Il viaggio di Marco Cavallo nel mondo di fuori

Codice da incorporare:
Tiscali

REGGIO EMILIA 26 Nov - Quando lo scorso sabato è arrivato a Reggio Emilia sotto una fitta pioggia, Marco Cavallo era già nella parte finale del suo viaggio. Un tour lungo tutta l'Italia che arriva a quarant'anni dal 25 marzo 1973. Quel giorno un cavallo azzurro di legno e cartapesta alto circa 4 metri uscì per la prima volta dal manicomio di Trieste, dove era stato costruito. L'idea di farne il simbolo della liberazione dei malati di mente da una psichiatria fondata sulla reclusione era venuta al direttore della struttura, Franco Basaglia. Colui che 5 anni più tardi diede il suo nome alla legge che ha chiuso i manicomi e riformato le istituzioni psichiatriche in Italia. Oggi, Marco Cavallo si è rimesso in viaggio per raggiungere un altro obiettivo: l'abolizione degli ospedali psichiatrici giudiziari, gli Opg. Il nostro paese ne conta sei, uno dei quali proprio nella città emiliana.

Tremilaottocento chilometri, 10 regioni, 16 città: sono i numeri del giro d'Italia organizzato dal Comitato stopOPG e Collana180 – Archivio Critico della Salute Mentale. “La partenza è stata a Trieste – spiega il portavoce nazionale di stopOPG Stafano Cecconi - poi Torino, Genova, Livorno, e ancora Palermo e Barcellona Pozzo di Gotto dove c'è un Opg. Napoli e Aversa in altri due Opg dove Marco Cavallo ha incontrato gli internati. Un passaggio a Roma in Parlamento alla Camera e al Senato, a L'Aquila nelle zone terremotate e ancora Firenze e Montelupo Fiorentino. Oggi è il turno dell'opg di Reggio Emilia e di quello di Castiglione delle Stiviere, per poi concludere a Milano prima all'ex manicomio e dopo con le autorità cittadine”.

Anche a Reggio l'arrivo di Marco Cavallo è stato anche l'occasione per un incontro con i 170 internati dell'Opg. Una commissione d'inchiesta del Senato aveva chiesto la chiusura di questo istituto e degli altri 5 già tre anni fa. Ma l'iter è molto complicato, e nel frattempo per sostituirli, è in programma la realizzazione delle Rems, residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza. “Credo che per alcune di queste persone, in alcuni momenti, ci sia bisogno di un luogo di ricovero in cui ci si prenda cura di loro. Per questo non sono contraria all'apertura delle Rems, che però dovranno essere veramente delle strutture di cura dove si entra quando ce n'è bisogno e si esca quando non ce n'è più bisogno, per tornare nel territorio”, precisa il direttore sanitario dell'Opg di Reggio Emilia Valeria Calevro

Il presidente della Repubblica Napolitano, che ha dato il suo personale apprezzamento all'iniziativa, ha definito gli Opg “indegni per un Paese appena civile”. Ed è proprio la dignità dei malati che Marco Cavallo che vuole riconquistare. “Oggi quello che rende di più e che sta determinando la diminuzione di persone negli Ospedali psichiatrici giudiziari – dice Peppe Dell'Acqua del Forum Salute Mentale, tra i curatori della Collana 180 - sono i cosiddetti 'budget di salute', ossia progetti terapeutici riabilitativi individuali. Cioè la volontà di investire una risorsa sulla testa di una persona, e con questa risorsa, che si spenderebbe per gli Opg, costruire un programma che veda coinvolto il Centro di salute mentale e anche altre strutture territoriali per una presenza costante vicino alla persona”.