

Non sono un elettore del Pd. Se il Pd fosse quel che io mi aspetto da un partito di centro-sinistra, ossia una forza politica e culturale fondamentalmente liberale e libertaria, dal profilo nettamente riformista, un partito che dice chiaramente le due o tre cose che si possono fare a rendere meno incivile la nostra società e senza mai promettere di "far sognare nessuno", e questo perché la politica di un Paese che sta attraversando una crisi economica epocale ha niente a che vedere con i sogni, allora io quel partito ci andrei di corsa a votarlo.
Ripetiamolo per l'ennesima volta. La tragedia politica dell'Italia recente non stava nel fatto che Silvio Berlusconi vincesse una volta e mezzo su due, stava nel fatto non esisteva l'alternativa costituita da un partito come quello che ho connotato sopra. L'unica alternativa possibile in un Paese indebitato fino al collo e segnato sino all'altro ieri da guerre civili striscianti. Non esiste alcuna alternativa consistente nel fare "sognare" la gente o nel "dire qualcosa di sinistra", una stupidaggine che non finisce mai: semmai il punto starebbe nel "fare" qualcosa di sinistra ma allora bisognerebbe dire esattamente che cosa e se la maggioranza del popolo italiano è d'accordo.
La sto facendo lunga. E comunque sapete di che cosa sto parlando. E cioè delle "primarie" di Genova, dove i candidati diciamo così ufficiali del Pd erano due, uno dei quali l'attuale sindaco Marta Vincenzi, un personaggio visibile e autorevole della città . Bene, a vincere è stato il candidato promosso dalla consorteria di Nichi Vendola, il professor Marco Doria, di cui non so nulla se non che fino all'altro giorno era iscritto a Rifondazione comunista e che di certo è una bravissima persona. Il punto però è un altro. Chi è l'uomo che lascia le sue impronte digitali suil'attuale fisionomia del Pd, Pier Luigi Bersani o Nichi Vendola? Non è mica la stessa cosa, non lo è per niente.
Bersani è l'uomo che sta appoggiando il governo Monti, e a mio giudizio fa benissimo perché per l'Italia fuori dal governo Monti c'è solo la strada che conduce al disastro greco. Vendola è invece uno che al governo Monti tira calci agli stinchi, che invita il popolo di sinistra a "sognare", che vorrebbe di tutto e di più e anche se nessuno di noi sa che cosa (e credo neppure lui). Ebbene tutte le volte che nel Pd Vendola presenta e promuove un suo candidato, quel candidato ha la meglio sul candidato ufficiale del Pd. E' successo in Puglia, è successo per la candidatura ai sindaco di Milano di Giuliano Pisapia, è successo per la candidatura a sindaco di Napoli dell'ex magistrato Luigi De Magistris, è successo per la candidatura a sindaco di Cagliari di Massimo Zedda. Se le cose stanno così, e beninteso non è che io stia facendo delle riserve sulle ottime persone candidate da Vendola, il Pd è un partito che assomiglia di più a Bersani o è un partito che assomiglia di più a Vendola? Meglio ancora, un partito può essere le due cose insieme, far convivere le due anime, mettere assieme l'appoggio a Monti e i calci negli stinchi a Monti? In una città complessa come Genova, è pensabile che il candidato sindaco sia un ex iscritto a Rifondazione comunista? Ovviamente la mia risposta è un no su tutta linea. Lo stesso no pronunciato dall'ala liberal del Pd. Quella che il partito lo vorrebbe esattamente tale e quale lo vorrei io. Solo che la buona parte del "popolo di sinistra" non lo vuole così. A questo modo va a finire che rivince Berlusconi. Mamma mia che Paese.
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