Biophilia, il nuovo rapporto fra biologico e tecnologico

di Franco Bolelli

Che il nuovo progetto di Bjork -in uscita fra poche settimane- sia destinato a mutare profondamente il linguaggio musicale e il modo stesso di comporre, l’abbiamo capito fin dal suo annuncio: l’ultrainventiva ragazza islandese si è programmaticamente proiettata su un orizzonte più ampio e innovativo creando la sua opera fondamentalmente con l’iPad per poi darle corpo attraverso applicazioni, web, installazioni, performance live. Molto più che un progetto multimediale di nuova generazione, si tratta di una vera e propria svolta evolutiva del linguaggio, che abbraccia le possibilità e il senso stesso del più avanzato mondo tecnocomunicativo. 


Ma se sono qui a parlarne è perché -al di là della musica e delle forme espressive- Bjork viene a spostare la frontiera stessa dei nostri paradigmi di pensiero. Biophilia –così si chiama il progetto- è infatti uno di quei concetti che può aiutarci a mettere a fuoco che il mondo delle idee è molto più largo e molto più vivo delle convenzionali categorie che pretendono di rappresentarlo. In passato l’idea di biofilia –ovvero l’attrazione per le cose viventi- indicava semplicemente un certo amore per la natura, mentre ora sta prendendo un respiro molto più ampio. 


Quello che è cambiato è che la nostra epoca -la nostra stessa civiltà- è sempre più caratterizzata da un intreccio sempre più stretto, sempre più simbiotico, fra biologico e tecnologico. Crescono ogni giorno i progetti e le situazioni dove è ormai impossibile distinguere cosa è natura da cosa è invenzione umana. Con le città, con le tecnologie, con i prodotti che siamo stati capaci di creare, abbiamo davvero costruito una seconda natura. Ora, se questa seconda natura soffocasse quella originale sarebbe catastrofico. Ma d’altra parte sarebbe assurdo e antievolutivo continuare a vedere la natura come immutabile, isolata dalle creazioni umane. 


Biofilia vuol dire proprio questo: trovare un equilibrio fra il progetto naturale e biologico da una parte e la possibilità umana di estenderli dall’altra. Biofilia vuol dire provare attrazione e passione per tutte le forme viventi, per tutto ciò che evolve, che prolifera, che avanza attraverso contatti e relazioni e nuove combinazioni. Stiamo parlando del processo stesso della vita, in definitiva, dell’espansione di tutto ciò che è vitale contro tutto ciò che vorrebbe limitarlo e allontanarci dalla sua potenza. 


In un momento in cui le tradizionali mappe ideologiche e culturali non riescono più minimamente ad abbracciare la ricchezza e la complessità del nuovo mondo che stiamo vivendo, il concetto di biofilia ne cattura invece perfettamente il metabolismo, la capacità del processo biologico di assumere miriadi di forme e di estendersi in miriadi di direzioni. Tutte le cose viventi che generano ancora più cose viventi: è così che funziona, è questo il senso stesso del mondo in cui stiamo vivendo. 

01 settembre 2011
 
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