

Rivolgersi sempre al medico, assumerli solo quando servono, non interrompere o prolungare una cura di propria iniziativa: per un uso sicuro dei farmaci è necessario seguire alcune regole precise. Il loro impiego sbagliato può avere conseguenze dannose sulla salute, soprattutto negli ultra 65enni, i maggiori consumatori di medicine. Dopo questa età gran parte dei ricoveri ospedalieri è dovuta proprio alle reazioni avverse ai farmaci (soprattutto antiinfiammatori e aspirina, ampiamente utilizzati dagli anziani e acquistabili anche senza ricetta medica, ma anche diuretici e altre molecole per disturbi cardiovascolari, lassativi e benzodiazepine).
Tanto che per prevenire e ridurre i rischi legati al cattivo uso dei farmaci, la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria ha stilato tempo fa un decalogo, una serie di raccomandazioni sempre valide, diffuse anche dal Ministero della Salute, che il medico e il farmacista dovrebbero conoscere bene, per trasmetterle in modo chiaro al paziente.
La prima regola fondamentale è quella di non assumere mai medicinali senza la prescrizione del medico. Se un farmaco avanza non dovrebbe essere ripreso senza il parere del curante, anche se sintomi e fastidi sono simili a quelli accusati la volta precedente. Patologie diverse possono a volte manifestarsi in modo simile, ma richiedere trattamenti differenti.
Essenziale è usare sempre il dosaggio minimo efficace, senza fare di testa propria, evitando l'abuso del farmaco, così come l'utilizzo inadeguato o insufficiente: in agguato ci sono effetti collaterali (come problemi gastrointestinali, a volte seri, o reazioni avverse di diverso genere), resistenza agli antibiotici o inefficacia della cura. Vanno rispettati anche la modalità di assunzione (prima o dopo i pasti, a seconda della molecola, che può essere inattivata dagli enzimi digestivi), la durata della cura e gli orari.
I farmaci, forse non tutti lo sanno, vanno tenuti in ordine, sempre nello stesso posto e dentro le loro confezioni originali (che portano stampata la data di scadenza), con il foglietto illustrativo, ricco di informazioni importanti. Si tratta di una precauzione da non sottovalutare, perché spesso ci si dimentica a cosa serve un medicinale conservato senza la sua scatola. E' poi consigliabile conservarli in luoghi freschi e asciutti, lontano da fonti di calore e dalla luce, evitando il bagno o la cucina, perchè troppo umidi. Alcuni medicinali devono invece essere conservati in frigorifero, in genere a una temperatura compresa fra 0° e +4° centigradi (non nel freezer!).
Osservare la data di scadenza è un'altra regola importante: un farmaco scaduto non comporta, di solito, il rischio di effetti nocivi, ma la possibilità di azione terapeutica è ridotta o assente. Quando si inizia una nuova cura è importante chiedere sempre quali sono gli effetti indesiderati più comuni, segnalandoli tempestivamente al proprio medico. D'altra parte il medico dovrebbe sempre spiegare molto bene ogni cambiamento della terapia, assicurandosi che il paziente abbia capito, per evitare che, soprattutto se molto anziano, prenda contemporaneamente la medicina vecchia e quella nuova per paura di sbagliare.
E se si prendono più farmaci contemporaneamente? In questa situazione, più frequente ancora una volta nella persona anziana, spesso affetta da più malattie, è necessario conoscere le possibili interazioni tra le diverse medicine (alcuni antibiotici possono, per esempio, ridurre l'efficacia della pillola anticoncezionale, a sua volta ridotta dall'abuso di lassativi). Se le cure da seguire sono croniche, è necessario invece verificarne periodicamente con il proprio medico la necessità e l'utilità di continuarle, così come eseguire esami di controllo specifici (come le prove di funzionalità epatica in caso di terapia con antidepressivi).
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