Nel documento Christus vivit, per attuare il sinodo una madonna giovane proposta da Francesco ai giovani

A Loreto il Papa firma il documento per attuare una nuova pastorale verso i giovani e indica loro Maria, giovane piena di grazia, modello da seguire nel nostro tempo per valorizzare la vita cristiana.

Nel documento Christus vivit, per attuare il sinodo una madonna giovane proposta da Francesco ai giovani

Maria di Nazaret, “giovane piena di grazia” è il modello lanciato da Francesco ai giovani per rendere attuale e in sintonia con i tempi l’esperienza di vita cristiana intesa come progetto piuttosto che come una devozione. Per sancire questo significativo cambiamento nell’educazione dei giovani alla fede il Papa ha firmato al santuario della Madonna di Loreto il documento conclusivo del sinodo sui giovani che si è svolto lo scorso autunno in Vaticano. Il testo sarà pubblicato i prossimi giorni con il titolo Christus vivit, “Cristo vive”.

Un nuovo modello cristiano per i giovani

Solo a un osservatore superficiale può sembrare un documento ordinario questo lancio di un modello cristiano ai giovani maschi e femmine ispirato all’esempio di Maria di Nazaret, considerata più come una giovane da imitare nella sequela di Cristo piuttosto che come Madre protettiva. Nei secoli la dimensione materna di Maria è stata in assoluto prevalente nella Chiesa. E questo aveva un poco imbalsamato la sua figura in uno stereotipo che appariva quasi impossibile da imitare. Ora questo spostare l’accento sulla dimensione giovanile di Maria, la rende più imitabile per tutte le categorie anche per chi non vuole sentirsi figlio o non ha esperienza di figli. La proposta di Francesco diventa particolarmente importante perché non si pone a valle, ma a monte della vita: non considera la conclusione della vita ma l’inizio delle scelte coscienti. Aiuta perciò a cambiare non solo la condizione giovanile ma anche la dinamica per rendere efficace l’età della giovinezza considerata in funzione di un progetto complessivo per non sciupare la vita.

Tutti siamo al mondo per uno scopo

Tutte le persone che nascono dovrebbero non solo impegnarsi nella propria crescita fisica, ma anche nella ricerca delle domande fondamentali sul senso della propria vita. Cercare di capire nel profondo della propria anima per che cosa si vuole vivere e come realizzare i propri sogni. Nella tradizione cristiana questo progetto di vita da realizzare si chiama vocazione. Tutti siamo al mondo per uno scopo: cercare la propria vocazione vuol dire cercare una risposta personale sul perché stiamo al mondo e cosa vogliamo fare della nostra vita. Questo orientamento maturato con libertà e responsabilità renderà più semplice anche la scelta dell’impiego, della professione che scegliamo di fare e nelle quali porteremo un entusiasmo e una responsabilità maggiore di quanto accade nella crescita che avviene senza avere idee chiare e punti di riferimento. La stessa politica viene interpellata nella capacità di realizzare proposte capaci di rispondere alla domanda di giovani che non improvvisano se stessi per qualsiasi lavoro, ma giungono a domandare lavoro con idee di forte spessore umano.

La Madonna ha fatto le scelte più importanti da giovanissima

Francesco propone ai giovani un modello alto, addirittura la Madonna che ha fatto le sue scelte più importanti da adolescente e giovanissima. Un momento che noi conosciamo come l’Annunciazione, quando cioè un angelo prospetta a Maria un progetto di vita impegnativa come può esserlo il diventare la madre di Gesù. Questo ruolo non la rende inarrivabile e distante, ma vicina e imitabile nel modo in cui benché giovane è stata capace di mettere a fuoco la sua vocazione, la sua chiamata a diventare Madre di Gesù quando non ci pensava per nulla e non aveva il minimo sentore di ciò che la sua vita sarebbe diventata accettando un ruolo così grande. Si trattava di un ruolo talmente al di à di ogni progetto umano che per lei comportava di valutare una proposta che viene dal di fuori della sua vita.

Il metodo di Maria

Il Papa ruba a Maria, prima discepola del Vangelo, il metodo per non avere degli abbagli nella vocazione di vita. Ai giovani propone una lettura dell’Annunciazione dove Maria mette a fuoco un metodo affidabile: ascolto, discernimento, decisione. Ascolta anzitutto la proposta dell’angelo, la valuta cercando di capirne la fondatezza e i risvolti, decide di accettare la proposta pronta ormai a dedicarsi pienamente a realizzare il progetto di Dio sulla propria vita: ecco la serva del Signore, avvenga per me secondo la tua parola. A questa disponibilità totale venuta non alla ceca ma in piena coscienza, risponde con una visione chiara e coraggiosa di cosa comporta diventare la madre di Gesù. Troviamo questa straordinaria maturazione della giovane Maria nel canto del Magnificat che i Vangeli narrano essere accaduto pochissimo tempo dopo l’annunciazione, nella visita alla cugina Elisabetta per aiutarla nella sua maternità e vicina al parto. Al saluto strabiliato della cugina, Maria risponde senza orgoglio ma pronta a servire Dio  che“ ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote”. Un vero e proprio progetto di vita che l’intera umanità ancora non ha realizzato. Come programma di vita non è male per una giovane donna confinata in un paesello della Palestina occupata dall’imperatore più potente di quel tempo. Un cantico che Maria recita quando già aspettava Gesù. Da quel segreto attingeva visioni di futuro.

Interessante questo impegno di Francesco per intrecciare il dialogo con i giovani del nostro tempo scuotendoli dal torpore del consumismo o dell’indigenza e proponendo loro di impegnarsi per cambiare con amore una situazione ingiusta che pervade la terra e i rapporti umani. Modellarsi su Maria è implicitamente una spinta a riequilibrare i rapporti tra il maschile e il femminile dell’umanità sul quale nei secoli passati ma ancor oggi sono state scritte pagine di enormi ingiustizie e violenze. Maria è un esempio credibile di una perfetta parità tra uomini e donne accomunati ugualmente a scoprire la vocazione di ciascun essere umano in coerenza con la comune dignità di figli di Dio. Altro che sovranismi e discriminazioni.