Pane al pane …se non Monti chi? Il diritto/dovere di criticare, certo: però possibilmente con un'idea in testa

di Oliviero Beha

Da Seul dove è in visita ufficiale, il premier Monti dice che non tirerà a campare. O passano le sue riforme oppure può benissimo andarsene. Si possono fare alcune considerazioni in merito a questa esternazione. La prima è che, come per tutti e da sempre, il pulpito estero favorisce dichiarazioni forti. La seconda è la stessa che può leggersi come una dimostrazione di forza (o così o niente) ma contemporaneamente anche come una dimostrazione di debolezza ( lo dico una volta, non sarei credibile se lo “minacciassi” una seconda, quindi il “bonus” declaratorio è esaurito). La terza è che tanta chiarezza, comunque la si interpreti, potrebbe e dovrebbe indurre la politica italiana, leggi partiti e figure di riferimento, ad altrettanta chiarezza per il bene di un Paese disastrato.


So che le menate anche vere sulla “politica come arte del possibile” contrastano tale bisogno di linearità, ma il momento è grave e individuare i contorni di chi ci rappresenta in quello che dice o dice di fare parrebbe indispensabile. Provo a regolarmi così io stesso, nel mio piccolissimo, per verificare che ci sia una risposta oltre le lamentele, gli sfoghi, gli improperi e quant’altro, tutta materia comprensibilissima ma temo di utilità vicina allo zero.


Non c’è bisogno di perdere altro tempo nel derby di quart’ordine tra berlusconiani e anti-berlusconiani per riconoscere un’evidenza. Giri il mondo o parli con gente che lo fa e devi registrare una crescita notevole di credibilità dell’Italia all’estero, con i partners politici ed economici. Immagino l’obiezione: ci voleva poco dopo le performances da burlesque del nostro Silvio. Sarà, ma questo è un dato da tenere in conto.


E’ sufficiente questo diverso apprezzamento nei confronti dell’Italia di Monti da parte dei mercati e degli interlocutori politici europei e planetari? Per carità: è necessario ma certo non sufficiente, e i numeri del Paese nei mercati “rionali” oltre lo “spread” dicono di una sofferenza di molta parte della popolazione che mette paura, specie nelle fasce più deboli, il cui elenco è purtroppo lungo. Pensate che recentemente- per dare un esempio significativo- ho saputo di moltissimi automobilisti che non riescono più a star dietro alle assicurazioni delle macchine, e quindi girano senza. Oppure cercano (quelli che lo sanno) di rinnovarle attraverso le banche, che compartecipi delle assicurazioni hanno tariffe agevolate. Macelleria sociale, e i soliti furbi.


Chi ha letto fin qui può pensare a una mia difesa d’ufficio del governo Monti. Non è così. Come ho detto all’inizio, proviamo a ragionare con chiarezza: se cade Monti, che succede ? Chi governa ? Andremmo alle elezioni? E quando ? E con quali candidati per il premierato come per il Parlamento? Gli stessi di sempre grazie alla solita legge elettorale per cui nessuno si tira mai indietro? E ognuno di voi può continuare lungo questa china di interrogativi. E’ esattamente questo che intendo per chiarezza. Dovremmo porci il problema ragionevolmente, per vedere le eventuali alternative. Altrimenti tutto ciò non ha senso. Non solo, ma porsi queste domande e magari concludere che ci dobbiamo tenere Monti perché qualunque altra ipotesi sarebbe peggiore, non significa affatto che dobbiamo “subirlo”. Il diritto/dovere di vigilare c’è, eccome.


Quello straccio di democrazia che ci resta va difeso con le unghie e con i denti. Ma se commentate questa breve nota solo a stranguglioni, oppure chiedendo “ricette” farmaceutiche taumaturgiche, allora non ci siamo proprio capiti ed evidentemente si blatera per blaterare. La pressione dell’opinione pubblica si manifesta nel giorno per giorno, nel richiedere ai propri partiti più democrazia interna e “quindi” più democrazia esterna, nell’organizzarsi in associazioni e movimenti, civici, culturali, tematici, nell’intasare la posta dei media protestando e suggerendo ecc. ecc.


È un Paese in coma, Monti fa il medico dopo vari lustri di terapie finte ad opera di dottori senza laurea, dobbiamo essere molto preoccupati: tutto vero, ma i latini  sentenziavano “medice cura te ipsum”, che tradotto dal turco significa che ognuno deve fare il possibile per coltivare la propria consapevolezza. Sarebbe già moltissimo.

27 marzo 2012
 
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