Nei farmaci sul mercato molti eccipienti potenzialmente letali

Un nuovo studio, condotto da un gruppo di scienziati del MIT e dal Brigham and Women's Hospital, rivela la pericolosa componente che può causare gravi reazioni allergiche

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di R.Z.

La maggior parte dei farmaci sul mercato contengono dei componenti che, nonostante non abbiano alcun effetto terapeutico, sono importanti perché servono per migliorare il sapore del medicinale o per facilitarne l’assorbimento e prolungarne l’efficacia. Questa componente, che tutti abbiamo sentito nominare almeno una volta, è rappresentata dai cosiddetti “eccipienti”, o “ingredienti inattivi”. Uno studio condotto da un gruppo di scienziati del Massachusetts Institute of Technology (Mit), che ha effettuato test con il supporto dei colleghi del Brigham and Women's Hospital, ha permesso ora di scoprire che tali sostanze, poi tanto “inattive”, probabilmente non lo sono. L’analisi, effettuata sui medicinali più diffusi negli Stati Uniti, ha evidenziato che nel 90 per cento dei farmaci presi in esame vi è almeno una sostanza in grado di scatenare violente reazioni allergiche.

Gli allergeni scovati nei farmaci

Tra le più diffuse il lattosio, l’olio di arachidi, glutine e una moltitudine di conservanti chimici che, in alcuni soggetti, possono portare nei casi più gravi anche alla morte. Stando a quanto pubblicato sulle pagine della rivista Science Translational Medicine, i ricercatori hanno analizzato 42mila farmaci, isolando degli eccipienti potenzialmente pericolosi per tutte quelle persone affette da specifiche sensibilità. Su un totale di 355mila eccipienti 38 sono noti per provocare razioni allergiche e il 92,8 per cento dei farmaci ne conteneva almeno uno: nel 45 per cento delle medicine è stato rilevato il lattosio, nel 33 per cento un colorante alimentare, nello 0,08 per cento olio di arachidi, presente tuttavia nella quasi totalità delle pasticche di progesterone.

Sconosciute le percentuali dei soggetti a rischio

"Per la maggior parte dei pazienti - evidenzia Daniel Reker, un postdoc della Swiss National Science Foundation che lavora presso il Koch Institute del MIT - non importa se c'è un po’ di lattosio, fruttosio o dell'amido. Esiste tuttavia una minoranza di persone che rischiano vere e proprie reazioni allergiche”. Ci sono individui che possono sviluppare sintomi come l’orticaria e altri incontrare delle difficoltà respiratorie anche gravi. Tra le sostanze potenzialmente pericolose il team di scienziati hanno individuato anche uno zucchero noto come  FODMAP. Questo, trovato nel 55 per cento delle pillole, può creare problemi digestivi in tutte quelle persone affette da sindrome del colon irritabile.

Gli anziani sono i soggetti più a rischio

“Siamo abituati a chiamare questi ingredienti inattivi - spiegano gli scienziati - ma in molti casi non lo sono. E anche se la dose è bassa, no sappiamo quali sia la soglia tollerata da ogni individuo oltre la quale si scatena la reazione”. I ricercatori sperano che il loro studio possa servire ad aumentare l’attenzione delle case farmaceutiche. Anche se il numero dei casi di gravi reazioni allergiche fosse limitati il problema non va trascurato, soprattutto perché in molti casi i medicinali vengono prescritti ai bambini e agli anziani. Proprio questi ultimi, con l’avanzare dell’età, sono costretti ad assumere più di un medicinale. Il 30 per cento, concludono i ricercatori, assumono almeno cinque pillole al giorno.

Riferimenti