Tettamanzi e il tempo libero

di Don Antonio Mazzi

Gli ultimi colpi d’ala del Cardinale Tettamanzi hanno toccato solidarietà, impegno, lavoro giovanile, cristianesimo autentico. Era nelle sue corde (oltre che negli ultimi colpi d’ala). Una cosa invece che non è sempre facile scovare tra le sensibilità apostoliche dei Pastori, è il tempo libero. Viene spesso confuso con un tempo tra l’oratorio, la preparazione alla cresima e le attività sportive. C’è uno spessore molto più interessante  e delicato, che fa del tempo libero un tempo ad alto rischio oppure un tempo ad alto quoziente educativo. Tutti i nostri figli vanno a scuola, fino ai 18 anni. Hanno quindi, ogni giorno, un tempo, dopo la scuola e dopo i compiti, che viene consumato più o meno bene. E poi c’è il tempo libero a rischio di scemenza:  ci sono le ferie, il week end, le settimane bianche.


Il Cardinale parte subito in quarta (come si dice). “Lavoro e tempo libero devono essere allo stesso modo, momenti di dignità della persona, soprattutto quando il tempo libero si rivolge a chi lavora per il turismo”. Non avevo pensato a questo settore, abituato come sono all’esperienza sportiva, calcistica e di campionato. Invece l’area turistica è fonte interessante di lavoro, di accoglienza, di recupero psico-sociale, di riequilibrio affettivo.


È interessante lavorare per far riposare gli altri, come è gratificante garantire serenità e riempire questi tempi di cose belle, rasserenanti, terapeutiche. Purtroppo la stupidità, la voglia di trasgressione, la visione distorta del divertimento hanno svuotato del bello questi periodi, arrivando fino al turismo… porno pedofilo. Il Cardinale, con la sua straordinaria intuizione, ha sottolineato alcune pesanti debolezze del settore turistico. Impegnando  giovani e donne, con qualifiche elevate, a causa della stagionalità e della forte mobilità, li assume con contratti strani, atipici, molto precari. Ne risulta poca serenità e poche garanzie di lavoro. Eppure, in questo campo, potremmo aprire esperienze forti, capaci di riportare i tempi dello svago e del capriccio a tempi della felicità, della pienezza interiore, della ricchezza culturale.


Immaginate che, da prete dell’oratorio, non sono solo contento dell’intervento sul turismo ma, mi hanno fatto ancor più piacere, le risposte misurate, eleganti ma chiare ai residenti di Porta Vigentina, che protestavano per il rumore che i ragazzi facevano durante le partite serali. “L’oratorio è il luogo del gioco. E giocare significa esprimere la gioia che nasce dall’amicizia, perché vivere soli non è bello”: Il Cardinale in mezzo ai ragazzi si trasforma, gode.


È stato un caso, dovuto ad una organizzazione precedente che il cardinale si trovasse  lì, nell’oratorio estivo della Parrocchia di Santa Maria al Paradiso, di Corso di Porta Vigentina, proprio il giorno dopo la protesta della gente.


Non è stata quindi, la voglia di fare polemica o di ribattere, con malizia. Una pastore è pastore sempre, e il Cardinale oserei dire: sempre e di più. Tra i ragazzi a ferro di cavallo, con i capelli blu, gialli, verdi e rossi (io avrei preferito: capelli nero/azzurro), sotto il sole, in un campetto, stretto tra muri di palazzi, di cliniche private, con il suo sorriso pacioccone: “Giocavo anch’io in seminario. Ero un portiere, per non correre troppo”. Ho letto che il filosofo Severino, ai tempi, ha dato 30 e lode all’allievo Scola. Io, oggi, lo darei a Tettamanzi!

30 giugno 2011
 
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