

Dolori addominali, nausea, vomito, gonfiore, stanchezza cronica, stitichezza o diarrea: sembra malattia celiaca, ma in gioco potrebbe esserci un altro disturbo, definito semplicemente “Sensibilità al glutine”. Colpisce in Italia il 6 per cento della popolazione, rispetto all'1 per cento della celiachia e va ad arricchire l'elenco delle intolleranze alimentari ad alcuni cereali, come frumento, orzo, farro e avena. Tra gli altri sintomi, ci sono anche il dolore alle articolazioni, la cefalea, gli eczemi della pelle e i disturbi dell'umore, con instabilità e depressione.
A segnalare la nuova patologia sono stati pochi mesi fa i gastroenterologi, riuniti a Londra alla “ First consensus conference on gluten sensitivity”, ma in particolare la segnalazione arriva da uno studio pubblicato su BMC Medicine (http://www.biomedcentral.com/content/pdf/1741-7015-9-23.pdf e http://www.biomedcentral.com/1741-7015/9/23/abstract), che finalmente ha dato una risposta a tanti pazienti sospettati finora di essere celiaci, ufficializzando così l'esistenza della “gluten sensitivity”. Le differenze tra questo disturbo e altre intolleranze a questo prezioso cereale (come la malattia celiaca e l'allergia al grano), riguarderebbero i meccanismi molecolari, il tipo di risposta immunitaria e la sua possibile evoluzione.
Nella sensibilità al Glutine i test sul sangue per la ricerca di alcuni anticorpi caratteristici della celiachia sono negativi, così come il prick test e il Rast (positivi invece nell’allergia al grano). Negativo è anche l'esame istologico dell'intestino tenue (ottenuto con la biopsia nel duodeno eseguita durante la gastroscopia): la mucosa intestinale è infatti normale e non mostra i danni tipici della malattia celiaca, anche se l’intestino è infiammato.
Non solo, ma mentre nella celiachia si ha un meccanismo
auto-immune, per cui il sistema immunitario dell’organismo attacca l’apparato gastrointestinale in presenza di glutine, e nell’allergia al grano si ha una reazione mediata da anticorpi specifici (IgE), nella sensibilità al glutine è coinvolto il sistema innato di difesa dell’organismo, senza che vengano interessate le barriere difensive intestinali.
La reazione al glutine è immediata, da poche ore ad alcuni giorni tra l’introduzione delle sostanze sensibilizzanti e l’insorgenza dei sintomi. Nella celiachia i danni possono invece manifestarsi dopo mesi o addirittura anni. La soglia di tolleranza al glutine è però individuale: una persona può avere problemi mangiando un solo boccone di pasta, mentre altre riescono a consumare in abbondanza alimenti ricchi di glutine senza avere conseguenze. La sensibilità può aumentare nel corso della vita o scomparire naturalmente senza lasciare danni, a differenza della celiachia in cui esiste un effetto cumulativo.
Pur non trattandosi di celiachia, la dieta priva del glutine ha comunque un suo ruolo e porta alla scomparsa dei sintomi. A differenza della malattia celiaca, in cui la dieta aglutinata rappresenta l'unica cura e deve essere seguita per sempre, nella sensibilità al glutine l'eliminazione del glutine può però essere solo temporaneo, dato che il disturbo può scomparire in qualsiasi momento.
Ma qual è la causa della sensibilità al glutine nelle persone sane?Secondo gli esperti si tratta di una malattia del mondo moderno, dovuta al consumo di alimenti particolarmente ricchi di glutine, come il grano che utilizziamo oggi, ad alta resa: grani iperconcimati, che contengono una quota di glutine maggiore rispetto al normale e in cui sono presenti componenti tossiche.
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