L’annuncio di Draghi: “La terza dose del vaccino Covid sarà necessaria”. Allo studio tempi e fasce

Il premier ha spiegato che si procederà per importanza, fragilità ed età. Il presidente dell’Iss, Brusaferro: siamo ancora in pandemia, serve prudenza

L’annuncio di Draghi: “La terza dose del vaccino Covid sarà necessaria”
Mario Draghi (Ansa)
TiscaliNews

In due settimane i vaccini somministrati sono aumentati di un terzo. Comincia a vedersi la spinta del Green pass, ma rimane una grossa fetta di irremovibili: sono ancora 7 milioni e 600mila gli italiani che non hanno fatto neanche una dose. E sono quelli tra i 30 e i 49 anni che fanno più resistenza. Mentre tra i più giovani l'adesione è alta: l'80,5% nella fascia tra i 20 e i 29 anni si è immunizzato. Il desiderio di socialità spinge la campagna anche tra i teenager: 3 milioni di ragazzi tra i 12 e i 19 anni hanno fatto le due dosi, il 68,27% ha già fatto la prima.

Sono in totale 88 milioni i vaccini finora somministrati, con l'81,9% della popolazione over 12 che ha completato il ciclo. Una percentuale che sfiora l'86% se si considera chi ha fatto almeno una dose. Se nella prima settimana di ottobre sono stati 830mila i vaccini, in quella appena conclusa sono stati oltre 1,2 milioni (il 35% in più). E di queste 345mila sono state prime dosi. Ma il 17,75% tra i 30 e i 39 anni e il 17,52% tra i 40 e i 49 anni sfuggono ancora. In numeri assoluti è quest'ultima fascia (40-49) ad avere il numero più alto di non vaccinati: 1.539.524, mentre gli italiani tra i 30 e i 39 anni senza prima dose sono 1.205.796.

Un'ampia fetta della popolazione attiva, che ha scelto di effettuare i tamponi per ottenere il Green pass. Ma anche se le misure attualmente in vigore sono valide fino al 31 dicembre, è difficile che sia quella la data del ritorno alla normalità. Il Green pass? "Lo terremo per diversi mesi ancora, secondo me anche per una parte del 2022", ha avvertito il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. Prima, ragiona, "dovremmo riaprire tutto, ad esempio, le discoteche al 100%, poi eliminare la distanza e infine la mascherina. Non bisogna togliere tutto appena si raggiunge il 90% dei vaccinati, quel 90% va mantenuto".

Nel frattempo prosegue la somministrazione delle terze dosi: sono circa 900mila quelle somministrate. "La terza dose sarà necessaria per certe categorie specialmente", ha confermato il premier Mario Draghi, che ha ribadito: "Ciò che è importante è che la campagna di vaccinazione continui ad andare bene. Noi abbiamo vaccinato di più di altri Paesi Ue e a dispetto dell'Inghilterra abbiamo mantenuto delle cautele".

Oltre che alle persone con sistema immunitario debilitato, agli ospiti delle Rsa e agli over 80, il governo ha allargato, a partire dall'8 ottobre, la platea dei destinatari del booster a chi ha altre patologie concomitanti e agli over 60 a distanza di almeno 6 mesi dalla seconda dose, le stesse categorie cioè alle quali viene raccomandata anche la vaccinazione anti-influenzale. Non a caso la struttura del commissario Figliuolo, nell'ultima circolare alla Regioni, ha raccomandato il coinvolgimento dei medici di base e farmacisti, per assicurare la massima capillarità in coincidenza con la campagna contro l'influenza.

Il possibile ulteriore allargamento dovrà essere valutato dall'Aifa, Agenzia italiana del farmaco, poi il dossier dovrà essere oggetto di un parere del Cts, che però al momento non ha riunione fissate. D'altra parte si dovrà tenere conto dell'andamento dell'epidemia. Anche considerando che gran parte degli under 60 ha completato il ciclo vaccinale a luglio, con un'eventuale generalizzazione delle terza dose si partirebbe quindi da gennaio. "In questo momento non sappiamo ancora quanto presto dovremo rivaccinare le persone più giovani per far sì che il virus continui a circolare poco", ha spiegato il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza: "probabilmente ci sarà un po' di tempo per decidere se e quando rivaccinarli, anche perché i giovani sono stati vaccinati dopo rispetto ai fragili e agli anziani".