I Gratta e vinci alimentano i sogni degli italiani, ma quanti sono i premi importanti realmente in palio?

Premi sostanziosi soltanto nello 0,000043 per cento dei tagliandi. La verità sui giochi istantanei più amati e temuti

I Gratta e vinci alimentano i sogni degli italiani, ma quanti sono i premi importanti realmente in palio?

Sono coloratissimi e arricchiti da grafiche accattivanti, in grado di catturare l’attenzione dei potenziali giocatori grazie a nomi che fanno sognare un futuro senza problemi economici. I biglietti Gratta&Vinci, tuttavia, non sono stati pensati per concretizzare i sogni degli italiani ma, semmai, per soddisfare le aspettative di cassa di uno Stato perennemente in cerca di risorse. L’aspetto dei tagliandi, apparentemente innocuo, mina la salute psicofisica dei giocatori, che rischiano di cadere in una sorta di trappola mentale, ed economica, dalla quale non tutti riescono più a sottrarsi. In tanti li considerano banalmente dei “giochi”, ma andrebbero considerati per quello che sono, “giochi d’azzardo”, visto anche le caratteristiche che con gli stessi hanno in comune: l’ampia offerta disponibile, l’accessibilità ad una moltitudine di soggetti (occasionalmente vengono ceduti illegalmente anche ai minorenni), la facilità di gioco (accompagnata da una illusoria facilità di vincita) e l’istantaneità. Una pericolosità che ha portato molte famiglie, già economicamente in crisi, a peggiorare la propria condizione. E che i biglietti delle lotterie istantanee rappresentino una minaccia lo si evince anche dalla struttura premi, che per molteplici motivi induce dipendenza.

Le lotterie attualmente attive sono oggi 27 e, in totale, hanno distribuito, solo come primo lotto, più di un miliardo di biglietti, numero che viene continuamente reintegrato con nuove emissioni di cui però i Monopoli non danno evidenza. Su oltre un miliardo di biglietti, per la precisione 1.052.480.000, soltanto il 26,35 per cento - pari a 277.332.328 di pezzi -, contiene un premio. Quando si parla di premio, tuttavia, è giusto essere chiari, perché con questo termine si prendono in considerazione anche i biglietti che restituiscono al giocatore il prezzo di acquisto del tagliando… In pratica una “vincita fittizia”, che rimette la palla al centro e invoglia il consumatore a “reinvestire” (termine volutamente inadatto) la somma e acquistare un altro Gratta&Vinci.

La percentuale di questi biglietti “a incasso/spesa zero”? Sono esattamente il 52,08 per cento del totale, ossia 144.455.930 unità. Questo dato non fa altro che abbattere di fatto la percentuale dei tagliando realmente vincenti al 13 per cento… Se ritenete questo numero sufficiente aspettate, perché il dato va ancora affinato: un altro 29,34 per cento del totale dei taglianti, il 63,37 per cento dei premi residui conferiscono al giocatore appena il doppio della giocata. Anche in questo caso, come per i biglietti “a incasso/spesa zero”, il consumatore sarà psicologicamente portato ad acquistare un altro tagliando, e le sue probabilità di perdere, come quella di finire nella spirale di dipendenza, cresceranno esponenzialmente.

Il 99,49 per cento dei premi in palio ha un valore compreso tra il prezzo della giocata e i 100 euro. I premi superiori a centomila euro, quelli che potrebbero cambiare la vita ad una persona sono lo 0,000043 per cento del totale (121 dei 1.052.480.000 tagliandi venduti). Sull’argomento si sono espressi tantissimi esperti, ma le lotterie istantanee sono un business troppo grande, e l’unico a poterlo fermare è parte attiva del gioco.