Eredità Sordi, da Banfi a Veltroni parata di volti noti per testimoniare al processo

Il giudice ammette tutte le richieste delle parti: tra gli altri vip chiamati in aula, Verdone, Montesano, Mara Venier e Gianni Alemanno

Carlo Verdone e Aurelia Sordi
Carlo Verdone e Aurelia Sordi
TiscaliNews

Parata di star al processo sull’eredità di Alberto Sordi. Tra i vip chiamati in aula troviamo Carlo Verdone, Lino Banfi, Enrico Montesano, Mara Venier, Max Tortora e Massimo Ghini. Ma non è finita ci saranno anche Walter Veltroni, Gianni Alemanno, l’ex assessore Dino Gasperini, l’ex magistrato Italo Ormanni, il presidente di sezione del tribunale civile, Mario Rosario Ciancio. E ancora notai e luminari della scienza medica.

Il presunto raggiro alla signorina Aurelia

Nella prima udienza del processo per il presunto raggiro alla signorina Aurelia, sollecitato dal pm Eugenio Albamonte per Arturo Artadi, autista di Alberto Sordi e factotum della famiglia per  gli avvocati Francesca Piccolella, per Carlo Farina e il notaio Gabriele Sciumbata, il giudice ammette tutte le testimonianze chieste dalle parti per capire se al decennale della morte di Albertone, febbraio 2013, la sorella fosse ancora lucida e presente.

Scontro Fondazione parenti

Questa non è l’unica notizia di rilievo nel dibattimento, scrive il Corriere. L’altro vero tema del processo è lo scontro tra l’ente che gestisce il patrimonio di ricordi dell’ attore, custoditi nella villa di via Druso, e i 34 cugini e nipoti di quinto e sesto grado che vogliono voce in capitolo. La Fondazione, rappresentata dall’avvocato Nicoletta Piergentili, sottolinea che i parenti “non possono essere chiamati eredi” perché non inclusi nel testamento, ma in attesa che il tribunale civile decida in questi stessi giorni sulla richiesta impugnazione delle volontà di Aurelia Sordi, il giudice li lascia nel processo.

La lista di assegni da 90 mila euro

Quindi al processo potranno dire la loro anche i lontani cugini di Alberto, costituitisi parte civile con l'assistenza degli avvocati Francesca Coppi e Andrea Maria Azzaro. Inoltre il legali chiedono la riassunzione tra il personale in servizio nella villa di quattro imputati (non Artadi, che pure ha rifiutato un’offerta analoga) e poi vogliono vederci chiaro su una lunga lista di assegni per 90 mila euro di cui hanno beneficato ben prima del testamento contestato non solo gli imputati ma anche il broker Giovan Battista Faralli che gestiva il patrimonio della signorina Aurelia. Faralli che non è accusato di nulla  tramite il suo legale ha già chiarito che si trattava di “doni” fatti dalla anziana signorina che di lui si fidava in tutto e per tutto. Ma i 34 parenti vogliono retrodatare il “cambio di abitudini” della vittima, da sempre dedita a una vita senza spese superflue salvo poi divenire di colpo di manica più larga.

La testimonianza del direttore della banca

Nella sua deposizione Umberto Catellani, il direttore della banca popolare di Sondrio - cofirmatario della denuncia- , che gestiva le spese correnti della signorina attraverso un conto sul quale operava Artadi fino a quando, gennaio 2013, ha dichiarato che l’autista provò con una procura speciale ad avere mani libere sull’intero patrimonio. “Mi insospettì il fatto che la presentò a uno sportello anziché a me direttamente”, dice Catellani. “Andavo di persona dalla Sordi per le operazioni sui titoli. Dal giorno della procura mi fu impedito di tornare”, aggiunge.