Incendi in Abruzzo: ancora roghi ma situazione sotto controllo. Curcio: "Giornata drammatica"

Riserva Dannunziana e Pescara sud: la scorsa notte i vigili del fuoco hanno bonificato e sorvegliato l'intera area. Oltre 30 le persone ferite trasportate in ospedale. Tra queste anche una bambina e due suore che risiedono in una struttura che si trova nell'area interessata dal rogo

TiscaliNews

Dopo la tragica domenica con gli incendi che hanno devastato la zona della Riserva Dannunziana e Pescara sud, la scorsa notte i vigili del fuoco hanno bonificato e sorvegliato l'intera area con diverse squadre spegnendo sul nascere qualche piccolo focolaio che si era riattivato. Ma nella notte nel Pescarese, altri uomini e mezzi dei vigili del fuoco hanno lavorato per domare dei roghi nelle zone di Farindola (già interessata ieri da un vasto incendio), Castiglione a Casauria e Città Sant'Angelo.

 

Curcio: "Giornata drammatica"

"Il nostro bosco è parte della nostra cultura, non dobbiamo ricordarci di lui solo a luglio, agosto, settembre. Ricordiamoci dei boschi e della vegetazione tutto l'anno", ha detto il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, a Morning News, su Canale 5. Sulle cause degli incendi, Curcio ha specificato che sono "pochissimi i casi di autocombustione" e che invece è pesante la mano dell'uomo, volontaria o involontaria. "I piromani sono criminali e in quanto tali vanno controllati e verificati - ha spiegato -. Poi c'è il comportamento involontario, colposo e qualche volta maleducato che provoca tante volte delle situazioni che diventano drammatiche".

Ancora roghi nel Pescarese

Dopo la bonifica andata avanti per tutta la notte, è ora sotto controllo la situazione nella zona di Pescara sud, interessata ieri da un incendio che ha devastato la Riserva Pineta Dannunziana, polmone verde della città. Vigili del fuoco e volontari della Protezione civile hanno presidiato l'area durante la notte per monitorare eventuali focolai ed evitare che il rogo riprendesse. In provincia, però, è ancora emergenza: ai roghi già in corso, come quello più problematico di Farindola, se ne sono aggiunti altri, a Montebello di Bertona, Castiglione a Casauria e Città Sant'Angelo. Intanto, sono arrivate le colonne mobili dei vigili del fuoco partite da Toscana e Lazio per supportare i colleghi abruzzesi, alle prese con un'emergenza senza precedenti. A Pescara, dopo la giornata drammatica di ieri - 15 focolai in più punti della zona Sud, con le fiamme che hanno raggiunto perfino la spiaggia - si è svuotato il PalaBecci, dove era stato allestito un posto medico avanzato ed un punto di prima accoglienza: le persone stanno gradualmente rientrando nelle case. È ora inizia la conta dei danni, mentre si indaga per far luce sulle cause del rogo.

La Regione ha chiesto mezzi e risorse a Roma

Scene drammatiche a Pescara per un incendio che ha devastato la zona sud della città e in particolar modo la Pineta Dannunziana e i colli vicini con tre punti di innesco differenti. Le fiamme hanno raggiunto le abitazioni e si è verificato il fuggi fuggi dalle spiagge: le scintille spinte dal vento hanno fatto incendiare le palme degli stabilimenti balneari. Un disastro di proporzioni inimmaginabili. Fuoco anche nella Riserva Dannunziana di Pescara. "Abbiamo dovuto evacuare diverse abitazioni e anche stabilimenti balneari. Il principale avversario è il vento caldo. Con l'elicottero dei vigili del fuoco si sta cercando di limitare i danni". Queste le parole del sindaco di Pescara Carlo Masci.

Oltre 30 le persone trasportate in ospedale

Alcune persone, tra cui una bambina e due suore che vivevano in una struttura della zona della Pineta, sono state trasportate dal 118, ma la maggior parte ha raggiunto l'ospedale autonomamente. In tutti i casi si tratta di persone che hanno riportato una lieve intossicazione dopo aver inalato fumi, ma nessuna di loro ha riportato conseguenze più gravi. La Procura di Pescara ha già aperto un fascicolo sul gravissimo incendio. Due anni fa un altro grave incencdio devastò Colle Renazzo, non molto distante. 

Fiamme anche sulla Costa dei Trabocchi

L'inferno di fuoco sulla Costa dei Trabocchi e in Val di Sangro ha portato la società autostrade a chiudere nel pomeriggio di oggi le uscite dei caselli dell'area industriale Val Di Sangro e Lanciano. Difatti, anche la statale SS 635 Val di Sangro è avvolta dalle fiamme e i roghi rischiano pericolosamente di avvinarsi a diverse fabbriche, tra queste la multinazionale francese Trigano Van, leader europeo dei camper che monta sui furgoni Sevel. Diversi dipendenti delle aziende locali sono giunti per dare man forte alle attività di spegnimento degli incendi in corso, che rischia di attaccare anche un distributore di carburanti lungo la stessa SS 635, in territorio di Fossacesia (Chieti). In conseguenza della grave situazione sono a rischio per questa sera anche le corse dei bus degli operai che devono raggiunge la Sevel di Atessa(Chieti).

Fontanelle di Atri

Sempre i vigili del fuoco sono riusciti a evitare il peggio a Fontanelle di Atri, dove le fiamme hanno interessato una zona compresa tra il campo sportivo e la frazione atriana e dove l'azione di spegnimento dell'incendio è risultata particolarmente difficile in quanto le fiamme si sono pericolosamente avvicinato al centro abitato. Solo l'opera del personale operativo, con la collaborazione offerta da alcuni agricoltori che hanno creato dei solchi sul terreno per arginare l'incendio, ha fatto sì che le abitazioni non fossero raggiunte dalle fiamme. Impegnativo anche l'incendio di sterpaglie che i vigili del fuoco hanno dovuto affrontare a Mosciano Sant'Angelo, dove le fiamme hanno minacciato alcuni fabbricati e la linea ferroviaria Teramo-Giulianova. Inoltre fin da questa mattina sono proseguite le operazioni di spegnimento dell'incendio di sterpaglie a Piancarani di Campli, dove sono state impegnate una squadra di vigili del fuoco e diverse squadre di volontari Aib. A Valle Castellana, invece, è stato inviato un Dos (Direttore delle operazioni di spegnimento) per coordinare l'intervento di un Canadair ed una squadra di volontari Aib per lo spegnimento di un bosco di castagno e faggio.

Matrice dolosa 

Le forze dell'ordine stanno già indagando in questo senso dopo essere stati interessati da coloro che sono impegnati nel contrasto, in particolare vigili del fuoco e protezione civile. In particolare, secondo quanto si è appreso da fonti regionali, nell'incendio che si è sviluppato a Casalbordino (Chieti) è emerso che le fiamme si propagano ogni 700-800 metri, un segno che potrebbe essere la mano di un piromane ad aver preparato gli innesti. Su questo fatti, in particolare, stanno indagando i carabinieri.