Salsicce, carne di cavallo e pesce. Le nuove tangenti dei politici e dirigenti pubblici

Inchiesta della procura di Bari. il giudice descrive "un quadro insano e malato nell'ambito della Provincia di Bari, caratterizzato dall'intreccio di relazioni amicali assolutamente inopportune"

Salsicce, carne di cavallo e pesce. Le nuove tangenti dei politici e dirigenti pubblici
di Enzo Beretta

Un ricco buffet da 60 persone per festeggiare un onomastico e un viaggio nella Capitale per motivi personali camuffato da impegno istituzionale. Tutto a spese della Provincia di Bari. E ancora: lavori di manutenzione nelle strade e nelle scuole assegnati a imprese amiche nell'ambito di un "diffuso sistema clientelare". Sono soltanto alcuni degli episodi contestati dal pm pugliese Luciana Silvestris a 22 indagati. Fra questi ci sono Anita Maurodinoia ("Miss Preferenze", già vicepresidente del consiglio della Provincia), Cataldo Lastella, Pietro Gallidoro, Giuseppe Rotolo e Mario Ruggiero (funzionari e dipendenti dell'ente), gli imprenditori Marino Provvisionato, Marino e Ezio Gesualdi della Gesualdi Srl. Un sequestro preventivo del valore di 240mila euro è stato eseguito dalla guardia di finanza impegnata nell'inchiesta su appalti e favori all'ex Provincia, quando sulla poltrona più prestigiosa c'era Francesco Schittulli (estraneo all'inchiesta). Agli otto indagati viene contestata la truffa aggravata per "condotte fraudolente da parte di amministratori e funzionari" viziate dai "rapporti intrattenuti con imprenditori locali ai quali erano affidate commesse per la realizzazione di lavori pubblici". Colonna sonora di un disco incantato nel nostro Paese.

Forniture quotidiane di generi alimentari

Nelle carte della Procura vengono raccontate le varie utilità che Anna Maurodinoia, il marito Alessandro Cataldo (per cui è stata rigettata la richiesta di arresto) e l'allora dirigente dell'Ufficio tecnico della Provincia Cataldo Lastella avrebbero ricevuto nel tempo da alcuni impresari desiderosi di sedersi al banchetto delle gare. C'è la fornitura pressoché quotidiana di generi alimentari, i lavori gratuiti per le riparazioni in casa e l'utilizzo di auto aziendali. Secondo il gip si tratta di "regalie inopportune, certamente interessate ma non necessariamente e univocamente interpretabili nell'ottica di tangenti". 

Anche gli imprenditori si stancano delle continue richieste

In un'intercettazione telefonica si scopre che il "factotum di Alessandro Cataldo" contatta un imprenditore spiegandogli che "u mest (Cataldo, ndr) vuole un chilo e mezzo di salsiccia di vitello, un po' di costatine di cavallo e un po' di pesce". In un'altra occasione avrebbe preteso "arrosto misto per 24 persone". A quel punto l'imprenditore sbotta definendo i coniugi Maurodinoia "lurdacchioni" considerata "la frequenza e l'esosità delle richieste". Corruzione, per il pm. Eppure secondo il giudice, che descrive comunque "un quadro insano e malato nell'ambito della Provincia di Bari, caratterizzato dall'intreccio di relazioni amicali assolutamente inopportune" fra imprenditori e politici, il quadro "non supera la soglia del sospetto" in quanto "non emerge che tutte le utilità erogate fossero il prezzo per la funzione di collettori di tangenti".

Un buffet di ringraziamento per i politici

Tra gli altri fatti accertati c'è un buffet, costato 770 euro, organizzato secondo gli investigatori per festeggiare l'onomastico dell'allora presidente del Consiglio provinciale di Bari. Gallidoro, Rotolo e Ruggiero, ai quali viene contestato questo episodio, si sarebbero difesi affermando che il buffet fu autorizzato per "consentire il regolare svolgimento dei lavori del Consiglio provinciale in occasione della faticosa seduta di approvazione del bilancio di previsione 2012" ma questi fatti, secondo la procura di Bari, "non sono veri" in quanto la seduta era durata poco più di tre ore e "il rinfresco non aveva alcuna giustificazione". Tra le contestazioni riconosciute dal gip c'è, infine, un rimborso di circa 700 euro ottenuto nell'ottobre 2011 da Maurodinoia per un viaggio a Roma, fatto passare come impegno di servizio ma avvenuto secondo i magistrati per scopi privati. L'ex vice presidente del consiglio Maurodinoia ha dichiarato di avere "fiducia nell'operato degli inquirenti; i soldi che mi sono stati sequestrati sono stati effettivamente spesi, lo dico per il rispetto che mi lega ai miei elettori".