Ai mercati piacerà Hollande? I quesiti del primo turno in Francia

di meridiani - relazioni internazionali

La reale vincitrice di questo primo turno in Francia è lei, Marine Le Pen. Ora che i risultati diventano ufficiali, il Front National si attesta intorno al 17,9%.  Il risultato è debordante, al di sopra di quello del padre Jean-Marie che nel 2002 arrivò a sfidare al ballottaggio il presidente Jaques Chirac.


L’affermarsi di Marine Le Pen, soprattutto tra i più giovani (pare che un quarto dell’elettorato al di sotto dei trent’anni abbia votato FN), dimostra che nel cuore dell’Europa la crisi sta favorendo l’avanzata di un populismo xenofobo e antieuropeo. Poi c’è François Hollande che arriva al 28,63%, confermando i sondaggi della vigilia. Hollande è indubbiamente il candidato in vantaggio per il secondo turno. In molti hanno segnalato come però i partiti di sinistra non siano arrivati oltre quota 45%. I socialisti, più il Front de Gauche (guidato da Mélenchon) e i Verdi di Eva Joly non arrivano oltre il 42%. Come dovrà dunque muoversi Hollande di qui al secondo turno?


In realtà Jean-Luc Mélenchon, conscio del suo risultato al di sotto delle aspettative, ha già dato il suo appoggio alla causa socialista durante la serata di domenica. Stesso discorso per i verdi. In altre parole Hollande non dovrà “affaticarsi” per ottenere i voti a sinistra del suo partito. Specialmente dopo il successo del Front National. Gli elettori più a sinistra voteranno quasi “automaticamente” per Hollande, in modo da evitare un secondo mandato di Sarkozy e per dare un segnale di risposta forte di fronte a quel 18% dell’estrema destra. Hollande potrà dedicarsi a recuperare l’endorsment ed una quota dell’elettorato di centro.


Lo sconfitto è lui, Sarkozy. La luna di miele con l’elettorato sembra veramente finita e, anzi, in tanti hanno criticato la campagna elettorale del Presidente uscente, nuovamente basata sui temi della sicurezza e dell’immigrazione; una scelta che secondo molti commentatori (e anche secondo Hollande) non ha fatto altro che legittimare gli argomenti di Marine Le Pen. Ora Sarkozy è nell’angolo e si trova nella complessa situazione di dover tentare di recuperare voti al centro e a destra. Il Presidente uscente ha già ripreso a parlare della sua esperienza, della sua forza e dell’orgoglio nazionale “coccolando” gli elettori di Le Pen. Hollande ha quindi il vantaggio di potersi comportare da candidato più “moderato” e pacato.


Il primo turno delle presidenziali in Francia pone tutta l’Europa dinanzi a numerosi quesiti. Quanto è reale in Europa il rischio di un ritorno in auge delle destre xenofobe? Quali “danni” può provocare il sempre più crescente antieuropeismo in seno alle nostre democrazie? Il risultato di Marine Le Pen non lascia da pensare solo ai francesi. I segnali d’allarme sono in aumento nel continente: si pensi al caso Ungherese. Se non si trovano argini definitivi alla crisi, il populismo è dietro l’angolo. Un populismo basato su accesi toni nazionali, che chiederebbe l’uscita dall’euro, che favorirebbe rappresentanti “autoritari” e che andrebbe alla ricerca di colpevoli da punire.


E ancora, l’Europa dei tecnocrati e dell’austerità è pronta ad una vittoria di Hollande e più in generale al potenziale ritorno delle sinistre social-democratiche votate al mantenimento del welfare e di una forte spesa pubblica? Le elezioni francesi sembrano aver improvvisamente ricordato a molti leader politici europei e a diversi osservatori che sussiste ancora oggi una divisione tra la destra e la sinistra. Le ideologie di un tempo saranno pure morte, ma possono esistere ancora due mondi di idee profondamente divergenti.


C’è poi una domanda che potrebbe sembrare capziosa, ma che è in realtà centrale. Ai mercati piacerà Hollande? E’ lui l’”eroe” che smonterà l’asse Parigi-Berlino costruito dalla Merkel? Il candidato socialista promette, in caso di vittoria, politiche molto severe contro la finanza e una tassazione molto aspra per i più ricchi e per i capitali. Senza evocare macchinosi complotti, nell’epoca in cui basta un battito d’ali di farfalla per far impennare lo spread di mezza Europa, Hollande potrebbe rappresentare una “persona non grata” in molte piazze finanziarie.


di Matteo Arisci

24 aprile 2012
 
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