Colpo di scena sull'allarme Blue whale, le Iene ammettono l'errore. E' bufera

La Iena ha ammesso che le conversazioni con le mamme russe che avevano appena perso i figli e i filmati dei suicidi sono false

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TiscaliNews

“Le Iene” nella puntata del 14 maggio scorso hanno messo in onda un servizio - autore Matteo Viviani - che tratteggiava uno scenario inquietante: la diffusione, anche nel nostro Paese, del fenomeno del “gioco del suicidio”, il cosiddetto Blue Whale, che dalla Russia, dopo aver provocato stragi tra i giovani, è giunto in Italia, mettendo a rischio la vita dei nostri ragazzi. Quel servizio video aveva sconvolto gli italiani.

Selvaggia Lucarelli

Ma in una intervista rilasciata a Selvaggia Lucarelli e pubblicata sul Fatto, Viviani ha ammesso che quel servizio è, in buona sostanza, una bufala e che erano falsi i video in cui si mostravano adolescenti che si lanciano dai palazzi. “Me li ha girati una tv russa su una chiavetta e ammetto la leggerezza nel non aver fatto tutte le verifiche, ma erano comunque esplicativi di quello di cui parlava il servizio”, ha confessato la Iena alla Lucarelli. Che poi gli ha fatto notare che “questo non è giornalismo”.

La Iena respinge le accuse

La Iena respinge le accuse di aver innescato un meccanismo di emulazione con il suo servizio: “Non posso praticare l'omertà su un argomento e se ho contribuito a salvare anche una sola persona, il mio è stato un lavoro prezioso”. Il social game partito dalla Russia, tra sospetti di fake news e minaccia reale, con tanto di elenco di consigli della Polizia Postale per evitare il pericolo, è solo l'ultimo esempio di sfide folli, violente, autolesionistiche o anche mortali tra teenager che si diffondono da anni online, e non solo.  

Giovanissimi salvati dalla polizia

Resta il fatto che molti sono stati i giovanissimi salvati da questo gioco dalla polizia: l’ultimo caso di tentato suicidio è stato registrato proprio in queste ore dalle agenzie italiane. "Sei entrata nel 'Blue Whale'", adesso "non puoi ritirati" e "l'ultima prova da superare è buttarti da un edificio alto". Sono le indicazioni date da a una 16enne catanese da un coetaneo della provincia di Cosenza, identificato e denunciato dalla polizia postale di Catania per istigazione al suicidio. Le indagini erano state avviate dopo la denuncia di una ragazza sulla partecipazione di una sua amica alla pratica del 'Blue Whale'.