Migranti, Bianco: 'L'Italia del futuro dipende dalla gestione del fenomeno'

"Ci siamo sentiti soli, abbandonati, dimenticati. Se un fenomeno di questo tipo si fosse verificato un po' più a nord, non avremmo avuto un livello di disattenzione così alto". Lo ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco intervenendo al convegno "L'immigrazione che verrà" organizzato da Area, Magistratura Democratica e Articolo 3.

Migranti, Bianco: 'L'Italia del futuro dipende dalla gestione del fenomeno'
di BlogSicilia

Catania, 21.02.2015 - (BlogSicilia) - “Ci siamo sentiti soli, abbandonati, dimenticati. Se un fenomeno di questo tipo si fosse verificato un po’ più a nord, non avremmo avuto un livello di disattenzione così alto”.

Lo ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco intervenendo al convegno “L’immigrazione che verrà” organizzato da Area, Magistratura Democratica e Articolo 3.
“Quale sarà il volto dell’Italia del futuro – ha detto Bianco – dipende anche da come sapremo gestire questo fenomeno migratorio e soprattutto la successiva integrazione dei nuovi cittadini. A Catania, città dell’accoglienza, i Catanesi non nativi hanno eletto pochi mesi fa un loro rappresentante in Consiglio comunale, che non ha diritto di voto ma può intervenire su tutte le questioni. E abbiamo istituito il registro dei Catanesi per nascita, un gesto simbolico di omaggio allo ius soli”.

La due giorni organizzata a Catania, al Palazzo della Cultura, è l’occasione per parlare di Libia, di immigrazione e dell’operazione Triton. 
Oggi sono previsti tra gli altri gli interventi del procuratore di Catania, Giovanni Salvi, del ministro dell’interno, Angelino Alfano.
Lo scopo del seminario è quello di valorizzare lo sforzo compiuto nel corso degli ultimi tempi nel soccorso in mare, nella repressione delle organizzazioni dedite al traffico di migranti e nella prima accoglienza, ma allo stesso tempo di valutare tale fenomeno in un’ottica più ampia, e di metterne in luce le criticità e la crescente difficoltà per i territori più esposti a sostenere la gestione di flussi massicci e ad assicurare al contempo il rispetto della dignità umana dei migranti.
Parlando dell’ondata di migranti provenienti dai Paesi africani Bianco ha sottolineato la necessità “di favorire la cooperazione giudiziaria internazionale e di contrastare le organizzazioni criminali che gestiscono i flussi”.

E riguardo ai timori espressi sulla possibilità che dei terroristi arrivino via mare con dei barconi ha detto, anche per le esperienze  avute da ministro dell’Interno e presidente del Copasir, di non credere “che i terroristi possano rischiare la vita su una carretta del mare”.
Il Sindaco ha poi ricordato come l’idea di una polizia di frontiera europea, fosse nata a Catania.

“Ma Frontex – ha affermato – non ha avuto gli effetti desiderati per via delle risorse limitate e per il fatto che abbia sede a Varsavia. Invece è in quest’area che occorre un ufficio operativo e non meramente burocratico e la città di Catania si è detta disponibile a offrire una sede per ospitarlo. Ma la polizia di frontiera europea deve fare un salto di qualità e l’Ue deve riempirla di funzioni”.

Bianco ha parlato dell’esperienza di Catania che si è trovata a confrontarsi con la tragedia dell’immigrazione e con quel ‘dramma nel dramma’ rappresentato dai minori non accompagnati: in città lo scorso anno ne sono arrivati 800.

Il sindaco ha inoltre ricordato come nello stesso palazzo sede del convegno fossero stati celebrati i funerali interreligiosi con l’arcivescovo metropolita, l’Imam della Sicilia e il prete copto, per i 17 naufraghi morti vicino a Lampedusa.
Migranti che non sono ancora stati seppelliti, ma che troveranno posto – si legge nella nota del Comune – tra qualche settimana nello spazio approntato nel cimitero catanese, dove sorgerà piazzato anche un monumento in ricordo della tragedia.

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