier, a quanto si apprende, ha informato la delegazione guidata da Cerchiai e Castellucci. La delegazione ha preferito lasciare l’area per non creare problemi e per rispetto ai famigliari delle vittime. I rappresentati di Aspi sono stati invitati alla cerimonia dal sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione, Marco Bucci.

L’omelia di Bagnasco

In una lettera aperta di Aspi, pubblicata su alcuni quotidiani nazionali e sui giornali liguri, si legge che "ad un anno dalla tragedia del Ponte Morandi, il Consiglio di Amministrazione di Autostrade per l’Italia, quello di Atlantia e i lavoratori di tutto il gruppo rinnovano il cordoglio e la compassione più sincera per le vittime del crollo e per il dolore dei loro familiari". La cerimonia di commemorazione è iniziata con la lettura dei nomi delle 43 vittime. In prima fila per la messa, officiata dall’arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, il presidente Mattarella, il premier Conte, i vicepremier Salvini e Di Maio, il sindaco Bucci, e il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Presenti anche i ministri Giovanni Tria, Alberto Bonisoli e Alfonso Bonafede. "A distanza di un anno dal tragico crollo del ponte Morandi Genova è qui, e con noi prega per le vittime, angeli della Città. Li pensiamo nella luce, tra le braccia di Dio; e con gli occhi della fede li vediamo affacciarsi dalla finestra del cielo mentre pregano per i loro cari, per tutti noi: Genova non li dimenticherà mai" le parole pronunciate da Bagnasco nell'omelia. "Abbiamo incisi nel cuore quei giorni, quell’apocalisse che ci ha lasciati senza respiro, che ci ha fatti sentire svuotati, come se tutto - d’improvviso - fosse precipitato nel buio. Come in quei momenti di lutto, la Città rinnova il suo abbraccio ai familiari delle vittime: siamo consapevoli - ha aggiunto - che nessuno di noi può colmare il vuoto dei loro cari, ma umilmente e, con grande rispetto, vogliamo stringerci a loro perché non si sentano troppo soli. Anche le parole del Santo Padre Francesco ci fanno sentire il suo affetto e la sua vicinanza: di cuore lo ringraziamo".

"Abbiamo stampata nell’anima anche una luce che ha sfidato l’oscurità di quei momenti funesti - ha detto Bagnasco - una luce che man mano si è ingrandita, che si è fatta largo tra le macerie alla ricerca di vita: è la luce dei soccorritori sbucati da ogni dove, come se fossero miracolosamente pronti ad essere presenti e operativi. E’ stato solo dovere? No, è stato anche amore. Era la luce dell’amore che da quelle macerie è scaturita insieme all’immenso dolore". "E quell’amore - ha rilevato - si rivestiva di perizia, di speranza, di ostinato coraggio, di sacrificio, che è l’altro nome dell’amore. A tutti - dalle forze dell’ordine ai vigili del fuoco, dalle istituzioni pubbliche alle diverse organizzazioni, dal mondo delle professioni ai molti volontari - rinnoviamo gratitudine; essi hanno espresso l’anima di Genova, la sua forza di non piegarsi, di non arrendersi, la coriacea volontà di rinascere. E così è!".

Il Paese non dimentica

 

L’Iter della ricostruzione

Il 15 agosto il Consiglio dei ministri dichiara lo stato di emergenza per Genova e nomina il governatore della Liguria, Giovanni Toti, commissario straordinario. Il 18 agosto viene decretato un giorno di lutto nazionale e, nella stessa data, vengono celebrati i funerali di Stato per le vittime. La cerimonia è presieduta dal cardinale e arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, e dall'Imam di Genova Salah Hussein, alla presenza delle massime cariche dello Stato, delle autorità locali e di oltre 9.000 persone. Coincidenza vuole che quel giorno venga estratto il corpo dell'ultima vittima. A fine agosto, vengono consegnati i primi alloggi agli sfollati: a fine 2018 tutti ottengono una sistemazione. La dimensione e la gravità dei fatti spingono nel frattempo il Governo a prendere in considerazione un processo di revisione globale del sistema delle concessioni da parte dello Stato, ipotizzando anche la revoca di quella ad Autostrade per l'Italia: il dibattito è ancora in corso

Il decreto Genova

Il 28 settembre 2018 viene pubblicato il decreto Genova che conferisce amplissimi poteri al Commissario per la ricostruzione: per ricoprire l'incarico viene scelto il sindaco di Genova, Marco Bucci, nominato il 4 ottobre. Intanto, la Procura di Genova, che subito dopo il disastro aveva aperto un'inchiesta per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e attentato colposo alla sicurezza dei trasporti, nonché mancato rispetto della normativa anti infortunistica, rende noti gli indagati: sono 73 tra persone fisiche e società. Tra loro vertici di Aspi, Spea, funzionari del Mit e del provveditorato alle opere pubbliche. L'indagine è coordinata dai pm Walter Cotugno e Massimo Terrile. Nel frattempo sono in corso i due incidenti probatori: il primo per valutare le condizioni della struttura prima del crollo, il secondo per dirimere le cause del disastro. Nel frattempo il Morandi viene demolito: con l'esplosione controllata del moncone est, avvenuta alla presenza dei vicepremier Di Maio e Salvini lo scorso 28 giugno.

Il ponte di Renzo Piano

Per la realizzazione del nuovo viadotto, nato da un'idea di Renzo Piano, è al lavoro la società Per Genova, composta da Fincantieri, Salini Impregilo e Italferr. Saranno 1067 i metri della 'travata' continua che costituirà l'impalcato di acciaio; 18 le pile in cemento armato e 19 le campate che costituiranno la travata continua dell'opera. La deadline per transitare sul nuovo viadotto è la primavera del 2020.