Briatore e Santanchè ricchi e felici nel paradiso di Marina di Pietrasanta, ecco quanto guadagna il loro Twiga

Lo stabilimento fattura 4 milioni l’anno e paga 17.619 euro: In Francia le concessioni vanno a gara l’Italia, invece, le ha appena prorogate al 2034. Il bello e il brutto di questa decisione del governo pentastellato

Twiga beach club
Twiga beach club

Noblesse oblige: anche i ricchi piangono, quando non hanno altro da fare.  Per produrre il plus valore, concetto molto caro a Karl Marx, non sono indispensabili le rivoluzioni: serve invece un grande talento e il fiuto per gli affari. Per raggiungere la felicità c’è sempre qualche problema in più, ma quando le cose vanno bene anche i momenti di sconforto possono essere affrontati con savoir-faire e nonchalance. Il tempo, quando l’anima soffre, fa il resto: da tempo immemore è sempre stato considerato un ottimo rimedio. Flavio Briatore di ricchi e di ricchezza se ne intende. Lui appartiene alla rara specie dei re Mida: tutto quel che tocca di si trasforma in oro (ha un invidiabilissimo senso degli affari). Quindi, bando alle ciance e alle sentenze (che a volte lasciano il tempo che trovano): Briatore gli affari gli sa fare. Lo ha dimostrato anche gestendo alla grande il Twiga, uno degli stabilimenti balneari fra i più esclusivi d’Italia (di cui è socia anche Daniela Santanchè). Perché, come sa l’imprenditore: i soldi vanno prelevati dove ci sono, cioè da chi ce li ha.

Il plus valore

Affacciato sul lido di Marina di Pietrasanta, il lido produce circa 4 milioni di euro all’anno, pagando una concessione d’affitto allo Stato di appena 17.619 euro. Insomma, ancora una volta Briatore ha fatto centro: il lido rende 227 volte l’investimento iniziale dell’affitto annuale. Un gestione oculata, tant’è che il governo pentastellato ha deciso di rinnovargli, fregandosene della direttiva Bolkestein del 2006 e delle ingiunzioni europee all’Italia a conformarsi alla legge per rendere contendibili le concessioni e cioè a metterle a gara. Meglio così: le imprese che funzionano e producono un mucchio di soldi danno anche un mucchio di opportunità di lavoro. Diceva Olof Palme che le pecore vanno tosate e munte (leggi tassate) con raziocinio, ma non macellate (non produrrebbero più reddito). Dunque, la spiaggia, nonostante la Bolkestein, sarà gestita per altri 15 anni da Briatore and company. Che se la goda, magari stando attento a chi ci lavora.

I Verdi d’Italia

Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera si chiede, “se il fatturato è di quattro milioni l’anno può pesare l’affitto dell’area solo un 227esimo”? E cioè quanto il complesso intasca in un ventiquattrore ore e mezzo, visto che ad esempio il noleggio ad agosto del Presidential Gazebo costa mille euro al giorno. G.A. Stella di queste cose se intende, magari qualche tassa in più a Briatore sarebbe giusto fargliela pagare, ma senza strozzarlo: perché lui, che di idee ne ha, potrebbe facilmente decidere di prendere le sue cianfrusaglie (si fa per dire) e salutare la troppo “cara” Italia. E non è detto che chi andrebbe a rilevare sarebbe meglio di lui. I Verdi d’Italia però fanno opposizione, preoccupati perché il ministro del Turismo Gian Marco Centinaio ha deciso una maxi proroga di 15 anni fino al 2034. Anzi, ha ribadito Centinaio, «personalmente ne avrei concessi 30». Forse ha ragione, basta vedere come sono ste gestite alcune spiagge italiane. La povera Ostia in primis.

Il salva ville

“Dopo le norme approvate nell’ultima legge di bilancio come il salva ville sul demanio, la proroga della Bolkestein e il via libera a nuove concessioni con conseguente privatizzazione e cementificazione delle ultime spiagge libere, prosegue l’assalto alle coste, preparando la strada alla sdemanializzazione ovvero alla svendita di un bene comune come i litorali del nostro paese”, sostiene Bonelli. Vero, ma è anche vero che cementificazione delle spiagge non è l’obiettivo di chi capisce di turismo. Basta vedere quel che sta succedendo in Sicilia, dove da più parti, comprese le amministrazioni comunali che avevano permesso lo scempio dei loro lidi, si sta chiedendo la rimozione delle abitazioni che hanno circondato di blocchetti, pietre, cemento, ferro e copertoni di auto e cessi in disuso quelle che un tempo erano state considerate fra le più belle spiagge del Mediterraneo. “Difficile”, direbbe (forse) Paolo Flores D’Arcais, che “una frittata ritorni ad essere uovo”.

Ecco le altre proposte

Ecco comunque per gli amanti delle classifiche le spiagge più costose del Bel Paese nel mese di agosto 2017. Marina di Pietrasanta (Twiga): Presidential Gazebo: 2 letti marocchini, tavolo centrale, 4 lettini, possibilità di avere su richiesta televisione e musica: 1.000 euro al giorno; Ara bian Gazebo: 2 lettoni marocchini con materasso, 2 lettini, 2 sdraio, 1 sedia da regista, 1 tavolo: 400 euro al giorno. Classic Gazebo: 2 lettini, 2 sdraio, 1 sedia da regista, 1 tavolo centrale: 300 euro al giorno.Venezia Hotel Excelsior: 2 lettini, 2 sdraio, tavolino, 4 seggiole e 3 teli da mare: 410 euro al giorno in prima fila, zona centrale. Porto Cervo (Hotel Romazzino): 1 ombrellone e 2 lettini, uso piscine, doccia, spogliatoi e parcheggio: 400 euro al giorno. Lerici (Eco del Mare): Cabina privata deluxe: ombrellone + lettino o pomodone + 1 telo mare per lettino fino a un massimo di 4 persone: 300 euro al giorno. Forte dei Marmi (Augustus Hotel): tenda con extension per 4 persone con cassaforte, tavolo con 4 sedie, cassapanca, 2 sdraio, 2 lettini e 4 teli da mare: 290 euro al giorno. Tra le altre spiagge “salate”, ma nettamente distaccate rispetto ai vertici della classifica, troviamo l’Argentario (Tuscany Bay) dove una tenda con 4 lettini costa 150 euro al giorno, e il Salento (Borgo Egnazia), dove una “cabana” costa 120 euro al giorno (ma vengono serviti in spiaggia acqua no -stop e frutta). Nel Lazio la media varia da un minimo di 60 euro ad un massimo di 100 euro al giorno. Insomma nella ditta dei ricchi le cose girano bene. Meglio per loro, magari qualche obolo in più lo dovrebbero dare alle casse di questo Stato sempre più povero. Un po’ di quel plus valore nel bilancio di questa amministrazione un po’ sbilenca e un po’ schizofrenica non guasterebbe. Perchè non sia catafascio.