Mottarone, stop alla diffusione del video della tragedia. Il Garante Privacy: “No alla spettacolarizzazione del dolore"

Noi di Tiscali per rispetto delle vittime e delle famiglie abbiamo ritenuto opportuno non pubblicare il video ma ci siamo limitati a dare la notizia

Mottarone, stop alla diffusione del video della tragedia. Il Garante Privacy: “No alla spettacolarizzazione del dolore'
TiscaliNews

Stop all'ulteriore diffusione del video che racconta gli ultimi istanti della tragedia del Mottarone e a forme di spettacolarizzazione dell'evento, "che possono solo acuire il dolore dei familiari delle vittime e di quanti erano loro legati". E' l'invito rivolto dal Garante privacy ai media e agli utenti dei social network. L'Autorità richiama i media "al rispetto del principio di essenzialità dell'informazione" e "alla salvaguardia della dignità delle persone" e lancia un appello agli utenti social "affinché il dolore non diventi strumento per un like in più". I video, il cui contenuto peraltro non era ancora stato portato a conoscenza degli stessi familiari, poco aggiungono, per quanto riguarda l'informazione dell'opinione pubblica, alla ricostruzione della dinamica del terribile incidente, già ampiamente trattata dai media". Il Garante "richiama pertanto gli stessi media al rispetto del principio di essenzialità dell'informazione, fissato dalle Regole deontologiche.

Intanto Marcello Perillo, Andrea Da Prato e da Paquale Patanno, avvocati difensori delle tre persone finite sotto inchiesta per la tragedia, "respingono con forza" l'"accusa certamente diffamatoria se non calunniosa" con cui la Procura della Repubblica di Verbania attribuisce ai loro assistiti la responsabilità della divulgazione di quelle immagini. In un comunicato, i legali condividono lo "sdegno dovuto all'illegittima circolazione del video": “Sono gli ultimi ad avere interesse alla diffusione" del video

“Davanti a quelle immagini – commentano i parenti della mamma di Eitan, il bimbo unico sopravvissuto alla strage della funivia del Mottarone - è un dolore impossibile da sopportare, che va ad aggiungersi al dolore che già stiamo sopportando”. La famiglia materna di Eitan non entra nel merito dei diritti e delle responsabilità dell’informazione ma non nasconde la “preoccupazione” per Eitan tanto da essersi rivolta al Garante dell’Infanzia chiedendo di intervenire a tutela del bambino. “Siamo preoccupati per come Eitan viene protetto oggi e la nostra enorme preoccupazione è quella di non essere vicini al bambino tanto quanto vorremmo e lui ci chiede, in un momento così delicato come quello che sta vivendo oggi”, sottolineano. “Non sappiamo se è stato protetto da quelle immagini e non possiamo fisicamente tutelarlo perché non siamo con lui tutto il giorno”, continuano i parenti della mamma di Eitan rivolgendo un appello a “non proseguire la diffusione di questa immagini in nessuna loro forma per evitare l’acuirsi quotidiano del pregiudizio a Eitan e alla sua persona, così fragile per quello che ha dovuto vivere e per come sarà la sua esistenza”.