"Cosmopolis", tra Cronenberg e DeLillo: una storia dal futuro

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Pubblicato il 25/05/12

Milano (TMNews) - Un film destinato a segnare uno spartiacque: questo si annuncia "Cosmopolis", ultimo lavoro del regista visionario canadese David Cronenberg, tratto dall'omonimo romanzo di Don DeLillo. E mentre il film esce a Cannes e in tutto il mondo, con una star globale come Robert Pattinson e tanti altri grandi nomi, da Juliette Binoche a Paul Giamatti, si torna a parlare anche del libro, uscito nel 2003, ma forse realmente comprensibile nella sua grandezza solo oggi, dopo che la crisi finanziaria ha mostrato l'anima fragile, e forse inconsistente, di tutto un sistema economico, impersonato paradigmaticamente dal giovane miliardario Eric Packer. Riletto oggi, il giorno perfetto - nello stesso modo in cui è perfetta una tempesta - del protagonista del romanzo appare una sorta di riedizione dell'Ulisse di Joyce in chiave contemporanea, anzi "troppo contemporanea", come dice, a proposito della vita, una delle amanti di Eric. E anche "Cosmopolis", al momento della prima pubblicazione, dev'essere apparso qualcosa del genere, un evento in anticipo sulla coscienza collettiva, così come le immagini dei molti monitor di cui Eric dispone nella sua limousine, che spesso anticipano la realtà, qualunque cosa questa sia. E la sensazione con qui si rimane è quella, lievemente distonica, che Don DeLillo abbia scritto un piccolo capolavoro, come già accadde nel 1977 con l'incredibile "Giocatori", forse superiore ai suoi romanzi maggiori e celebrati.



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