[Il punto] Ecco come liberarsi dalla dipendenza da smartphone e riconquistare i propri spazi

Secondo gli studiosi il telefonino è diventato ormai “il ciuccio che calma gli adulti”

[Il punto] Ecco come liberarsi dalla dipendenza da smartphone e riconquistare i propri spazi
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Ufficialmente smartphone, social, e in generale la tecnologia digitale, non sono una droga, ma la verità (ormai davanti agli occhi di tutti) è che la maggior parte delle persone ne sono dipendenti. Per alcuni è diventata una vera e propria patologia. Il fenomeno non è ovviamente sfuggito agli studiosi che hanno provato a fornire spiegazioni e utili indicazioni per dare un taglio alla iperconnessione.

Rapporto con la tecnologia insostenibile 

Per Cal Newport, professore associato di computer science alla Georgetown University, autore di "Minimalismo Digitale" edito da ROI Edizioni, il nostro rapporto con le nuove tecnologieè ormai diventato insostenibile”. “Le società della Silicon Valley – ha aggiunto - hanno sfruttato le avanzate scoperte della psicologia e delle neuroscienze per tenerci incollati ai loro dispositivi, dando vita all'economia dell'attenzione”.

La ricetta di Newport 

Che fare? Newport suggerisce una ricetta drastica: stop dell’attività online per 30 giorni, con graduale reinserimento, selezionando però con cura le cose da cui ripartire, al fine di eliminare tutto ciò che non è essenziale. Perché dovrebbe funzionare? “Perché le persone sono stanche di sentirsi schiave dei propri dispositivi” ha scritto lo studioso nell’introduzione del suo libro.

Un rimedio illusorio dell'ansia 

Sulla stessa lunghezza d’onda Adam Alter, professore di marketing alla NYU e autore del libro “Irresistibile. Come dire no alla schiavitù della tecnologia” edito da Giunti. Anche per Alter la spiegazione della nostra dipendenza da smartphone, social etc. ha a che fare con la psicologia. Non cadiamo nel vortice perché “proviamo piacere nell’usare i dispostivi” ma perché “utilizzandoli calmiamo il nostro disagio psicologico”. “Lo smartphone – ha concluso lo studioso - è il ciuccio che calma gli adulti. Ci illude di combattere il nostro perenne stato d’ansia che, invece, peggiora”.

Le 5 regole di guarigione di Alter 

Anche Alter ha proposto la sua ricetta per uscire dalla dipendenza. Cinque semplici regole da seguire per dire addio al bisogno di guardare continuamente i nostri dispositivi. Regola 1: non dire mai che “non possiamo farne a meno”. Il primo passo per avere successo è proprio quello di imparare a parlare con noi stessi nel modo giusto. Regola 2: mettere il telefono lontano da noi affinché sia scomodo controllarlo in continuazione. Regola 3: seguire regole ferree sul tempo di utilizzo in modo da evitare i cosiddetti “loop ludici” che ci impediscono di staccarci. Regola 4: non cercare di eliminare l’abitudine di usare lo smartphpone (sarebbe inutile) ma provare invece a sostituirla con un’altra. Regola 5 (l’ultima): tenere a bada in tutti i modi possibili l’astinenza ovvero non cedere sulle conquiste ottenute in fatto di disconnessione.

La riconquista dei vecchi spazi 

Sulla carta le ricette di Newport e Alter sembrano abbastanza facile. Non ci resta che provarci per riappropriarci degli spazi che un tempo dedicavamo alle conversazioni con familiari e amici, alla lettura o all’esercizio fisico. Tante buone abitudini che davvero arricchiscono la vita e cu fanno stare bene.