Dico no alla colonizzazione culturale, ma la nostra vita è migliorata grazie alle scoperte fatte in Occidente

di Franco Bolelli

Quando qualche settimana fa ho lanciato qui la paradossale proposta di invadere i paesi assoggettati a dittature e/o fondamentalismi con massicci rifornimenti di cultura pop, qualcuno mi ha obiettato che l'occidente non è in condizione di dare lezioni agli altri popoli. Ok, ci sta: lungi da me l'idea di una colonizzazione culturale, o anche quella di assistenza e/o beneficenza. Credo assolutamente alla più abbondante pluralità di culture, al loro scambio, e credo che arricchire il proprio punto di vista con altri punti di vista diversi dal nostro sia sempre e comunque fondamentale.



Detto questo, ecco arrivare un grande, enorme però. Perché l'attenzione e il rispetto per altre culture e popoli non possono oscurare un dato di fatto assolutamente inoppugnabile: da diverso tempo –decenni, secoli- tutte le scoperte, invenzioni, evoluzioni che hanno in un modo o nell'altro migliorato e arricchito la nostra esistenza vengono dall'Occidente. Tutte quante, senza eccezione. Un tempo soprattutto dall'Europa, e adesso innanzitutto da quel luogo là che sta fra Atlantico e Pacifico (un luogo che deve la sua immensa forza proprio alla capacità di attrarre senza appiattirle culture quanto più molteplici).



La ricerca scientifica, le cure per le malattie, l'elettricità, le macchine per volare e quelle su strada, il telefono e la tv e il web e tutte le tecnologie comunicative, e gli elettrodomestici, e il cinema, e il rock, e altre migliaia di cose essenziali (oppure futili ma comunque divertenti). E qui da noi si pubblicano molti più libri, e circolano molte più informazioni. E ci sono infinitamente più possibilità di scelta. E biochimica, genetica e tutte le altre discipline di ricerca promettono di trovare soluzioni sempre più avanzate per rimediare a tanti guai, e rafforzarci, ed estendere in lungo e in largo la nostra vita, la vita di tutti su tutto il pianeta.



Sì, certo, anche tante cose pessime vengono dall'Occidente, tanti problemi e disfunzioni e porcherie: infatti non è certo questa la cultura occidentale che propongo di irradiare e condividere. Ma soltanto la retorica terzomondista può essere così accecata –dall'ideologia e dai sensi di colpa- da non vedere che le soluzioni che abbiamo messo al mondo sono molte, moltissime di più dei tanti, tantissimi problemi che abbiamo causato.



Sentirci superiori e snobbare la ricchezza culturale e umana di altri popoli sarebbe allora dannatamente stupido. Ma sarebbe stupido anche rinunciare a condividere i benefici e le opportunità delle cose che abbiamo creato. Perché è giusto che altri popoli scelgano da sé, senza imposizioni da parte nostra: ma se andate a chiedere a chi non ha a disposizione tutto quello che noi abbiamo, credo proprio vi dirà che è meglio scegliere avendo ampie possibilità di scelta, piuttosto che poche...

21 aprile 2011
 
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