Operai e mamme indignati: solo gli ultimi sono indispensabili perché hanno fatto la storia

di Don Antonio Mazzi

Ritocco, quel tanto che basta per rendere anonima la e-mail che mi è arrivata giorni fa. Meditiamola insieme. “Sono una mamma che da questa mattina, dopo aver letto il Suo articolo su internet, si è scoperta una "indignados". Il nostro nucleo familiare è composto da quattro persone, mio marito ha perso il lavoro dopo 25 anni,l'azienda dove lavorava ha chiuso ed essendo del settore agricolo non ha diritto neanche alla cassa integrazione.
Abbiamo  due bimbi in età scolare ed io lavoro 10/12 ore al giorno per portare a casa quattro soldi. Percorro 60 Km al giorno per raggiungere il lavoro.
La mia indignazione sale quando penso ai sacrifici per riuscire a dare ai miei figli una vita dignitosa. Ho acquistato i libri per la scuola dell'obbligo; circa 800 euro!!! Ho un bimbo in terza media ed uno in prima.


L'insegnante di religione, il primo giorno di scuola, così tanto per mettere in croce l'equilibrio economico familiare, decide di non adottare più il libro di testo approvato dal consiglio di istituto e oltre tutto, incluso nell'elenco fornitoci dalla segreteria della scuola.
"Non faro più lezione su questo testo ma su un altro, pertanto vi do il titolo per provvedere ad acquistarlo". Mi rivolgo alla libreria, ma giustamente non riprendono il libro da me acquistato. Dico a mio figlio che non possiamo permetterci un altro libro e mi rivolgo al dirigente scolastico, che ammonisce l'insegnante. Da quel momento iniziano in classe minacce velate nei confronti di tutti i bimbi, "So chi si è lamentato"!!


Mio figlio torna a casa piangendo (è un bambino diligente, assiduo ma molto timido). Nonostante il richiamo, l'insegnante di religione, la lezione continua a farla sul nuovo libro di testo e mio figlio, come tanti altri, ha problemi a trovare argomenti analoghi nel testo ufficiale. Ora Don Mazzi le sembra che di questi tempi, soprattutto dall'insegnante di religione, debbano esserci atteggiamenti di questo genere? Ho deciso di aspettare il mio prossimo salario per comprare il secondo testo, per la tranquillità di mio figlio e per evitare ripercussioni da parte dell'insegnante che è tutt'ora alla ricerca di chi ha osato "lamentarsi". Grazie per l'attenzione prestatami ma sono stanca e so di avere 213 euro ancora fino al prossimo salario che non arriverà prima della fine del mese.
Una mamma indignata.”


Non ditemi che ce l’ho con l’insegnante di religione, anche se il suo atteggiamento mi sconcerta. Sono invece indignato contro il sistema. Mi domanderete cosa intendo per sistema. Intendo quella gabbia prefabbricata da chi è interessato a dare priorità alla burocrazie organizzativa rispetto alla faticosa quotidianità della povera gente. Bertolt Brecht scriveva più o meno così: “I ricchi lottano per un giorno; i padroni lottano per un anno; gli operai lottano per una generazione; infine ci sono i poveri che lottano per tutta la vita. Solo gli ultimi sono indispensabili perché hanno fatto la storia!”.

15 novembre 2011
 
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