La nuova frontiera del femminismo in Cina: “Occupy Men's Toilets”

di meridiani - relazioni internazionali

Siamo arrivati a un punto tale per cui ci sono delle gioie – e dei dolori - che solo la globalizzazione può regalarci. E non si tratta soltanto dei chicken nuggets del Mc Donald, presenti in ogni angolo del globo. Oggi è il turno degli slogan, frutto di menti veramente geniali, che costruiscono ricchezze immense sulla base di qualche fortunata combinazione di sillabe. Gli ultimi mesi hanno conosciuto l'ascesa di un potentissimo mantra, che sta rivoluzionando il rapporto tra la gente comune e le stanze del potere, scuotendo le fondamenta del sentimento civico occidentale: occupy.


Oggi, mentre tutti ci ricordiamo improvvisamente della bontà del cromosoma XX, c'è un nuovo occupy che minaccia di investire la nostra società. Si tratta dell'ultima frontiera del femminismo, dell'avanguardia della militanza di genere, del non plus ultra delle battaglie rosa. E proviene dall'Oriente, per la precisione dalla Cina, anch'essa tinta di rosa in questa giornata mondiale delle donne.


Lo slogan la dice lunga: “Occupy men's toilet”. Alla faccia dell'Occidente che è ancora ridotto a piantare le tende davanti a Wall Street, la Cina fa sfoggio di una delle sue più grandi doti, il pragmatismo, e lo fa per bocca delle sue donne. Perché enough is enough. Quando è troppo, è troppo. E il tempo di attesa nelle file per le toilettes femminili è spesso troppo, e questa è una delle poche cose certe nella vita di ognuna di noi.


Per questo Li Tingting, 23 anni, studentessa a Pechino, se l'è presa con i bagni pubblici di Guanzhou e ha creato questo movimento avanguardista, che ha proprio uno dei punti focali nel dibattito femminista contemporaneo. Nel 2012 la battaglia per la parità tra sessi non è che un retaggio sessantottino, che per altro si è rivelato inefficace, se non addirittura dannoso. La vera questione è l'empowerment delle differenze di genere: la difesa e il riconoscimento della peculiarità, che si riflette nelle grandi manovre sociali così come nelle più banali infrastrutture pubbliche.


Tralasciando inutili sofismi, Li e le sue alleate sono partite da un pugno di dati inconfutabili. Prima di tutto il fatto che le donne spendono nei bagni pubblici circa 3 volte il tempo impiegato dalle loro dolci metà; in secondo luogo la maggiore percentuale di donne che usano i bagni pubblici rispetto agli uomini, data l’impossibilità tecnica per il genere femminile di fare altrimenti.


Sulla base di questi complicati calcoli, le temerarie studentesse cinesi hanno deciso che la ratio 1:1 nelle dimensioni delle restrooms per ladies e gentlemen è del tutto inappropriata e che sarebbe necessario passare almeno all'1:2. Le agguerrite fanciulle si sono piazzate nelle toilettes maschili, bloccandole ogni 10 minuti e facendovi confluire parte delle sfortunate impazienti in coda per i bagni femminili. E dato che l'esperimento a Guanzhou si è rivelato un successo, hanno replicato lo scorso sabato a Deshengmen (Pechino), per onorare a loro modo l'apertura della sessione dell'Assemblea Nazionale.


La cosa interessante è che non hanno incontrato alcuna resistenza da parte degli esemplari XY che si sono visti rubare il posto da vecchiette incontinenti. E a confermarlo è addirittura China Daily, che oggi ha pubblicato i risultati di un'indagine fatta da Sina Weibo secondo la quale l'84% dei netziens appoggia il movimento Occupy Men's Toilets.


A quanto pare i governo locale di Guanzhou ha già preso provvedimenti in tal senso, e se anche China Daily ha dato la sua benedizione significa che ai piani alti l’iniziativa sta riscuotendo consensi. Non è ben chiaro il perché, e verrebbe quasi da pensare che anche i leader cinesi – come il 90% della popolazione maschile mondiale – si siano stufati di aspettare fuori dai bagni le loro consorti  e abbiano deciso di cogliere al balzo l'occasione offerta da Occupy Men's Toilets.


Ad ogni modo i risultati sembrano essere positivi e non resta che congratularci con le colleghe cinesi che hanno avuto il coraggio di rivisitare uno dei pilastri dell'ideologia maoista. Il Grande Timoniere Mao Zedong aveva  a suo tempo riconosciuto che “women hold up half of Heaven” e chissà se oggi sarebbe disposto a regalare loro più del 50% degli spazi per le toilettes. Secondo me sì.


 


di Chiara Radini


 


Photo Credit: Ralphrepo/ Flickr CC

08 marzo 2012
 
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