L'ordine alle ex Guardie Forestali mentre l'Italia brucia: "Potete spegnere solo i piccoli fuochi". E gli elicotteri dei vigili del fuoco restano negli hangar

Il documento impartisce agli oltre settemila neo-carabinieri-forestali regole precise in caso di incendio: chiamare i Vigili del Fuoco e andarsene

Vigile del fuoco in azione

L'Italia brucia (e anche le auto dei carabinieri), ma solo dal 7 luglio gli ex agenti forestali sanno qual è il loro nuovo compito istituzionale. C’è voluto insomma un po’ di tempo, la norma è attiva del 1 gennaio 2017, per dare gambe alla riforma firmata dal ministro della Funzione pubblica Madia. Una disposizione di servizio dei Carabinieri ha infatti sciolto il mistero sul perché gli ex Forestali passati nell’Arma non sono intervenuti subito contro i numerosi incendi boschivi che stanno flagellando l’Italia.  Il documento firmato dal generale Antonio Ricciardi, comandante dell’Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare, impartisce agli oltre settemila neo-carabinieri-forestali regole precise in caso di incendio: chiamare i Vigili del Fuoco e andarsene. L’intervento diretto è consentito solo in caso di “piccoli fuochi”.

Un cambio di politica

È un cambio totale di politica. Gli ex Forestali debbono in sostanza occuparsi di indagini, di repressione. La prevenzione è accennata solo di sfuggita, in coda al documento. Un cambio di politica rivendicato anche dal ministro dell’Ambiente Galletti: “Noi vogliamo che i carabinieri siano impegnati nelle indagini”.  I chiarimenti sono arrivati mentre il nostro Paese si trova in piena emergenza incendi e la carenza di uomini e mezzi si fa particolarmente sentire. “Dei 32 elicotteri di cui il Corpo Forestale disponeva prima dello scioglimento, 16 sono passati ai Carabinieri e sono stati trasformati in velivoli militari con un cambio di matricola; 16 ai Vigili del Fuoco, ma giovedì solo 3 hanno partecipato alle operazioni antincendio, causa pastoie burocratiche”, dice Costantino Saporito, sindacalista dell’Unione Sindacale di Base (Usb). In questo modo si è creato un problema, che per il sindacalista è grave: “Le somme che servono alla manutenzione dei velivoli sono state postate nel bilancio dell’Arma, così gli elicotteri dei vigili del fuoco rischiano di restare negli hangar".

Vigili del Fuoco in difficoltà

Da tempo Usb denuncia l’intollerabile situazione in cui i Vigili del Fuoco sono costretti a operare. Ora si aggiunge la “perla” dei divieti a operare contro gli incendi proprio mentre il bisogno è massimo. “È solo l’ultimo dei misfatti contro i quali i Vigili del Fuoco Usb si sono mobilitati e continueranno a battersi, in difesa del lavoro e dei diritti”, ha spiegato in una nota Saporito. La sua denuncia è pesante: “La prevenzione in questo Paese è stata messa in un secondo piano rispetto al profitto. Volontari e stabili nel mondo del soccorso, a vario titolo, stanno diventando uno strumento che viene manipolato dal sistema mediatico per dimostrare l’insufficienza di tutto. E mentre i privati sembrano la soluzione ecco che la speculazione edilizia fa il suo ingresso”, ha anche affermato il sindacalista. Parole dure che lasciano presumere un piano delle istituzioni per cedere tutta la questione prevenzione a imprese esterne.

Mentre sui social girano filmati delle auto dei Carabinieri che bruciano, dai social piovono le critiche, anche estremamente dure, nei confronti di chi ha voluto sopprimere il Corpo forestale dello Stato “deportandone”, spiega Luca Marco Comellini “la maggior parte del personale e dei mezzi nell’Arma dei carabinieri senza tuttavia trasferirvi anche le competenze per la lotta agli incendi boschivi”.