Mi permettete di parlare con voi di calcio, come a una puntata di "Controcampo"?

di Giampiero Mughini

Confesso che ieri, domenica 26 febbraio, m'è mancato molto di non esserci alla puntata di "Controcampo", la trasmissione Mediaset di cui sono stato ospite per tanti anni, un'esperienza professionale che ho chiuso due anni fa. Il calcio è uno sport bellissimo, e gli imbecilli che dicono di non amarlo non sanno che cosa si perdono. E quanto alla domenica sera, è difficile che ci sia un argomento da commentare in televisione più caldo e importante di quel che è successo sui campi verdi della serie A, un gioco e uno sport che coinvolgono circa trenta milioni di italiani. Domenica 26 febbraio avrei tanto ma proprio tanto voluto chiacchierare del Milan-Juve del sabato precedente e di quel che è successo in campo e fuori dal campo. 


Bellissima partita, non solo rovente. Premetto che in termini di lealtà sportiva, avrei preferito che Ibrahimovic ci fosse (eccessiva la sua condanna a tre giornate). Ovvio riconoscere che un Milan astrale ha dominato per 60 minuti buoni. Ovvio che se il gol validissimo di Miuntari fosse stato riconosciuto da guardalinee ed arbitro e il Milan fosse andato sul 2-0, sarebbe stato difficilissimo per la Juve rimontare e pareggiare, e che di tutto questo giocatori e tifosi del Milan siano furenti. Per quel che mi riguarda, ancora una volta mi tolgo il cappello innanzi alla squadra e alla società rossonere, gente che ha fatto la storia del calcio italiano e che (a differenza di altre squadre) s'è cucita sulle maglie scudetti sempre meritati e strameritati.


E invece non vanno bene certi atteggiamenti e certe parole usate ai bordi del campo o negli spogliatoi o ai microfoni televisivi. Dico subito che non mi riferisco all'intemerata in diretta di Carlo Pellegatti contro Antonio Conte. Conosco Carlo, so che è un bravissimo ragazzo e che quelle espressioni gli sono scappate in un momento di esaltazione e rabbia. Leggo da qualche parte che Conte ha intenzione di querelarlo. Se potessi direi a quello che chiamo "il capitano" (perché ai miei occhi continuava lui ad essere il capitano e anche se la Juve aveva affidato la fascia di capitano ad Alex Del Piero) di ripensarci e lasciar perdere. Le scuse fatte da Pellegatti bastano e avanzano. Di querele i tribunali italiani sono già intasati. Scuso meno Galliani per tutto quanto ha inveito contro la Juve. Da un uomo esperto come lui non mi aspettavo che offendesse quelli che fanno il suo stesso mestiere in altre squadre. E poi la questione è di fondo. Non è che ogni volta si possa trasformare il risultato di 90 minuti di calcio nella terza guerra mondiale.


Quelli del Milan accusato la Juve di "arroganza". A dire il vero sabato sera nessuno si è tirato indietro in fatto di arroganza. Può darsi che Conte e la Juve avessero ecceduto in lamentele per il rigore e mezzo che la Juve non aveva avuto nella partita contro il Parma, e anche se ammetterete che sia un po' strano che in questo campionato che sta dominando dalla a alla z (con un possesso palla per partita del 61 per cento), la Juve abbia avuto in tutto un solo rigore a favore. Detto questo, pensare che guardalinee ed arbitro (il miglior arbitro italiano) abbiano sbagliato perché intimoriti dalle lamentele juventine di un paio di domeniche fa, mi sembra da babbei. Succede che gli arbitri sbaglino nel valutare le cose del campo. Talvolta sono sbagli grossolani. Talvolta sbagliano a favore dei tuoi beniamini, talvolta contro. Solo che il torneo si gioca in 38 partite e alle fine i conti si bilanciano


Quanto agli errori dell'arbitro in Milan-Juve sono stati fondamentalmente tre. Avere annullato un gol buonissimo del Milan, non avere espulso Mexes per il gran cazzottone dato a Borriello, avere annullato un gol buonissimo della Juve. Vedo che Gigi Buffon viene criticato per avere ammesso che se avesse visto che la palla era dentro non lo avrebbe confessato all'arbitro. Qualcuno arriva a dire che Buffon non merita più la nazionale. Ecco, se Buffon avesse ammesso che la palla era dentro e poi l'arbitro non espelleva Mexes e poi non convalidava un gol buonissimo di Matri, Buffon sì o no avrebbe vinto l'Oscar per il giocatore più fesso al mondo? Plachiamoci. Evviva il grande Milan, evviva il calcio, evviva noi che lo amiamo. E vinca il migliore, com'è sempre stato.

27 febbraio 2012
 
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