Francesco suona la campana per la catastrofe ambientale

Ormai mancano poco più di 10 anni per evitare l'aumento di 1,5°C del riscaldamento ambientale che va contrastato con decisione, dice il Papa, per non lasciare un clima ingovernabile ai nostri figli e nipoti.

Francesco suona la campana per la catastrofe ambientale

Il discorso non era rivolto nominalmente a uomini potenti come Trump che scherzano sul riscaldamento climatico in difesa degli attuali interessi petroliferi, ma l’ombra lunga dell’attuale presidente americano capofila di resistenza all’energia rinnovabile era certamente presente all’incontro promosso dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale con i vertici delle Compagnie Petrolifere mondiali sul tema "La transizione energetica e la tutela della casa comune".

Basta discutere: bisogna correre ai ripari

Francesco, di fronte a un uditorio tanto specializzato e coinvolto in prima linea nelle scelte energetiche mondiali, come suo solito è stato molto chiaro nel sottolineare che il mondo si trova ormai alla vigilia della drammatica possibilità di un cambiamento climatico irreversibile se non si corre subito ai ripari. Basta dunque discutere in astratto senza mai passare ai fatti.
“Cari amici, - è l’ammonimento di Francesco - il tempo stringe! Le riflessioni devono andare oltre le mere esplorazioni di che cosa possa essere fatto, e concentrarsi su che cosa occorre che venga fatto, da oggi in poi”. Gli impegni della Conferenza di Parigi vanno onorati sul serio.

La sua enciclica Laudato sì

Francesco incoraggia ogni passo concreto, anche piccolo, per la tutela dell’ambiente. La sua enciclica Laudato sì’ è stata uno scossone contro l’ipocrisia dei rimandi politici di una emergenza ogni giorno meno controllabile.
Il momento è critico. “ L’odierna crisi ecologica, - sostiene Francesco - specialmente il cambiamento climatico, minaccia il futuro stesso della famiglia umana, e questa non è un’esagerazione. Per troppo tempo abbiamo collettivamente ignorato i frutti delle analisi scientifiche, e «le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia».

Effetti sul clima catastrofici

Porte aperte dunque alla scienza e alle sue analisi come il “Rapporto speciale sull’impatto del riscaldamento globale di 1.5ºC sui livelli pre-industriali da parte del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico. Quel Rapporto mette chiaramente in guardia sul fatto che gli effetti sul clima saranno catastrofici se oltrepassiamo la soglia degli 1.5ºC delineata nell’obiettivo dell’Accordo di Parigi. Il Rapporto avverte, inoltre, che manca solo poco più di una decade per raggiungere questa barriera del riscaldamento globale. Di fronte a un’emergenza climatica, dobbiamo prendere opportuni provvedimenti, per poter evitare di commettere una grave ingiustizia nei confronti dei poveri e delle future generazioni”.

Giovani e poveri i più colpiti

In effetti, “sono i poveri che – rileva il papa - soffrono il peggior impatto della crisi climatica. Come dimostra l’attuale situazione, i poveri sono coloro che sono più vulnerabili agli uragani, alla siccità, alle inondazioni e agli altri eventi climatici estremi. Perciò si richiede sicuramente coraggio per rispondere «al grido sempre più disperato della terra e dei suoi poveri»). Nello stesso tempo, le future generazioni sono in procinto di ereditare un mondo molto rovinato. I nostri figli e nipoti non dovrebbero dover pagare il costo dell’irresponsabilità della nostra generazione. Mi scuso ma vorrei sottolineare questo: loro, i nostri figli, i nostri nipoti non dovranno pagare, non è giusto che loro paghino il costo della nostra irresponsabilità”.

Un'occasione per migliorare

Tre sono le indicazioni di Francesco per disinnescare il pericolo climatico incombente. Se gestita bene, questa transizione ormai in corso “può generare nuove opportunità di impiego, ridurre la diseguaglianza e aumentare la qualità della vita per coloro che sono colpiti dal cambiamento climatico”. In secondo luogo “una politica del prezzo del carbone è essenziale se l’umanità vorrà usare con saggezza le risorse del creato. La mancata gestione delle emissioni di carbonio ha prodotto un enorme debito che ora dovrà essere ripagato con gli interessi da coloro che verranno dopo di noi.
La trasparenza nel riportare i rischi climatici –infine - è essenziale perché le risorse economiche devono essere sfruttate là dove possono arrecare il massimo bene. Una comunicazione aperta, trasparente, scientificamente fondata e regolata è nell’interesse di tutti, rendendo possibile lo spostamento di capitali finanziari in quelle aree che offrono le più ampie «possibilità all’intelligenza umana per creare e innovare, mentre protegge l’ambiente e crea più opportunità di lavoro».