[La polemica] Il campione Magic Johnson e l'attore Samuel L. Jackson scambiati per migranti. Sul web siamo tutti dementi

L'esperimento di Luca Bottura manda in tilt i social. La figuraccia della Moric

Se sei famoso e se sei di colore, mai fermarsi su una panchina dopo aver fatto shopping a Forte dei Marmi. L’immagine virale di Magic Johnson, uno dei più grandi cestisti Nba della storia del basket americano e dell’attore Samuel L. Jackson, spaparanzati mentre chiacchierano quasi indifferenti di fronte alla piccola folla dei fan che scattano foto a ripetizione con i cellulari, ha scatenato un vero e proprio putiferio, che dovrebbe interrograci sulla deriva dei social ai tempi del web, se ne valesse la pena.

Il monito di Umberto Eco

Umberto Eco diceva che lui li evitava perché riproducevano i meccanismi demenziali dei bar degli alcolisti, dove chiunque sparava la sua cretinata, rinforzato da qualche bicchiere di troppo. Se Eco ci scherzava sopra, noi non possiamo che restare un po’ allibiti. Molti hanno cominciato a protestare furenti contro la Boldrini e gli immigrati che fingono di scappare da una guerra. Altri hanno preferito giocarci intorno ironizzando, ma il risultato alla fine è lo stesso. Vale davvero la pena essere così stupidi da crederci e farlo pure vedere?

Sempre colpa della Boldrini

Mentre Samuel L. Jackson e Magic Johnson si riposavano tranquillamente sulla panchina, qualcuno scriveva molto seriamente: «Ditemi se queste persone scappano dalla guerre. Io ci credo poco». Altri se la prendevano con la Boldrini, che qualche colpa ce la potrebbe avere in ogni caso per il solo fatto di non riuscire mai a preferire un decoroso silenzio, ma che questa volta non c’entrava per niente.

La gaffe della Moric

Non ha mancato di partecipare a questa battaglia delle idee la modella Nina Moric, che in tempi non sospetti non aveva nascosto le sue simpatie per Casapound, cliccando la sua, con un marcato linguaggio populista, anche se con intenzioni indubbiamente ironiche: «Vedere in località turistiche come Forte dei Marmi e Milano Marittima, immigrati che bivaccano sulle panchine con i nostri 35 euro è davvero troppo!». E anche con lei s’è scatenata immancabilmente la bagarre dei pregiudizi o quella dell’ironia più inutile. Tanto che uno dei suoi utenti s’è sentito in dovere di commentare amaramente: «Noi ridiamo e scherziamo, ma qui in troppi non l’hanno capita». Già. E in troppi pure sentono l’impellente necessità di dover partecipare a tutti i costi.

Tornando a Umberto Eco, anch’io mi sento un po’ come quegli avventori che dopo due Campari soda sono convinti di dire solo cose intelligenti. Sarà anche la democrazia orizzontale del web, questa piazza virtuale che toglie in realtà respiro alle idee per lasciar spazio alla pancia, ma c’è qualcosa che non torna in tutta questa gazzarra. Cos’è che ci rende così beceri, alla fine, così convinti che qualsiasi cosa diciamo o scriviamo, abbia per forza valore? Dietro all’anonimato apparente di queste piazze, non si nasconde solo tutta la nostra frustrazione, ma qualcosa di più e di peggio. La nostra impotenza.

La provocazione

L’autore comico Luca Bottura ha pensato persino di esagerare postando il suo provocatorio intervento: «Risorse boldriniane a Forte dei Marmi fanno shopping da Prada coi 35 euro. Condividi se sei indignato». Ci ha ricamatodi seguito un suo esperimento, stilando le percentuali di reazione al suo commento: «Il 40 per cento ha capito la provocazione, il 30 si è indignato davvero e il 30 ha creduto che fosse razzista». Facendo la somma, solo una minoranza ha capito il giochetto. Ma non crediate che questa sia una lezione da imparare. Siamo tutti coinvolti in questa follia da web, anche quelli che si sentono superiori.

C’era una barzelletta che girava tempo fa, di uno che non era su facebook ma aveva pensato di usare gli stessi strumenti per fare amicizie: «Esco di casa e faccio vedere alla gente le foto di me con mia moglie o con i miei figli, quelle del mio cane, e dico loro come mi sento e quello che sto pensando. Se incontro due persone che chiacchierano e sento cose che mi convincono gli dico: Mi piace! La cosa incredibile è che funziona davvero. Ho già cinque persone che mi seguono: due poliziotti, un magistrato, un assistente sociale e uno psicanalista....».
Forse ci converrebbe ogni tanto fermarci a riflettere sulla nostra deriva da web. Chissà se servirebbe a qualcosa. Comunque, alla fine Magic Johnson e Samuel L. Jackson si sono alzati dalla panchina e se ne sono andati. Senza salutare.