

Il libro appena pubblicato, “Nothing to Lose, Everything to Gain”, rientra nella vasta serie dei “metà memoir-metà guida pratica dalle stalle alle stelle”, per così dire. E il suo autore, Ryan Blair, oggi trentenne imprenditore di bell’aspetto e “self-made millionaire”, rientra nell’altrettanto crescente serie di quelli con un passato da buttare alle ortiche, che invece di nasconderlo scelgono di capitalizzarlo nel re-branding di se stessi. Concetto difficile? In California, sembra essere una formula efficace. Ovvero: mettiamo che da adolescente tu abbia imboccato la strada sbagliata, sia finito nel vicolo cieco di gang/droga/prigione. Ne esci a 20 anni con una macchia sulla fedina penale bella grossa e difficile da nascondere, ad esempio, nei tuoi tentativi di trovare lavoro. Nessuno si fida ad assumere un ex drogato/criminale/carcerato. Il massimo a cui puoi aspirare è impietosire il manager di un fast-food così che ti permetta di girare gli hamburger che sfrigolano sulla griglia. A meno che tu non abbia idee, iniziativa e sangue freddo. A meno che tu non pensi di poter condividere con il resto del mondo quello che hai imparato nel tuo sballato passato.
È la storia di molti fuoriusciti dalle gang latine o nere di East LA o South Central. Ma quella di Blair è particolarmente insolita. A cominciare dalle dimensioni dell’impresa che ha messo in piedi, praticamente da solo, che inizia a 21 anni con la sua prima start-up, 24-7 Tech, e prosegue vendendo a Blythe per diversi milioni, nel 2008, ViSalus Sciences, una compagnia che “vende integratori nutrizionali ma anche e soprattutto un modello imprenditoriale”. Quando poi, piegata dalla recessione, Visalus Sciences sotto la nuova proprietà rischiava la bancarotta, Ryan vi ritorna, assunto come amministratore delegato. E riporta la compagnia a un fatturato di 150 milioni di dollari all’anno in soli sedici mesi, aggiudicandosi nel 2010 il DSN Global Turn Around. Roba da bacchetta magica!
“In Realtà”, racconta Blair, “la mia formula è semplice: ora che tutto il mondo è per così dire ‘social’, la gente sa tutto di te con un click. E proprio perché c’è già tanta incertezza, se si dice la verità, se si è autentici, si riesce ancora a ispirare fiducia. Così, come sul piano personale funziona raccontare apertamente che quello che so sulla psicologia umana e sulle relazioni l’ho imparato in prigione, dove si tratta di sopravvivenza e quindi impari in fretta, da un punto di vista aziendale, nel mondo degli affari, condividere successi e incertezze, il buono ma anche il cattivo, è meglio che non proporre il vecchio modello falsamente inossidabile. Vi Salus Sciences è una compagnia trasparente, che non nasconde nulla né agli investitori né a potenziali soci e distributori. E che mette a nudo anche le storie private dei suoi fondatori e dirigenti. Potrà sembrare strano, ma leggere che uno come me (che a scuola non è mai andato oltre la prima superiore perchè affetto da dislessia e problemi di concentrazione), sia arrivato a capo di un’azienda che fattura 15 milioni al mese, è incoraggiante”.
Nell’incerto mondo dei giorni nostri, a quanto pare, la “rassicurazione” può venire proprio da un paradosso simile: l’amministratore delegato è un avanzo di galera, ex farabutto , magari spacciatore di droghe, oggi capace di “spacciare” supplementi per la longevità e il benessere alla grande? Sicuramente avrà parecchio da insegnare: corriamo tutti a comprare il suo manuale per la crescita personale e azioni nella sua ditta.
4
1
1
4
1
Le rubriche
Importanti firme commentano i principali fatti di cronaca, economia, società e ambiente

