Che cosa penso del governo Monti? Un tampone per un Paese in emorragia. Era meglio Berlusconi ? Sicuri?

di Oliviero Beha

C'è chi, tra i lettori di questo blog, mi chiede di precisare la mia opinione sul governo Monti. L'ho già fatto ripetutamente e quindi tornarci sopra ogni volta come un "mantra" giaculatorio mi pareva sbagliato. Toglieva spazio ad altro. Così come ribadire il mio pensiero molto critico nei confronti dei partiti italiani di oggi, espresso da anni, da quando farlo era un po' meno "di moda", leggermente più svantaggioso di ora in cui tuonano da verginelle in tanti ... Del resto è anche vero – credo - che chi assale e insulta affibbiando patenti e riscrivendo biografie in realtà non desidera opinioni ma "urli", "grida", "sfiatatoi".

Pare che sia nel DNA del web, spero che, come ci insegnavano a scuola quando c'erano ancora le scuole, non si confonda "la libertà con la licenza". Altrimenti ci fotteremo pure internet ... Se dunque fare dell'ironia su Monti o invocare Muzio Scevola o Swift per un "processo pubblico", quindi televisivo, di stampo pasoliniano, allo scempio politico, etico, legale, economico di questi partiti sembra uno sviare il discorso mentre Atene brucia, torno al nocciolo della questione italiana: andrò per punti, con una franchezza da bar.


1)   Quello di Monti è un "commissariamento" in una situazione pre -greca, con forti dubbi di sospensione parziale della democrazia formale che hanno fatto gridare per lo più in mala fede a un "golpe bianco". Direi grigio, casomai, nel terreno scivoloso e difficilmente decifrabile che mescola economia, finanza e politica non solo in Italia ma sul pianeta.


2) Monti è più credibile per il contesto internazionale e sta facendo qualcosa, in fretta e con il declassamento delle agenzie di rating che gli sta sempre davanti, in una riedizione del solito paradosso di Zenone in cui Monti fa Achille e il debito sovrano, con tutto quello che comporta in un Paese sfasciato, la tartaruga. Largo spazio alle critiche, naturalmente, su errori e ingiustizie del medesimo Achille e sulla presentabilità, vischiosità, conflitto di interessi di alcuni membri di tale governo.


3) Qual'era l'alternativa ? Che restasse Berlusconi mentre si affogava? C'è qualcuno che può sostenere che l'Italia andrebbe meglio? Oppure qualcuno che possa negare che negli anni berlusconiani e anti-berlusconiani (spesso le due fazioni si sono rese complementari come per un maleficio) si sono create le condizioni per una democrazia da intendersi non solo formalmente in realtà "sospesa", ostaggio dei partiti ? Quindi negare che se abbiamo il governo Monti lo dobbiamo ai precedenti?


4) Andare a votare in luogo di Monti a Palazzo Chigi? Come, con questa legge elettorale "porcata" che nomina e non libera le elezioni? Con questi partiti e questa stessa classe dirigente che ha precipitato il Paese nel baratro? Non vi basta la nullità spesso penalmente rilevante di questa destra e lo sfarinamento di questa sinistra evidenziato ogni giorno di più dalle primarie ? E tutti i casi a destra come a sinistra (che rievoco così spesso...) dei servitori "infedeli" che abbiamo mandato in Parlamento ?Volevate confrontarvi nelle urne con gli stessi?


5) Non sarà un governo che cambierà l'Italia o lo stile di vita degli italiani, come ha detto "accademicamente" Monti negli Usa: al massimo può fare da tampone avviando una serie di riforme che coinvolgano i cittadini  spiegando loro banalmente come e perché l'Italia abbia vissuto in una bolla per anni, al di sopra dei propri mezzi. Non sarà smontando il Welfare, forse da rinominare in italiano, non sarà azzerando un'idea di pubblico e di solidale che verrà ricostruito il Paese o verrà riavviato un percorso per figli e nipoti nella jungla del privato. Contemporaneamente al "tampone" bisognerà pur diagnosticare con chiarezza la malattia e rendere pubblica una terapia di medio e lungo periodo, così che gli italiani provino l'ebbrezza di essere trattati da cittadini e non da sudditi.


6)   Di solito, quando non mi provocano insulti queste mie intemerate suscitano depressione, come se la colpa fosse di chi racconta le magagne e non di chi le mette in opera. Insomma, c'è bisogno di buone notizie. Concludo dunque con una di esse, pur susseguente a una tragedia spaventosa. Oggi, tra le tante quotidiane negative spesso riconducibili ai punti summenzionati, ce n'è una positiva, molto positiva: la condanna dei datori di lavoro nella storica causa per l'Eternit, leggasi amianto. In qualcosa siamo all'avanguardia. Se si vuole allora forse si può. Ve ne parlo diffusamente la prossima volta, lo prometto.




14 febbraio 2012
 
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