

Se da tempo state pensando a una vacanza a Los Angeles e l’arte vi appassiona, cercate di organizzarla questo autunno/ inverno. Infatti, per sei mesi si rincorreranno le mostre raccolte sotto il titolo “Pacific Standard Time: Art in L.A. “,1945-1980. Quartier generale delle esposizioni sarà il Getty Museum, già bello di per sé che diventerà ancora più appetibile grazie alla rassegna: uno sguardo su un’epoca, dall’immediato dopoguerra agli anni ’80, “pre” affermazione di Los Angeles come una delle capitali dell’arte contemporanea, avvenuta soltanto negli ultimi trent’anni.
La rassegna, che coinvolgerà anche altre gallerie d’arte nelle vicinanze, sparse tra Santa Barbara, San Diego e Palm Springs, alzerà il velo per la prima volta su una produzione intensa ma finora poco conosciuta, forse proprio perché a Los Angeles mancavano quei movimenti d’avant-garde che caratterizzarono invece l’arte contemporanea americana del periodo in altre città (vedi New York). Mancava, infatti, a Los Angeles in quegli anni, un vero establishment culturale-artistico da “superare”, come è nella natura dell’avant-garde. Ma ciò non significa che non ci fossero presenze significative.
Un esempio per tutti? Edward Ruscha, la cui interpretazione pop del tessuto urbanistico di Los Angeles, dei suoi motel, neon notturni, grattacieli e freeway non sfigura paragonata a pop art assai più famosa. Ruscha continua a raccontare questa città giovane e per molti versi poco ortodossa e iconoclasta da uno studio di Culver City , vicino agli studios cinematografici della Sony Pictures. La rassegna è un’occasione per scoprire di più della sua originale visione, che non si piega a “ismi” di nessun tipo e celebra invece il lato selvaggio della personalità individuale e il potere della eterogeneità, caratteristiche distintive dei residenti della Città degli Angeli.
Non stupisce allora il connubio con Anthony Kiedis, vocalist della band dei Red Hot Chili Peppers, vittima consenziente dello stesso incantesimo. Guardatevi il video messo in onda oggi su You Tube e ditemi se non vi viene voglia di fare le valige.
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