Arancio o giallo? Regioni divise sulle regole ma cresce la paura per le varianti. In arrivo nuovo decreto Covid

La Conferenza delle Regioni si è chiusa senza un reale accordo ma lunedì si riunisce il Consiglio dei ministri per un nuovo decreto, il primo dell'era Draghi

Foto Ansa
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TiscaliNews

Fra le richieste di un nuovo lockdown da una parte e quella più mite di una zona arancione nazionale dall’altra, alla fine si è deciso solo un cambio di passo sulle norme che determinano i colori delle Regioni. Nuove regole per evitare continue variazioni e decisioni basate finalmente su parametri più oggettivi. Il tutto senza però abbassare la guardia perché le varianti corrono e impongono strette mirate ed immediate. Le Regioni chiedono questo al nuovo governo: una diga ai contagi che rischiano di aumentare progressivamente, ma anche misure che tengano conto dell'oggettiva realtà dei casi sul territorio.

Lunedì Cdm: sul tavolo nuovo decreto Covid

Intanto, da una nota di Palazzo Chigi, è emerso che un Consiglio dei ministri è convocato per lunedì prossimo 22 febbraio, alle 09,30 per l'esame del Decreto-Legge relativo a “Ulteriori disposizioni urgenti in materia di contenimento dell'emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Arancio o giallo?

Sulla possibilità di una Italia tutta arancione, o di restrizioni omogenee per l'intero territorio nazionale, si registrano tuttavia dissensi all'interno della Conferenza delle Regioni. Sulla proposta avanzata dal presidente Stefano Bonaccini concordano la Toscana, la Campania, la Lombardia, ma il vicepresidente della Conferenza Giovanni Toti, governatore ligure, ha espresso la sua contrarietà. "Il paese si aspetta di ripartire", ha detto. E ha proposto una zona gialla nazionale, dunque con aperture di ristoranti, sport e spettacolo, e di estendere i passaggi di colore soprattutto a livello provinciale e comunale. Dissidi insomma anche se tutte le regioni concordano su una comunicazione tempestiva delle misure. E davanti ad un'ipotetica Italia tutta arancio oggi ha tuonato anche il leader della Lega Matteo Salvini. "Basta con gli annunci, gli allarmi e le paure preventive che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, se ci sono zone più a rischio si intervenga in modo rapido e circoscritto, si acceleri sul piano vaccinale ma non si getti nel panico l'intero Paese", ha scritto su Facebook stigmatizzando "lockdown ingiustificati e generalizzati".

Dati allarmanti

Il contagio però sembra non dare tregua in un Paese che in questi giorni ricorda che è trascorso un anno dai primi casi, dalle prime zone rosse di Vo' e Codogno, simbolo di un'Italia che combatteva col virus in prima linea. A distanza di un anno i dati ora sembrano stabili, ma si tratta sempre di grandi numeri con 14.931 contagi oggi e 251 vittime. E ancora un boom di positivi in Veneto (1244) e in Lombardia (3019). E proprio queste due Regioni sono nel gruppo di 10 (con Emilia-Romagna, Campania, Piemonte, Lazio, Sicilia, Toscana, Puglia e Liguria) dove si sono registrati l'85% dei contagi da inizio pandemia.

Le varianti si diffondono

Le varianti corrono e impongono nuove zone rosse con la Regione Lazio che tenta di frenare l'avanzata della variante inglese che ora è vicina alla capitale: due zone di massima restrizione sono state decise a Colleferro e a Carpineto romano e si aggiungono a Roccagorga, dove già da giorni vige la serrata. Lockdown per variante anche in un comune del Sassarese. E si registra anche il primo morto da variante brasiliana: un uomo di 67 anni deceduto all'ospedale di Chieti dopo essere rientrato dall'Umbria.

A rischio la mobilità fra Regioni

Una delle prime decisioni che dovrà prendere il governo sarà quella sullo stop della mobilità tra Regioni col decreto che scade il 25 febbraio: l'intenzione, visti i dati, è quella di prorogare il blocco almeno fino la 5 marzo quando scade il dpcm attuale che norma le misure anti Covid. Misure che qualcuno vorrebbe alleggerire: il Campidoglio per voce del neoassessore al Commercio Andrea Coia porterà al tavolo del prefetto di Roma e poi del governo la richiesta di consentire la ristorazione anche serale in fascia gialla. "Servirebbe anche e soprattutto ad evitare quegli assembramenti in strada", dice il neoassessore. Ma gli assembramenti, alla vigilia di tre nuove regioni arancio (Campania, Emilia-Romagna e Molise che si aggiungono a Abruzzo, Liguria, Toscana, Umbria, Trento e Bolzano) e complice il bel tempo, anche in questo sabato si sono registrati ovunque. Scene di folla, strade chiuse, transenne. Nonostante l'appello dell'Iss: “State a casa”.