Pensionato pestato a morte dalla baby gang, fermati 8 giovani: 6 sono minorenni. Il nuovo video con l'aggressione

I reati che la Procura contesta ai fermati, accusati della morte di Antonio Cosimo Stano, sono tortura e sequestro di persona. La polizia ha diffuso nuove immagini agghiaccianti

TiscaliNews

Tortura, sequestro di persona, violazione di domicilio e danneggiamento aggravato. Sono queste le accuse mosse a vario titolo nei confronti degli 8 giovani, di cui 6 minori, della 'Comitiva degli Orfanelli' di Manduria fermati per la morte di Antonio Cosimo Stano. I fermati sono a loro volta indagati per omicidio preterintenzionale, anche se questo reato non è stato configurato nel provvedimento cautelare adottato.

Le urla nel video shock

"Sono rimasti sordi alle invocazioni di aiuto del povero Stano che ha disperatamente cercato di difendersi pronunciando continuamente le parole 'polizia' e 'carabinieri'. Parole che fanno accapponare la pelle. Ma loro sono rimasti indifferenti e hanno proseguito l'incursione", ha affermato il procuratore della Repubblica del Tribunale di Taranto Carlo Maria Capristo durante la conferenza stampa. Tutti "violenti per noia, che filmavano le loro bravate criminali e subito le postavano sul web. Perché per loro è un motivo di soddisfazione", ha sottolineato Capristo aggiungendo: "Non vogliamo generalizzare, accanto a loro ci sono tanti altri giovani che hanno rispetto per la famiglia, per le istituzioni, per gli educatori". 

 

Video in giro da tempo in tutto il paese

Emerge dal primo esame del materiale un uso distorto del web che questi ragazzi utilizzavano per esaltare, diffondere e condividere le loro nefandezze. La visione del video e l'ascolto dei file audio evidenziano come la crudeltà e la violenza si autoalimentassero e aumentassero in modo esponenziale laddove le nefandezze venivano diffuse nel web: non solo nelle chat di cui facevano parte i ragazzi ma anche in quelle di molti cittadini di Manduria", ha detto il capo della Procura dei minorenni di Taranto, Pina Montanaro, durante la conferenza stampa. "Da tempo circolano a Manduria video terribili diffusi in tutta la cittadinanza", ha sottolineato. 

Violenze abituali

Stano, che viveva solo in una casa al piano terra della cittadina messapica, ha subito - come emerge da file video e audio - numerosi episodi di aggressione nella sua abitazione e nella strada adiacente da parte di un gruppo di giovani bulli. Si tratta di "atti che - ha spiegato il procuratore Montanaro - hanno assunto nel tempo un carattere di pseudo abitualità. Parliamo di percosse, strattonamenti, aggressioni, calci, pugni, sputi e offese". Quando i poliziotti riuscirono a convincerlo ad aprire, finalmente, il portone di casa, "si appurava - scrive il pm Montanaro - che il predetto non assumeva cibo da una settimana perché temeva, uscendo per fare la spesa, di essere aggredito. L'uomo appariva prostrato fisicamente e psicologicamente e, solo dopo aver ricevuto le prime cure dal personale del 118, rassicuratosi, decideva, nonostante lo stato di confusione e di prostrazione, di sporgere querela ribadendo di essere da tempo oggetto di scherno e di aggressioni".

Scelto perché solo

La scelta del "bersaglio facile, della persona debole e sola consentiva agli autori del reato di pensare a una certa impunità, perché non vi era risposta né all'interno della cerchia familiare né, ahimè, dall'esterno". Il procuratore ha sottolineato "l'individuazione consapevole del bersaglio, una persona tra virgolette diversa e debole". Al signor Stano "sin dal 2005 - ha aggiunto Montanaro - avevano diagnosticato problemi di natura psichica, ma soprattutto era un soggetto che viveva in uno stato di profondo disagio sociale". "Persino nei video in cui cerca in qualche modo di chiedere aiuto a fronte delle aggressioni - ha proseguito - ci sono le urla disperate della vittima che continua a dire: 'sono solo, sono solo'. Questa era la sua condizione quotidiana. Viveva in questa condizione".

Le aggressioni 

In una occasione, dopo aver sfondato a calci la porta di ingresso dell'abitazione di Stano, nonostante le grida di aiuto e di disperazione dell'uomo, "lo colpivano con schiaffi al volto e calci alle gambe e danneggiavano la tapparella posta davanti alla porta di servizio, il tutto mentre Stano veniva deriso ed accerchiato sull'uscio di casa" e uno dei bulli "riprendeva la scena con il telefono cellulare". In un altro raid nell'abitazione della vittima, una decina di giovani, "nonostante le grida di aiuto e di disperazione" del pensionato, si sarebbe introdotta in casa spingendo l'uomo in un angolo e colpendolo "violentemente con mazze, bastoni e scope mentre Stano cercava di proteggersi il volto con le braccia ed urlava chiedendo disperatamente aiuto ed invocando l'intervento delle Forze dell'Ordine".

Forte crisi educativa

"C'è stata sicuramente un'assenza totale di controllo sociale. Queste condotte sono il segno di una profonda crisi educativa. Questi episodi - ha evidenziato il magistrato - hanno determinato l'intervento tempestivo delle procure per la gravità dei fatti ma anche per le esigenze di carattere investigativo. Più gruppi di ragazzi erano interessati a questo fenomeno e c'è tanto materiale in fase di valutazione. Ma è ovvio che, da Autorità Giudiziaria, da procura per i minorenni, è nostro compito e nostro dovere, forse anche supplendo a quell'assenza sociale di cui abbiamo parlato, considerare questo del processo penale in cui si dovranno accertare le responsabilità specifiche un momento, me lo auguro, attraverso il quale fornire a questi ragazzi una possibilità, tramite gli strumenti che la legge ci consente, di rieducazione e di recupero. Solo così - ha concluso Montanaro - e attraverso il coinvolgimento dell'intera comunità credo si possa in qualche modo affrontare un fenomeno di tale portata"

La chat con le violenze

E in una chat, la 'comitiva di orfanelli' che i ragazzini si scambiavano file audio e video sulle brutali aggressioni messe a segno ai danni de 'lu pacciu', il pazzo, come chiamavano Antonio Cosimo Stano. Nella chat di WhatsApp "sono riprese, e si commentano - si legge nell'ordinanza- più violente aggressioni in danno dello Stano; fatti commessi dal 'branco' con crudeltà e inaudita violenza nei confronti della persona offesa, scelta consapevolmente in considerazione dell'accertata debolezza della stessa riconducibile alla sua solitudine, allo stato di disagio sociale e ai suoi problemi psichici, noti a tutto il paese e agli stessi odierni indagati che, come si legge nelle chat, lo appellavano 'il pazzo'". Nella stessa conversazione "i partecipanti esprimono, appresa la notizia delle gravi condizioni di salute dello Stano, la preoccupazione di essere scoperti sia attraverso la targa dell'auto di (...) - scrive ancora il pubblico ministero - sia a causa dei video delle loro aggressioni, ormai diffusi sul web. I ragazzi temono che i video possano finire nelle mani sbagliate e, ammettendo di fatto le loro continue aggressioni, si dicono convinti di non essere 'ricercati', ritenendo che si stia indagando per identificare i responsabili di una rapina commessa pochi giorni prima dell'8.4.2019, il che li escluderebbe dai sospettati non recandosi loro 'dal pazzo' da un po' di giorni. E tuttavia, la preoccupazione cresce nel momento in cui apprendono che lo Stano è in coma. Tale notizia fa loro decidere di eliminare tutti i video presenti sui propri telefoni".