Che lezione il compagno della Guidi anticasta

Gemelli in passato è stato autore di appassionati e indignati messaggi Anticasta

Un emendamento è per sempre, come un diamante. Ho scoperto questa mattina che Gianluca Gemelli - "il signor Guidi" - era uno che mi seguiva su Twitter. Mi è venuta voglia di saperne di più. E così, subito dopo, mi sono riletto, sempre su Twitter - grazie alla prontezza dei nostri redattori - il florilegio torrentizio dei suoi appassionati e indignati messaggi Anticasta: "A tutti i politici.... Il governo - tuonava nel 2011 indignato contro Monti - ha carta bianca per tartassare i cittadini ma non può abbassare gli stipendi dei parlamentari: buffoni!!!!".

E più recentemente, dopo le primarie Renzi-Bersani: "È avvilente dover constatare che non abbiamo un offerta credibile, l'Italia ha perso l'occasione Renzi!". Con il senno del poi, avendo sotto gli occhi la telefonata alla ministra-compagna, provando a figurare il tono corrivo delle sue comunicazioni con i rappresentanti delle concessioni petrolifere, sarebbe facile sentenziare che Gemelli pensava ad "occasioni" che gli recassero vantaggio personale. Non credo sia così, e nemmeno che Gemelli potesse prevedere la nomina a ministro della Guidi. Cosi voglio tralasciare l'argomento "ad personam" e fare una riflessione diversa.

Leggete questo altro tweet: "Molti attaccano chi vuole un cambiamento radicale definendoli - sic! - populisti. Non è che queste persone - si chiedeva Gemelli - sono dei finti Perbenisti che non fanno altro che salvaguardare i propri privilegi?". Ecco, voglio pensare che il compagno della ministra non fosse un mostro, ma un italiano come tanti, un ennesimo frammento dell'Italia immortale e albertosordiana, quella - per dirla con Guicciardini - che tiene soprattutto al "Particulare", cioè al proprio tornaconto.

L'Italia dei tanti Gemelli che sgomita in prima fila nel dileggio Anticasta, che è convinto di essere in buona fede, e che è in prima fila a battere cassa, sempre a cospetto della Casta, ma convinta di combattere per i propri diritti come chiunque altro. Gemelli era pronto ad emozionarsi per la rottamazione, ma quella degli altri, però. Era Entusiasta del cambiamento, ma soprattutto quello dell'emendamento che gli dava la concessione utile. 

Il problema di questa storia - infatti - non è che il signor Gemelli fosse un fidanzato ministeriale. Ma che quella concessione - se è vero quello sostenevano gli stessi deputati della maggioranza che l'avevano combattuta, andasse contro l'interesse dei cittadini. La cosa più oscena, di questa inchiesta, sono il tono, la volgarità, persino le parole dei lobbisti sorpresi nella loro attività di tutela di un interesse contrario all'interesse comune. Quindi i motivi per cui Gemelli, da garantito e privilegiato voleva tagliare gli stipendi dei politici, sono gli stessi per cui io vorrei tutelarli, perché non finiscano schiavi dei lobbisti per un paio di spiccioli. Non c'è nulla di peggio del riccone che vuole fare profitto a qualsiasi costo. Così, se c'è una lezione, in questa brutta storia di favori, è questa: che dietro un urlatore Anticasta , troppo spesso c'è un paraculo pro domo sua