Omicron spaventa l'Ad di Moderna: “Dubbi sull’efficacia dei vaccini”. E l'Ema precisa: ci vorranno 3 o 4 mesi

Per Stephane Bancel ci vorranno mesi prima che le aziende farmaceutiche possano produrre nuovi vaccini specifici per la nuova variante. La direttrice esecutiva Emer Cooke: "I vaccini attuali hanno dimostrato di essere efficaci contro le varianti in circolazione in Europa"

Foto Shutterstock
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TiscaliNews

I vaccini esistenti contro il Covid potrebbero essere molto meno efficaci contro la variante Omicron del virus. E' l'allarme lanciato dall'amministratore delegato di Moderna, Stephane Bancel, in un'intervista al Financial Times, secondo il quale l'elevato numero di mutazioni del nuovo ceppo della proteina Spike e la rapida diffusione della variante lasciano pensare che i vaccini attuali dovranno essere modificati il prossimo anno. "Penso che ci sarà un calo materiale (di efficacia, ndr). Non so quanto, perché dobbiamo aspettare i dati. Ma tutti gli scienziati con cui ho parlato... dicono 'questa cosa non va bene'", ha affermato Bancel.

 

Le preoccupazioni dell'ad di Moderna

Bancel ha spiegato che l'elevato numero di mutazioni di Omicron sulla proteina spike, che il virus utilizza per infettare le cellule umane, e la rapida diffusione della variante in Sudafrica, suggeriscono che i vaccini attuali potrebbero essere modificati il prossimo anno. "L'efficacia non può essere allo stesso livello avuto con la variante Delta". È a detta dell'ad il parere di molti scienziati con i quali si è consultato, in attesa di dati più certi. Tuttavia, Bancel ha spiegato che la preoccupazione degli scienziati deriva dal fatto che 32 delle 50 mutazioni della nuova variante sono sulla proteina spike, su cui si concentrano gli attuali vaccini per rafforzare il sistema immunitario. Finora gran parte degli esperti, ha aggiunto Bancel, pensava che una variante così altamente mutata non sarebbe emersa per altri uno o due anni.

Secondo l'ex commissario della Fda, Scott Gottlieb, ora nel consiglio di amministrazione di Pfizer c'è invece "un ragionevole grado di fiducia nella protezione che l'attuale ciclo di vaccini può garantire con tre dosi", mentre per il presidente Usa, Joe Biden, Omicron è "un motivo di preoccupazione ma non di panico". Biden ha assicurato inoltre che i consulenti medici del governo "credono che i vaccini continueranno a fornire un grado di protezione contro la forma grave della malattia".

Ema ci vorranno 3-4 mesi

Se dovesse presentarsi la necessità di adattare i vaccini anti-Covid approvati nell'Ue alla variante Omicron del Sars-CoV-2, l'Ema potrebbe autorizzarli nel giro di "tre-quattro mesi, a partire dall'inizio del processo di cambiamento". Lo precisa la direttrice esecutiva dell'Ema Emer Cooke, in audizione alla commissione Envi del Parlamento Europeo, a Bruxelles. "Sappiamo che i virus mutano e che a un certo punto ci sarà una mutazione che comporterà che dobbiamo cambiare l'approccio attuale. Per questa ragione, abbiamo approvato delle linee guida per le compagnie, nel febbraio dell'anno scorso: non abbiamo dovuto ancora usarle, ed è per questo che non ci sono vaccini variati sul mercato finora, perché in realtà i vaccini attuali hanno dimostrato di essere efficaci contro le varianti in circolazione in Europa".

"E' molto importante - ribadisce Cooke - dare il messaggio che i vaccini attuali danno protezione e dobbiamo iniettare le terze dosi a chi le deve fare. Nello stesso tempo ci dobbiamo preparare nel caso in cui fosse necessario cambiare i vaccini: è un lavoro che faranno le compagnie. Dovranno guardare ad adattare la formulazione per includere la nuova sequenza, assicurare che il sistema di produzione funziona, fare dei trial clinici per determinare che funziona nella pratica, guardare a come il processo manifatturiero dovrà cambiare. Molto di questo lavoro dovrà andare avanti a livello delle aziende in questa fase, ma stiamo lavorando con le compagnie".