

Un terzo della popolazione mondiale adulta e 15 milioni di italiani sono ipertesi: insieme a fumo di sigaretta, colesterolo elevato, obesità e diabete, l’ipertensione è uno dei fattori di rischio cardiovascolare, tra i principali responsabili di infarto del miocardio e ictus cerebrale, ma anche di insufficienza renale e malattie della retina.
Malgrado questi concetti siano ribaditi da anni, il “killer silenzioso” (chiamato così perchè solo raramente la pressione alta provoca sintomi come mal di testa, ronzii alle orecchie, palpitazioni e vertigini) è in aumento, soprattutto per la maggiore diffusione dell’obesità, la tendenza all’abuso di sale a tavola e la sedentarietà, ma nel 90% dei casi non è possibile identificare una causa scatenante (ipertensione essenziale).
Stando a studi recenti condotti nel nostro paese, non più del 20-25% dei pazienti ipertesi raggiunge con i farmaci i valori di 130/80 mmHg, considerati ottimali per la prevenzione degli eventi cardiovascolari e renali, spesso per le difficoltà nel mantenere una corretta aderenza alla terapia prescritta, mentre il 2-5% è resistente a qualsiasi terapia medica. “Si parla di ipertensione resistente o refrattaria quando i valori pressori rimangono superiori o uguali a 140/90 mmHg, malgrado l’impiego di almeno tre farmaci antipertensivi a dosaggi adeguati (incluso un diuretico).- afferma professor Alberto Morganti, presidente della SII, in occasione di un incontro in Senato. - “Per l'ipertensione resistente o refrattaria è oggi disponibile una procedura chirurgica mininvasiva, chiamata denervazione simpatica renale selettiva (RDN), che per via endovascolare agisce sul legame, documentato ormai da numerosi studi scientifici, tra fibre nervose del sistema nervoso simpatico presenti nel rene e pressione sanguigna.
La denervazione simpatica renale consiste quindi nel disattivare in modo selettivo parte delle terminazioni nervose che decorrono lungo le pareti delle arterie renali, portando a una riduzione duratura della pressione sanguigna. La procedura, molto semplice, indolore, eseguibile in sedazione leggera e della durata di circa 40 minuti, prevede l'impiego di un catetere particolare per ablazione (che dall’arteria femorale arriva fino alle arterie renali), dalla cui estremità viene erogata energia a radiofrequenza a bassa potenza, in grado di disattivare le terminazioni del nervo simpatico, senza danneggiare il vaso. In pratica questo nuovo approccio terapeutico è un semplice intervento chirurgico endovascolare, simile all'’angioplastica, più efficace e sicuro rispetto alla chirurgia tradizionale.
Le conferme sull'efficacia della metodica arrivano dalla letteratura scientifica: in particolare dallo studio multicentrico Symplicity HTN 2 (il secondo di un programma di studi ancora in corso per valutare l’efficacia e la sicurezza della denervazione renale), condotto in 24 centri in Europa, Australia e Nuova Zelanda su 106 pazienti con ipertensione resistente trattati farmacologicamente e pubblicato nel novembre 2010 sulla rivista Lancet (http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(10)62039-9/abstract), ha dimostrato riduzioni medie della pressione arteriosa nell’ordine di 32 e 12 mm Hg dopo 6 mesi e l'assenza di effetti indesiderati.
Per ora l'impiego della denervazione è limitato alle forme più gravi e resistenti di ipertensione, ma in futuro potrà essere ampliato anche ad altre patologie, come il diabete o le malattie renali croniche. I pazienti con ipertensione resistente rappresentano la popolazione più a rischio di complicanze renali e vascolari, con costi sociali molto alti.
Anche in assenza di sintomi, è consigliabile sottoporsi a un controllo periodico della pressione arteriosa (dal proprio medico o in farmacia, oppure da soli a casa propria). Se i livelli sono troppo alti, è obbligatorio cambiare stile di vita, riducendo il consumo di sale, smettendo di fumare, evitando l’abuso di alcol, controllando il peso e svolgendo un’attività fisica regolare, tutti accorgimenti utili anche per prevenire i rialzi pressori. La terapia medica (associata sempre al corretto stile di vita) è necessaria quando questi rimedi non sono sufficienti a regolarizzare la pressione.
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