

Il debito pubblico italiano è di 1920 miliardi di euro, il quarto debito pubblico al mondo. A dividerlo per ciascuno di noi fa oltre 30mila euro a testa, bambini ivi compresi. Su cui paghiamo interessi annui per 75 miliardi di euro a quelli che quei soldi ce li hanno prestati, i soldi di che far funzionare gli ospedali, di che pagare gli stipendi dei professori di scuola e dei netturbini e le pensioni di invalidità e tutto il resto che è tanto. Ora i 45 miliardi di lacrime e sangue che ci chiede l'attuale governo presieduto da Silvio Berlusconi, un governo di cui sono il primo a dire che è uno dei peggiori nella storia politica italiana degli ultimi vent'anni, non servono ad abbassare quel debito di un solo centesimo. Servono solo a non farlo aumentare, come ci hanno chiesto sempre più imperiosamente e insistentemente i nostri partner europei, quelli ai quali ci siamo avvinghiati nello scegliere la strada dell'euro. La strada voluta dal governo presieduto da Romano Prodi, che era un governo di sinistra e dunque agli antipodi di quello attuale.
A differenza di molti di voi, che alla distinzione di destra e sinistra in politica ci credono ancora come a una questione religiosa, io penso che un governo quale che sia deve mirare innanzitutto a non far fallire l'azinda Italia. Nello scegliere di entrare nell'Europa dell'euro Prodi applicò la famosa "eurotassa" esattamente alla stessa fascia di contribuenti cui il governo Berlusconi chiede di pagare uno speciale "contributo di soldiarietà " per la bellezza di tre anni di fila. Esattamente loro - esattamente noi, dato che di quella fascia di contribuenti faccio parte - pagarono il 90 per cento dell'eurotassa, di cui il 60 per cento venne restituito dopo quattro anni. Esattamente loro, ossia noi che paghiamo il 19 per cento dell'Irpef totale incassata della Stato, e che siamo in tutto e per tutto poco più dell'1 per cento dei contribuenti (queli che dichiarnano un reddito annuo superiore ai 90mila euro lordi), pagheremo un contributo di solidarietà che assomiglia a un piccolo mutuo, come di chi avesse comprato non dico un garage ma certo un posto macchina. Va fatto? Senza alcun dubbio e senza alcuna esitazione, perché è in discussione il destino del nostro Paese e dei vostri figli. Parlo di voi che i figli li avete, per quanto mi riguarda nessuno mi rimpiangerà quando schiatterò.
Voglio dire che le bestemmie e i mugugni e i commenti su "un decreto schifezza" (giudizio di Eugenio Scalfari) ci stanno tutti, ma intanto dobbiamo pagare. Avete voglia a dire che gli evasori la fanno franca ancora una volta, è verissimo. E del resto non sarebbero evasori se non fosse così. Solo che il problema è di trovare questi soldi e subito, non di augurarsi di trovare (quando?) un bel po' di evasori da prosciugare. E a meno che voi non abbiate degli evasori con nome e cognome da denunciare domani mattina. Che so?, un medico che non vi rillascia fattura, un artigiano che se gli parlate di fattura vi sputa in faccia, un ristoratore che vi fa il conto tondo su un pezzo di carta a quadretti. Ma certo che li conosciamo, ma non al punto di denunciarli. Ho scritto non ricordo quanti articoli sul supplizio di chiedere fattura a esercenti e punti vendita. Con la differenza che per il lavoro che faccio io posso detrarre una parte dei miei acquisti, se sono necessari alla mia "produzione del reddito". Ma come pensate che un pensionato battagli con il suo idraulico pur di avere una fattura, ma come potete pensarlo?
C'erano altri modi di far cassa? Certo che c'erano e lo sappiamo tutti, solo che sono terreni minati. Buttar giù i privilegi della casta politica? Figuratevi se non sono d'accordo, solo che non è portando su il costo del filetto al ristoranti dove mangiano gli uomini senza onore che sono i nostri deputati e senatori (e che sino a ieri lo pagavano 3 o 4 euro) che il nostro bilancio pubbico migliora di molto. Vendere gli immobili dello Stato, come indica il Pd nell'unico dei suoi "sette punti" che abbia un qualche riliievo? Prima lo si fa e meglio è. Solo che i soldi occorrono subito. E quanto al subito le due grandi voci di spesa sono la sanità e le pensioni. La sanità gratuita per tutti è un'utopia che era legittima da concepire tra Sessanta e Settanta. Oggi che i costi della sanità sono enormemenete aumenntati e che è s'è fatto drammatico l'invecchiamento della popolazione italiana, quell'utopia è insostenibile. Qualcuno che lo dica? Nessuno. Gli farebbe solo perdere voti a caterve. Stessa cosa per le pensioni. Non si tratta di togliere nulla a nessuno. Solo che non possiamo più mandare in pensione giovanottoni di 61 anni, leggiadre fanciulle di 60 anni, eccetera eccetera. Non è difficile da capire, e del resto tutti voli lo sapete. Qualcuno che lo dica apertamente? Pochissimi, non certo quelli della Lega. Ossia una delle colonne portanti dell'attuale governo. Ma fossero al governo Nichi Vendola e Tonino di Pietro sarebbe esattamente la stessa solfa, la stssa preoccupazione a non distrubare alcuni milioni di elettori, quelli che fanno vincere le elezioni.
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