La Scuola dei Fessi. Ragazzi non adeguati in scuole non adeguate

di Don Antonio Mazzi

La Fondazione Exodusha voluto aprire una riflessione sul tema della dispersione scolastica con un convegno intitolato ““La Scuola dei Fessi. Ragazzi non adeguati in scuole non adeguate”, realizzato sotto il tendone del Circo Mazzi, montato proprio a Milano  per tutto il mese di giugno con un ricco programma di manifestazioni che hanno coinvolto cittadini e scuole della zona est della città.


È stata l’occasione per un primo bilancio per il progetto ‘Don Milani2’, lanciato ai primi di novembre dello scorso anno e che ha compiuto i suoi primi otto mesi di vita. Il primo “anno scolastico” per una trentina di ragazzi che mostrano gravi difficoltà di apprendimento, realizzato in due contesti molto differenti sul territorio italiano. Dalla Lombardia alla Calabria, da Milano ad Africo.


Franco Taverna, responsabile del progetto, ha così raccontato questa strana avventura: “Da 26 anni Exodus offre supporto a ragazzi, genitori e insegnanti; ma oggi, per la prima volta, propone una vera scuola basata sul modello ‘imparare facendo”. Inizialmente rivolta ad alunni che hanno abbandonato la scuola o hanno gravi difficoltà di apprendimento. E così 13 ragazzi ‘difficili’ della zona milanese di Quarto Oggiaro e altri 13 che vivono nella Locride hanno potuto frequentare laboratori ed esercitazioni per sviluppare abilità e competenze attraverso un approccio interdisciplinare, “learning by doing”. Il bilancio del primo anno è positivo non solo e non tanto sul piano didattico ma principalmente su quello relazionale: tutti i ragazzi hanno sperimentato un modo nuovo e positivo di rapportarsi con gli adulti e con il mondo”. 


Accanto a noi i partner del progetto (Accademia della Comunicazione, Centro Sportivo Italiano, Centro Professione Musica, Acquario Civico), cioè quelle realtà che hanno fortemente creduto in esso ed hanno permesso ai ragazzi di sperimentare sulla loro pelle modalità di svolgimento delle lezioni e della didattica singolari ed innovative. Al seminario era anche presente una rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale che ha condiviso e ci ha accompagnato in questa nostra iniziativa. Unanime anche il loro giudizio positivo che ci sta incoraggiando nella riprogrammazione per il prossimo anno.


La sfida che vogliamo lanciare riguarda la scuola di domani: quale sarà? Sarà quella dei computer o quella delle relazioni umane?. Se sarà la scuola dei computer, modello educativo mal copiato da quello degli Stati Uniti, allora avremo perso. Tutti. Perché la ricchezza non è solo nelle nozioni ma soprattutto nelle relazioni. Nelle relazioni tra i ragazzi e tra i giovani e gli adulti,  che crescono e si arricchiscono insieme: il grande insegnamento che possiamo trarre dalla “Don Milani2”è proprio questo.

24 giugno 2011
 
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