

A Los Angeles non è facile fare le ore piccole. Diversamente da altre città sulla mappa degli hipster internazionali come new York, Londra o Barcellona, un bar o club aperto dopo le 2 di notte qui è una rarità. Persino le cucine dei ristoranti chiudono I battenti prima di mezzanotte. Vita difficile per i cosiddetti “night owls”, gufi, civette e altre creature della notte, a cui non resta che ritirarsi nelle residenze private per continuare fino all’alba.
A meno che non si cambi rotta e da Hollywood, Santa Monica e il resto del Westside ci si sposti invece a est del Los Angeles River, passati i ponti di Downtown e Chinatown alla volta di quella zona della città chiamata “frogtown”, città delle rane”, nei thriller hardboiled. Lì, infatti, si trovano diversi magazzini più o meno abbandonati da quando il traffico fluviale di merci non è più un’opzione viabile: perfetto set per party “dopo l’orario di chiusura” dei club con regolare licenza.
L’invito arriva solitamente via social media, lo si trova nella casella della posta di Facebook o Twitter. Bisogna rispondere immediatamente per entrare nella “lista che scotta”. L’indirizzo arriverà soltanto all’ultimo momento via email, contribuendo al fascino del proibito che emana da questi “rave”, assai diversi da quelli di un decennio fa dove l’ecstasy era l’elemento dominante.
“Non che tutti siano sobri o non circoli marijuana”, ha commentato il detective Eric Moore della LAPD in una recente intervista del New York Times sull’argomento. Ma nonostante la polizia abbia dovuto interrompere almeno una trentina di questi party negli ultimi tempi lo ha fatto più che altro per via delle proteste degli abitanti, e non ha scoperto crack-house mascherate da club. “La scena è di solito la stessa di un club sulla Sunset Strip. La gente lì vuole soprattutto bere e danzare”
Il prezzo di ammissione a uno di questi party è sui 20 dollari e include uno o due drink, ma generalmente ogni invitato ne spende almeno 40. I locali (magazzini, studi fotografici o fabbriche abbandonate) consentono un afflusso di massa perciò i promoter, anche tolte le spese per drink, baristi, guardie giurate, sound system e decorazioni che diano un tocco “glam per una notte” a locali altrimenti nudi e poco allettanti, riescono a portarsi a casa 20mila dollari al colpo.
Un mestiere underground, illecito e pericoloso che fa venire in mente i film di gangster ambientati in epoca proibizionista, anche se in realtà qui i rischi sono soprattutto quelli relativi agli incendi (come sempre in America quando si parla di grandi masse riunite in luoghi chiusi). La polizia si limita infatti a stazionare nei pressi con qualche auto di pattuglia. E la presenza delle auto black& white d’ordinanza non fa altro che aggiungere un tocco di eccitazione.
Ma qualcosa potrebbe cambiare nei prossimi giorni. A sole poche notti da Capodanno, alla Los Angeles Police Vice Division sono tutti in fibrillazione. Dove si svolgerà il party della notte più lunga? Quante persone coinvolgerà? Sarà anche quello relativamente “tranquillo”, o valicherà la barriera degli eccessi consentiti? La risposta, come sempre, arriverà all’ultimo minuto, questa volta probabilmente senza neppure preavviso. La hot list potrebbe aprire intorno alle 22 dell’ultima sera del 2011 ma il party, rigorosamente, comincerà almeno un paio d’ore dopo l’ultimo botto di mezzanotte. Quanto wild, nessuno lo può prevedere.
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