Mafia Capitale, le mani sul Cara di Mineo. Fra gli indagati il sottosegretario Castiglione. Al via gli interrogatori

Mafia Capitale, le mani sul Cara di Mineo. Fra gli indagati il sottosegretario Castiglione. Al via gli interrogatori
TiscaliNews

Un fiume che si va ad ingrossare quello degli indagati nella maxi inchiesta su Mafia Capitale. Nel primo capitolo dell'indagine a finire nel registro dei pm erano state, in totale, cento persone. A queste se ne devono ora aggiungere un'altra ventina. Tra loro anche l'ex assessore all' Ambiente della giunta Alemanno, Marco Visconti, destinatario ieri di una delle perquisizioni. Sul fronte istruttorio da registrare l'avvio degli interrogatori di garanzia nel carcere di Regina Coeli.

Coratti respinge le accuse - A sfilare davanti al gip Flavia Costantini anche l'ex presidente dell' assemblea capitolina, Mirko Coratti. L'esponente del Pd ha respinto le accuse sostenendo di "non aver commesso alcun reato" e "soprattutto di non avere avuto alcun rapporto illecito con Salvatore Buzzi: lo prova il fatto che non esiste agli atti una conversazione telefonica tra di noi". Coratti ha spiegato di non sapere nulla dei 10 mila euro versati da Buzzi all'associazione 'Rigenera'. L'uomo delle cooperative e braccio destro di Massimo Carminati è stato al centro anche dell'interrogatorio dell'ex assessore alla Casa del comune di Roma, Daniele Ozzimo. "Con lui - ha detto al gip - ho avuto rapporti esclusivamente politici. Si parlava di politica e ricordo che era iscritto al mio circolo del Pd. Da diversi anni frequentava il circolo".

Ferrara e le gare d'appalto - Il giudice per le indagini ha poi ascoltato per oltre tre ore Francesco Ferrara, vicepresidente della cooperativa La Cascina. Nei suoi confronti i pm della Procura contestano i reati di corruzione e turbata libertà degli incanti. Nel corso dell'atto istruttorio Ferrara avrebbe fornito risposte in merito alla vicenda del Cara di Mineo e alle gare di appalto. "Ha risposto con grande tranquillità - ha detto il suo difensore, l'avvocato Massimo Biffa - fornendo spiegazioni anche su alcune intercettazioni".

Gli interrogatori di garanzia - Gli interrogatori di garanzia proseguiranno domani quando a comparire davanti al gip sarà anche Luca Gramazio, consigliere regionale di Forza Italia. Gli inquirenti, intanto, lavoreranno anche sulle carte acquisite nel corso delle perquisizioni svolte ieri. I Ros hanno operato anche presso l'abitazione di Visconti. Nei suoi confronti la procura contesta anche il reato di finanziamento illecito. Secondo i pm, dal gennaio 2011 al febbraio 2013, avrebbe ricevuto "a più riprese" 200.000 euro da Buzzi "per la vendita della sua funzione e per il compimento di atti contrari ai doveri del suo ufficio", così come è detto nel decreto di perquisizione. Tra gli indagati, infine, compaiono Antonio Pulcini, costruttore e padre di Daniele, agli arresti domiciliari da ieri, Calogero Salvatore Nucera, ex capo segreteria di Francesco D'Ausilio quando era capogruppo del Pd in consiglio comunale a Roma.

Avvisi di garanzia anche a Logorelli - Inoltre Patrizia Cologgi, ex capo del dipartimento della protezione civile comunale. Avvisi di garanzia anche a Clelia Logorelli, responsabile parchi e giardini di Eur Spa, e a Mirella Di Giovine, ex direttore del Dipartimento Patrimonio del Campidoglio, Maurizio Marotta, presidente della cooperativa Capodarco. E ancora Fabrizio Amore, Ettore Lara e Gabriella Errico.

Fra gli indagati Giuseppe Castiglione (Ncd) - il sottosegretario all'Agricoltura, Giuseppe Castiglione (Ncd), tra i sei indagati per turbativa d'asta nell'inchiesta della Procura di Catania sull'appalto per la gestione del Cara di Mineo, che si aggiungono ai 44 arrestati nei giorni scorsi. I nuovi atti dell'inchiesta denominata "Reset" citati dal quotidiano La Sicilia di Catania ha trovato riscontro nel decreto di perquisizione eseguito ieri da carabinieri del capoluogo etneo negli uffici comunali di Mineo, compresa l'acquisizione di tutti gli apparecchi informatici e i supporti digitali negli uffici in uso diretto e indiretto del sindaco, ed emesso dal procuratore Giovanni Salvi e dai sostituti Raffaella Agata Vinciguerra e Marco Bisogni.

La procura conferma: indagato - Castiglione da parte sua fa sapere di venire a conoscenza "per la seconda volta" di un suo coinvolgimento "come possibile indagato, nella vicenda del Cara di Mineo" nell'inchiesta dai giornali. Assicurando di non aver ricevuto nessun avviso di garanzia, Castiglione chiede che alle Procure di Catania e Caltagirone di "fare luce nel più breve tempo possibile sulla mia posizione visto il ruolo istituzionale che ricopro". Ma la Procura ha confermato le indiscrezioni di stampa e precisato che le ipotesi di reato per le quali è indagato il sottosegretario sono turbativa d'asta e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Il parlamentare del Ndc, e coordinatore del partito in Sicilia, è indagato in qualità di "soggetto attuatore per la gestione del Cara di Mineo", quando era presidente della Provincia di Catania.

Gli indagati - Nel decreto di sette pagine, che vale anche come informazione di garanzia, ci sono i nomi dei sei indagati: Giuseppe Castiglione, che è anche deputato nazionale e coordinatore del Ncd in Sicilia, "nella qualità di soggetto attuatore per la gestione del Cara di Mineo"; Giovanni Ferrera, "nella qualità di direttore generale del Consorzio tra Comuni, Calatino Terra di Accoglienza"; Paolo Ragusa, "nella qualità di presidente della Cooperativa Sol. Calatino"; Luca Odevaine "nella qualità di consulente del presidente del Consorzio dei Comuni", e i sindaci di Mineo e Vizzini, Anna Aloisi e Marco Aurelio Sinatra.

"Gare truccate per l'assegnazione del Cara di Mineo" - Nel decreto la Procura ipotizza che gli indagati "tubavano le gare di appalto per l'affidamento della gestione del Cara di Mineo del 2011, prorogavano reiteratamente l'affidamento e prevedevano gara idonee a condizionare la scelta del contraente con riferimento alla gara di appalto 2014". La Procura di Catania mantiene il massimo riserbo sull'inchiesta, limitandosi a richiamare quanto aveva scritto ieri durante le perquisizioni di carabinieri del Ros di Catania "finalizzate a verificare se gli appalti per la gestione del Cara siano stati strutturati dal soggetto attuatore al fine di favorire l'Ati condotta dalla cooperativa catanese Sisifo, così come emerso anche nelle indagini della Procura di Roma, con la quale è costante il coordinamento delle indagini". 

Interrogatori di garanzia per gli arrestati - Prima tornata di interrogatori di garanzia per i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare emesse nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta Mafia Capitale. Oggi saranno sentiti dal gip Flavia Costantini tutti coloro che sono stati reclusi a Regina Coeli: tra questi Mirko Coratti, già presidente dell'Assemblea Comunale; Francesco Ferrara, dirigente della cooperativa "La Cascina"; il dirigente comunale Angelo Scossafava e l'ex assessore della giunta Marino, Daniele Ozzimo. Domani sarà la volta di tutti gli indagati condotti ieri nel carcere di Rebibbia.

Indagata anche la Errico - Indagata Gabriella Errico, la presidente della cooperativa "Un sorriso" finita sotto i riflettori alcuni mesi fa durante le violente proteste scoppiate nel quartiere della periferia romana di Tor Sapienza tra i residenti e gli immigrati del centro d'accoglienza gestito dalla cooperativa. Il reato che le viene contestato è quello di turbativa d'asta, anche se il gip ha deciso di rigettare la richiesta di misura cautelare spiegando che nei suoi confronti "possa essere effettuata una prognosi favorevole, in ordine all'astensione dalla commissione di ulteriori reati, tenuto anche conto della pena che ragionevolmente potrà essere irrogata".