Fascisti contro antifascisti? No, idioti contro idioti

di Giampiero Mughini

Sembrerebbe la cosa più semplice del mondo. Ricordarsi oggi e portare il lutto per tre ragazzi romani massacrati innocenti nel gennaio 1978, al tempo degli anni di piombo e della guerra civile tra i ragazzi italiani appartenenti alle due opposte fazioni politiche. Era successo in quell'anno maledetto che alcuni giovani appena usciti da una sezione del Msi romano nel quartiere Appio-Tuscolano, la sezione di Acca Larentia, fossero stati presi a bersaglio da due sconosciuti arrivati a bordo di una motoretta armari di una mitraglietta Skorpion. Due terroristi rossi, ovvio. Ne falciarono due di quei ragazzi "neri", Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta.


Poche ore dopo i ragazzi di destra del quartiere organizzarono una manifestazione di protesta e cordoglio per i loro camerati. La polizia gli si schierò contro. Mi immagino pietre e insulti e tutto. Qualche idiota della polizia sparò ad alzo zero. Un terzo ragazzo di destra, Stefano Recchioni, venne colpito e cadde. Morto nelle braccia di Francesca Mambro, che aveva allora 19 anni, che ha poi avuto un destino terrificante di terrorista di destra, che lo ha pagato con venti anni di carcere e che oggi non ha più nulla a che vedere con quella che era nel 1978. Una donna che abita vicino casa mia e che è mi è amica. Lei, suo marito Giusva Fioravanti e la loro figlia, la deliziosa Arianna.


Succede che nel'anno in cui stiamo vivendo, il 2012, il Comune di Roma decida di ricordare e commemorare quei tre morti ventenni, vittime innocenti del tempo della furia e dell'odio. Vittime loro come tanti della sinistra, niente di più semplice che ricordarli con i loro nomi di vittime e alzarsi il cappello. Voglio sperare che voi che mi state leggendo siate d'accordo, che non siate abituati a distinguere tra le vittime di serie A e quelle di serie B a seconda delle vostre opzioni politiche. Spero che non distinguiate tra morti "fascisti" e morti "antifascisti", perché è una distinzione da imbecilli. Gli innocenti sono sempre innocenti, e ve lo sta dicendo uno che è sempre stato "antifascista" ma che non se ne vanta nemmeno un po', perché oggi tutto questo non ha più senso da quanto il secolo è cambiato.


Ebbene, nella Roma del 2012 a proposito di quella commemorazione succede il finimondo, le due fazioni si riarmano l'una contro l'altra. Scendono in strada gli idioti patentati, quelli che si definiscono "antifascisti" e sono invece solo dei tipi belluini che declamano l'orrenda parola d'ordine che di morti ammazzati come ad Acca Larentia ce ne vorrebbero dieci o cento o mille. Idioti sesquipedali, nullità al 300 per cento. Da quell'altra parte non è che scherzino. Cambiano la targa apposta dal Comune e scrivono che i tre morti di Acca Larentia sono stati uccisi dall' "odio comunista" e dai "servi dello Stato". Sono stupidaggini ideologiche che non significano nulla. Quelli che erano armati di mitragiette e che assassinarono erano dei terroristi, e quindi basta usare il termine "odio terrorista". Il partito italiano che allora si chiamava Partito comunista con quel massacro non aveva nulla che fare. Fare della propaganda e dell'ideologia nella targa che ricorda tre morti ammazzati? Roba da miserabili. Non fascisti contro antifascisti, miserabili contro miserabilli. E invece basterebbe così poco in termini di lealtà e di lutto e di riconoscimento dei fatti per come sono andati. Tutti i morti innocenti sono eguali. E tutti gli assassini sono dei maledetti  assassini.

09 gennaio 2012
 
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