

Mentre l’ufficio stampa del sindaco pubblicizza gli sforzi dell’amministrazione comunale per trasformare Los Angeles in una città sostenibile riducendo il traffico e incoraggiando l’uso di trasporti pubblici e biciclette, una vicenda che puzza (letteralmente!), è arrivata sulle pagine delle cronache locali. E curiosamente, riporta d’attualità la diffidenza per chi utilizza l’etichetta “green” per spacciare scelte convenienti come iniziative ecologiche.
Questa volta, sotto il mirino dell’accusa c’è il Bureau of Sanitation. E la sua discutibile soluzione per disfarsi delle centinaia di tonnellate di rifiuti “liquidi” prodotti da scarichi e fognature delle abitazioni e aziende dei 4 milioni di residenti nel centro cittadino. Dal 1989, infatti, ovvero dal passaggio di una legge statale poi seguita dal Clean Water Act federale, rovesciare le fognature nell’Oceano Pacifico distruggendo la biologia marina della baia di Santa Monica non è più stato possibile. Un enorme impianto di depurazione è stato costruito vicino all’aeroporto internazionale, l’Hyperion Treatment Plant che si affaccia sulla spiaggia di El Segundo. per trattare le acque di scarico prima di pomparle, ripulite, cinque miglia più a nord, nella baia.
La parte di rifiuti solidi estratta da questi liquami viene poi ulteriormente trattata, liofilizzata per farla divenire concime organico utilizzabile dall’agricoltura, e trasportata (500 tonnellate a settimana) in una grande fattoria di proprietà del comune, a 120 miglia di distanza da Los Angeles. Lì viene usata per concimare i circa 5.000 acri di terra della proprietà, poeticamente battezzata Green Acres Farm da dove, ogni settimana, partono altri camion con decine di migliaia di tonnellate di frumento, grano e altre piante che la città di Los Angeles vende come base per il mangime agli allevamenti di varie centrali del latte della zona.
Fino a qualche anno fa, l’operato della Hyperion Plant, che fa “digerire” i liquami in enormi calderoni a 60 gradi in grado di uccidere tutti gli agenti patogeni (leggi:batteri) trasformandoli in fertilizzanti “bio-solidi”, era citato dall’EPA come fiore all’occhiello”. In tempi più recenti, una coalizione di abitanti di Kern County, la contea dove si trova la fattoria in discussione, già esasperati dalla puzza e dall’invasione di mosche, ha sollecitato una commissione di ricerca. I risultati hanno mostrato che nei cosiddetti bio-solidi erano presenti tracce significative di metalli, steroidi, ormoni, altri prodotti farmaceutici e chimici per estinguere o ritardare gli incendi. Non esattamente quello che uno vorrebbe leggere sulla lista degli ingredienti di un prodotto “organico”.“ Riversare nella terra questi rifiuti, per quanto trattati, è l’esatto contrario di un concetto verde di riciclaggio”, ha commentato Caroline Snyder, scienziata ambientalista e professore emerito all’Insititute of Technology di Rochester, a capo del movimento Citizens for Sludge-Free land. “è puro inquinamento trasferito dai grossi centri urbani industriali alle campagne”.
La vertenza che vede i cittadini di Kern County contro la città di Los Angeles è cominciata un paio di anni fa e in questi giorni ha concluso il primo tempo con una discutibile vittoria ai punti (o meglio alle percentuali “accettabili”) della città contro i campagnoli, ricorsi immediatamente in appello. Ma nonostante la sconfitta in tribunale, il movimento di opposizione ha già conquistato parziali vittorie. Per esempio, forzando l’amministrazione di Los Angeles a diminuire il carico in partenza per Kern County ogni settimana di 120 tonnellate, che vengono invece “iniettate” in una caverna marina a circa un miglio sott’acqua nei pressi di Terminal Island, al largo del Port of Los Angeles dove, apparentemente, la pressione e il calore trasformano parte dei rifiuti in gas “naturali” utilizzabili.
L’Epa, entusiasta dei risultati, sta considerando la possibilità di utilizzare altre caverne sotterranee, create dall’un tempo fiorente industria petrolifera, per iniettare i rifiuti nel sottosuolo della stessa contea da cui provengono. Sulla sostenibilità effettiva di questa nuova soluzione, però, finora c’è soltanto l’opinione dell’EPA, la stessa organizzazione che incoraggiò l’”esportazione” dei biosolidi nelle campagne agricole di Kern County. E la questione di uno smaltimento dei rifiuti “sostenibile” resta un problema aperto. Non solo a Los Angeles o Napoli, ma in tutti i grandi centri urbani industriali.
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