Indossa una maglietta con scritto No Tav durante il lavoro in carcere: licenziata

E' accaduto alle Vallette, a Torino. Scambiati anche "abbracci con simpatizzanti dell’area anarco-insurrezionalista". L'avvocato: "Chiederemo revoca licenziamento"

Indossa una maglietta con scritto No Tav durante il lavoro in carcere: licenziata
TiscaliNews

Proprio il giorno successivo all’assoluzione di Erri De Luca dall’imputazione di istigazione a delinquere, per aver sostenuto che “la Tav va sabotata”, i giornali riportano una storia che lascia sconcertati. Si può essere licenziati per aver manifestato il proprio pensiero? Evidentemente sì. Se è vero che probabilmente Angela Giordano, educatrice a contratto nel carcere delle Vallette, a Torino, ha perso il lavoro per aver indossato una maglietta con la scritta No Tav mentre faceva terapia ai suoi pazienti. A questo si aggiunga – stando a quanto riporta per esempio Repubblica – la colpa di aver abbracciato, mentre usciva dalla struttura di reclusione, un’amica che manifestava all’esterno per solidarietà agli arrestati per gli assalti al cantiere di Chiomonte.

La donna è stata “sospesa” per “motivi di sicurezza” - Fatto sta che dopo quel fatto la donna è stata “sospesa” dal lavoro per “motivi di sicurezza”, come le ha ribadito la guardia che un bel giorno le ha impedito l’ingresso. La disposizione è divenuta definitiva il 30 di settembre per decisione del direttore del carcere Domenico Minervini. La donna si sarebbe anche “intrattenuta scambiando baci e abbracci con simpatizzanti dell’area anarco-insurrezionalista” e inoltre sul suo profilo facebook sarebbero state pubblicate “numerose fotografie di anarchici recentemente arrestati”, si legge nelle motivazioni ufficiali.

Da settembre l’associazione non le versa lo stipendio - La Giordano lavorava per l’Associazione Morgana che gestisce i percorsi riabilitativi per detenuti tossicodipendenti. Da settembre ovviamente l’associazione ha smesso di passarle lo stipendio. Lei non sa che dire. Ammette di simpatizzare per il movimento No Tav ma precisa di non aver mai avuto rapporti con esponenti anarchici. E’ vero che ha indossato una t-shirt di quelle che pubblicizzano la campagna contro la Tav ma dopo “quella volta” quella maglietta - considerata “abbigliamento non consono che può essere visto come una provocazione” dai superiori - non l’ha per altro più messa addosso. Anche per questo non si aspettava di essere licenziata. "Sono sempre stata corretta, mi negano il lavoro", dice l'educatrice.

Partecipava al presidio a favore degli 8 arrestati per i fatti di Chiomonte - A metà settembre l’episodio dell’abbraccio alla manifestante che partecipava al presidio a favore degli 8 arrestati per i fatti di Chiomonte. Mentre Angela usciva dal carcere, a fine lavoro, fu chiamata dall’amica che partecipava alla manifestazione insieme a giovani che tuttavia non appartengono all’area anarchica ma all’autonomia torinese. Un saluto affettuoso e tutto si trasforma in un atto d'accusa. “Una cosa simile non era mai successa - dice il legale della Giordano – nei prossimi giorni cercheremo di ottenere una revoca” del provvedimento.

Il direttore della struttura carceraria non vuole entrare nel merito della vicenda - Il direttore della struttura carceraria si limita a precisare di aver “scritto le motivazioni nel provvedimento. Per volontari e dipendenti di enti convenzionati si valuta il comportamento e si prende una decisione sulla correttezza. All'inizio non avevamo spiegato le circostanze che mi hanno fatto prendere questa decisione, ma ora sono nero su bianco”. Secondo Giovanni Torrente del direttivo del gruppo che tutela i diritti dei detenuti per l’associazione Antigone, "bisognerebbe confrontarsi su tali decisioni, a volte l’amministrazione penitenziaria esercita un potere quasi feudale e ciò dovrebbe cambiare".