"Carmaggedon", la catastrofe più temuta del Big One ora non fa più paura

di Gloria Mattioni

In una città come Los Angeles, che con 16 milioni di abitanti (inclusi i sobborghi) immette sulle sue strade 12 milioni di automobili circolanti ogni giorno, la chiusura di un’importante porzione della freeway 405 per 48 ore  durante il weekend del 16 e 17 luglio, aveva generato timori di reazioni di panico incontrollabile (manco si trattasse del famoso e mille volte annunciato terremoto che dovrebbe spazzarla via). 


Motivata dalla necessità di far saltare il ponte ormai instabile del Sepulveda Pass, dalle parti dell’università UCLA su cui ogni giorno transitano milioni di pendolari, era stata ripetutamente annunciata, da più di un mese, con centinaia di cartelloni luminosi su tutte le freeway, per circa 40 miglia in ogni direzione dal centro di Downtown. Telegiornali e quotidiani locali avevano aiutato a diffondere l’avviso e il messaggio di conseguenza: “State a casa”. Se non volete rischiare code di chilometri, frustrazione, rabbia e aumento delle probabilità di un incidente, evitate di mettervi in viaggio in quei giorni a meno che non possiate proprio farne a meno.


Persino ristoranti e negozi hanno contribuito a rinforzare l’invito offrendo sconti fino al 40% (Gap: “live local. Shop local. Skip the 405”!) a chi sceglieva di passare il weekend evitando le freeway, prendendo il metrò o almeno utilizzando le spesso dimenticate strade cittadine, solitamente snobbate anche quando si tratta di andare al supermercato a pochi isolati da casa, per evitare i semafori.


Il risultato? Cento volte più efficace nel diminuire il traffico congestionato degli ambiziosi e dispendiosi piani dell’amministrazione pubblica per incrementare l’uso dei trasporti pubblici, prolungando linee della metropolitana in direzioni pochissimo usate (vedi la recente diatriba tra Century City e Beverly Hills per avere una stazione che nelle previsioni migliori diminuirà il traffico automobilistico dell’1% entro il 2035).


Anzi, nonostante l’orribile nome che sembra creato da un pubblicitario reduce da un’immoderata happy hour, Carmaggedon ha già conquistato schiere di fan che chiedono a gran voce di ripetere l’esperimento. “Imposto dalle circostanze”, ha commentato un sostenitore di GreenLivingLA, “ha dimostrato alla città che vive ‘col sedere in macchina’, che ci si può anche alzare e muovere le gambe.  È triste, ma a volte gli appelli alla coscienza civica funzionano meno dei divieti tout court. Forse, per cambiare abitudini tanto radicate, non bastano gli incentivi a condividere il tragitto al lavoro con i colleghi o a utilizzare i lentissimi autobus. Forse bisogna fare come nelle città europee, imponendo misure come le targhe alternate. O, nel caso specifico, le chiusure alternate di singole freeway, negli weekend”. Forse?

18 luglio 2011
 
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