Ma quale censura!? Il passaggio a La7 gioverà alla Dandini

di Mariano Sabatini

Tutti gli scongiuri augurali del caso per il debutto di Serena Dandini su La7, domani nientemeno in prima serata, con The show must go off. Avrà anche degli appuntamenti nel preserale nel fine settimana, nella collocazione dell’ottima Geppi Cucciari. Auguri e gesti apotropaici, dicevo, perché abbiamo gran bisogno di satira, anche in questo clima postberlusconico in cui ci sentiamo cooptati d’ufficio nel club londinese inaugurato dal premier Monti e dai suoi collaboratori.

Alla satira è demandato il compito, non trascurabile, di mantenere desta l’attenzione, cogliere le incongruenze, individuare e magari spianare le supponenze... in poche parole, ci aspettiamo dalla satira quello che il giornalismo, per le contiguità col potere, non riesce più a fare: tenere a bada il Palazzo. A Serena Dandini piace ventilare l’ipotesi che il suo lavoro sia guardato male, con sospetto. Per le quiete irriverenze da salotto a cui ci ha abituato? Ci sarà stato, non lo nego, qualche sopraciglio sollevato dinanzi alle imitazioni di Parla con me (per diverse stagioni, anche con governi avversi, su Rai3), lontani però i tempi e la corrosività di Tunnel, Avanzi, Pippo Kennedy Show. Lontani, anzi allontanati da tempo, i fratelli Guzzanti che - loro sì! - garantivano ulcere al settimo piano di viale Mazzini. Chi davvero incide nel profondo, vedi Daniele Luttazzi, viene esiliato e mantenuto al confino. 

Per quanto concerne Parla con me, al lieve fastidio dovuto ai contenuti spettinati, per completare l’opera di normalizzazione compiuta da Lorenza Lei , si è aggiunto il problema dei costi Fandango.
Bene, ora a La7 con l’amico Paolo Ruffini, Serena Dandini dice di volersi rinnovare, facendosi supportare da giovani autori (in Rai ne aveva una caterva) e nuovi talenti. Vivaddio, era ora!  Nelle interviste di annuncio, la conduttrice sostiene di sentirsi pronta ad affrontare la prima serata del sabato, di aver tutto quel che serve, anche perché le basterà fare un po’ più della media di rete, parole sue, 1,5% di share. Quella stessa rete che però veleggia intorno al 10% con il tg di Mentana e al 12% con il perfetto Italialand di Maurizio Crozza, in grado con la sua interpretazione di regalare una personalità ad uno scoloritissimo Bersani.Dunque, a ben vedere, forse gli obiettivi d’ascolto dovrebbero essere altri.

Se Parla con me era un fulgido esempio di tv della resistenza (soprattutto a loro stessi), sarebbe bellissimo se The show must go off riportasse la banda Dandini ai fasti del passato. E del futuro. La stagione è quella che è, con un po’ di sana cattiveria, tuttavia...


13 gennaio 2012
 
Diventa fan di Tiscali su Facebook
 
 
 
  

Segui Tiscali su:

Comunica con i servizi Tiscali:

Informati con Tiscali:

Cerca le aziende e servizi della tua città

Sei a:
Cerca:
 
Le rubriche

Né di qua né di là

Le rubriche
Importanti firme commentano i principali fatti di cronaca, economia, società e ambiente

Incontra online milioni di single!

Sono:
Dove:
Età:       
© Tiscali Italia S.p.A. 2012  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali