Daspo e multa a due transessuali, le 2 amiche chiacchieravano in piazza. “Episodio sconcertante”

La denuncia arriva dall'associazione Trans Napoli, che segnala il fatto, in realtà, per definire la recente legge Minniti, intollerante e discriminatoria

Daspo e multa a due transessuali, le 2 amiche chiacchieravano in piazza. “Episodio sconcertante”

Un Daspo e una multa di 100 euro per due chiacchiere in piazza, all'esterno di un bar. La colpa? Essere transessuali. Succede a Napoli, nei dintorni della stazione di piazza Garibaldi. La denuncia arriva dall'associazione Trans Napoli, che segnala il fatto, in realtà, per definire la recente legge Minniti, intollerante e discriminatoria. “E' una norma fascista: in questo modo si limita la libertà dei cittadini”, denunciano Ileana Capurro, presidente dell'associazione e Loredana Rossi, vicepresidente.

Una legge di destra

“Sembra di essere tornati indietro di mezzo secolo – dicono le due attiviste in una nota ripresa da molti quotidiani on line – quando le transessuali venivano prelevate dalla polizia in ogni momento e non erano libere di muoversi come tutti gli altri cittadini. Il governo, il Partito democratico, il ministro Minniti hanno prodotto una legge che neppure la destra più estrema avrebbe mai varato. Hanno tolto la libertà a dei cittadini italiani, devono vergognarsi”.

Una normale serata tra amiche

L'episodio, così come raccontato dall'associazione, sarebbe in effetti sconcertante. Le due transessuali dichiarano di essere state fermate dalla polizia mentre chiacchieravano tra loro alla stazione. Una normale serata tra amiche. Ma per loro è scattata l'accusa di adescamento, con la conseguenza di una multa di cento euro e il divieto (definito Daspo) di avvicinarsi alla zona per 48 ore. “Non facevano altro che chiacchierare – denuncia l'associazione -, è forse vietato? Sarebbero state fermate se non fossero trans?”

Un clima pesante

L'associazione, a riprova di un clima di intolleranza, denuncia anche un altro episodio simile.  “Un’altra transessuale – raccontano presidente e vicepresidente -, mentre era al bar, è stata prelevata dalla Polizia Municipale e identificata. Le trans si sentono perseguitate in un quartiere della città, peraltro, dove le emergenze sarebbero ben altre. Ora le ragazze raccontano di avere paura a uscire per strada ora, poiché non vogliono essere fermate di nuovo dalle forze dell’ordine”.

Zona di prostituzione

L'accusa di adescamento, in realtà, potrebbe essere legata all'esercizio della prostituzione, che nella zona di piazza Garibaldi è intensa, numerosa, soprattutto nelle ore serali. Nei vicoli di Gianturco, in particolare, alle spalle della stazione centrale, c'è una numerosa pattuglia di prostitute transessuali, che di notte e fino all'alba, raccolgono clienti passeggiando in abiti succinti su stradoni non sempre secondari, sotto gli occhi di tutti e sollevando non poche proteste da parte dei cittadini.

Sfruttamento e degrado

L'esercizio della prostituzione a cielo aperto nei dintorni di Piazza Garibaldi non riguarda, naturalmente, solo le transessuali. Nei vicoli della Ferrovia ci sono angoli destinati alle giovanissime ragazze africane, controllate a vista dai protettori, di cui si raccontano violenze e sopraffazioni; altre zone, nei dintorni – paradossalmente – del Palazzo di giustizia, sono dedicate alle ragazze dell'est, a volte addirittura minorenni. Mentre in molti bassi della Duchesca e di Forcella si prostituiscono ragazze cinesi, a prezzi stracciati e sotto gli occhi di tutti. Insomma, il fenomeno esiste, è numeroso, intreccia sfruttamento, schiavitù, condizioni disumane con il decoro urbano, il degrado dei quartieri, il senso di abbandono che si respira in una zona che è l'ingresso in città di migliaia di turisti, spesso sorpresi non solo dall'offerta di sesso a pagamento ma da una situazione generale di degrado e di abbandono.

Una legge che non fa paura

Da qui, nelle ultime settimane, una frequente attività di polizia, carabinieri e vigili urbani che utilizzano i nuovi strumenti normativi del decreto Minniti per provare a combattere il fenomeno. Multe, allontanamenti, provvedimenti amministrativi che da alcuni sono considerati troppo repressivi ma che, in realtà, producono risultati scarsi. Un Daspo di 48 ore o una multa da cento euro – che non paga nessuno – non fa certo paura a chi vive per strada o a chi organizza sulla pelle di povere ragazze schiavizzate un orrido mercato dello sfruttamento.

Solo uno sbaglio?

Diverso, invece, è il caso denunciato dall'associazione Trans Napoli. Se è vero che le due transessuali multate non avevano nulla a che fare con la prostituzione e che chiacchieravano semplicemente tra loro, si tratta indubbiamente di un provvedimento ingiustificato e sbagliato, che rischia di alimentare un clima di intolleranza e di discriminazione. Ma, a questo punto, che cosa c'entra la legge Minniti? Si tratterebbe, infatti, solo di un errore delle forze di polizia. Un banale errore di valutazione che potrebbe toccare anche altre persone e che andrebbe attaccato in quanto tale. Perché polemizzare, quindi, con una legge se a sbagliare sono state delle persone?